Tutto vero

Non ho mai fatto mistero che il mio gruppo preferito siano i Nomadi. Li ho scoperti – putroppo – tardi, anni dopo che Augusto Daolio e Dante Pergreffi se ne andarono.

Ciò non toglie che trovi in molte canzoni di questo gruppo, anche in quelle più recenti, un messaggio: a volte un messaggio che può sembrare di lotta, altre volte un messaggio di speranza, più raramente d’amore, nel senso sentimentale del termine.

Come il testo di ieri, anche quello di oggi mi ricorda un consiglio da fratello maggiore: è un fratello maggiore diverso, più grintoso e – forse- incazzato con chi ha smesso di lottare…come, forse, avevo fatto io….Lasciate che vi racconti.

Ho trascorso molti anni cercando affetto e stima (qualsiasi cosa significhino queste parole) da parte di chi mi conosceva: parenti, amici, semplici conoscenti. Per farlo, ho scelto la via apparentemente più semplice: ho fatto esattamente ciò che mi chiedevano gli altri. Oltre  a non ottenere i risultati sperati, ho avuto anche un problema non secondario: mi ero trasformato in una specie di robot, che eseguiva gli ordini ricevuti…e nulla più. Nessuna passione, nessuno svago degno di questo nome: passavo le giornate a lavorare e a lamentarmi della mia vita vuota.

Devo ringraziare qualche persona e alcune cose per avermi salvato:

  • La mia psicanalista
  • Chi ha creduto veramente in me (Consolata, mi stai leggendo?)
  • La fotografia
  • La scrittura
  • I viaggi
  • La musica

Quest’ultima (oltre a fornirmi gli spunti per il blog) mi ricorda sempre che la vita non è fatta solo di doveri, ma anche  – per citare il testo di stasera – di forza e di passione: concetti che ho dimenticato per molto, troppo tempo…e che devo, anzi, voglio riprendermi per continuare a vivere!