Un piccolo Chopin

Mi ero quasi dimenticato di avere questa canzone di Marco Masini nella playlist dell’IPod: avere tante canzoni a portata di mano ti fa scoprire sempre cose nuove, con il rischio di dimenticarsi le belle cose che hai scoperto finora.

Tante persone sanno che mi piace scrivere. Nessuno sa come mi sento quando scrivo: forse la mia amica Consolata l’ha quantomeno intuito.Credo sia giunto il momento di scoprire le carte.

Penso conosciate il detto prima il dovere, poi il piacere. Come quella di chiunque altro, anche la mia vita ha molti doveri: il lavoro, lo studio per i più giovani (o anche meno giovani), le incombenze quotidiane. Almeno dalla prima elementare, ricordo pochi giorni senza  avere doveri: i compiti ogni giorno, i corsi di nuoto e d’inglese che i miei genitori mi hanno obbligato a frequentare, le incombenze domestiche

A questi obblighi, si aggiungeva quello che io chiamo obbligo delle buone maniere: da bravo bambino, non dovevo dire parolacce, dare del rispettoso Lei alle persone che non conoscevo (poco importa che certe persone non mi piacessero) , vestirmi in modo appopriato, eccetera. Se dovessi usare degli aggettivi per la mia vita, userei sicuramente ipercontrollata e ipercontrollante: è il destino che affligge chi – come me – ha un carattere poco incline alla ribellione e dei genitori ansiosi, ansiogeni,  oppressivi e che non conoscono il concetto di fantasia.

Un atteggiamento simile è soffocante: l’ho imparato a mie spese…Spero che qualche genitore moderno mi stia leggendo. Lo svantaggio di avere pochi amici ed una vita sociale che sta lentamente riprendendo solo negli ultimi due anni è stato parzialmente compensato da due vantaggi:

  1. Non mi sono mai cacciato in qualche guaio
  2. Ho scoperto il piacere di scrivere
  3. Più tardi è arrivata anche la fotografia, parola che significa scrivere con la luce.

L’ansia e lo stress accumulati – infatti – devono trovare una valvola di sfogo. Mentre Marco Masini ha trovato la musica, io ho trovato la scrittura: una cosa che si impara fin da bambini (le regole grammaticali le ho imparate più facendo pratica che leggendole sui libri).

Forse risulterò pomposo, ma credo che le persone giudicano, un foglio di carta non lo farà mai. Per questo non ho mai tenuto un diario: non mi piace giudicare l’atteggiamento degli altri in ordine cronologico, mentre prefeisco dare libero spazio ai miei pensieri.

Mentre Marco Masini, una volta tornato a casa, si mette il frac e apre lo spartito, io mi siedo alla scrivania e apro il quaderno. Mentre Masini pensa che dentro di lui ci sia un piccolo Chopin, io mi immagino che dentro di me ci sia un piccolo Ungaretti.