Consultare: Ho 422 amici, eppure sono solo…

 

Stasera ero molto indeciso su cosa pubblicare: chi si è preso la briga di consultare la mia pagina Facebook o il mio account Twitter lo avrà capito.

Alla fine, ho scelto la versione sottotitolata del video Look up di Gary Turk, che considero un indieun po’ come me. Entrambi apprezziamo ciò che distingue dalla massa: lui ha avuto il coraggio di dirlo in faccia alle persone  e di fare di testa sua, io un po’ meno. ma ci provo comunque. Peccato non aver trovato il testo scritto: sarebbe stato bello stamparlo e appenderlo al muro ogni volta che ho voglia di accedere ad internet.

Vivendo a Milano da tanti anni, ho notato alcune cose:

  1. Abbiamo paura dell’altro: appena uno sconosciuto ci si avvicina, pensiamo che voglia in qualche modo approfittarsi di noi o che sia matto
  2. Oltre al gran tempo che trascorriamo incollati ad uno schermo, noto anche la gran fretta con cui ci spostiamo da un luogo all’altro.

Tutte le volte che vado in centro, vedo molte persone intente a consultare una cartina stradale  e l’espressione spaesata: non occorre una laurea in sociologia per capire che sono turisti…eppure li trattiamo con sufficienza. Non parliamo, poi, degli extracomunitari e dei mendicanti. Vi do una notizia confortante: Google notizie non ha mai riportato casi di peste in Italia.

Mi fa sorridere che le persone si lamentino di essere soli: come fa a stare insieme a qualcuno se non ha voglia di condividere il proprio pensiero, se non dietro uno schermo?

La cosa mette in difficoltà anche me: ogni volta che avrei voglia di socializzare, mi sembra di avere davanti ad un muro. Se penso a tutte le occasioni sprecate per paura l’uno dell’altro mi mangerei le mani.

Forse dovremmo essere solo un po’ più aperti alla varietà delle persone e della realtà che ci circonda.

 

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