A person who never made a mistake never tried anything new

A person who never made a mistake never tried anything new
A person who never made a mistake never tried anything new

Mi piace l’inglese, perciò ho deciso di riportare questa frase di Albert Einstein nella lingua in cui l’ho trovata su internet

A person who never made a mistake never tried anything new

La traduzione in italiano sarebbe

Una persona che non ha mai fatto un errore non ha mai provato nulla di nuovo

La scelta di questo ritratto su sfondo nero come immagine, lontano dall’iconografia normalmente associata ad Einstein, non mi sembra casuale: l’espressione dello scienziato e lo sfondo nero aumentano la serietà del concetto.

A nessuno piace fare errori: ecco perchè ci scusiamo o ci sentiamo in colpa quando ne commettiamo uno. L’apprendimento, però, nasce proprio dagli errori. Inoltre, l’errore può avere diverse motivazioni:

  • Errate spiegazioni
  • Stanchezza
  • Ansia

Insomma: una serie di motivi psicologici e fisici che fanno capire perché una persona sbaglia. Anche la comunicazione ha una parte di responsabilità: non possiamo dare per scontato che le nostre parole siano immediatamente comprensibili al nostro interlocutore.

Einstein a parte, ci sono una serie di proverbi che spiegano gli errori. Il mio preferito è

Fino alla bara, sempre si impara

Ricorda che non ottenere quel che si vuole, può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna

Non ottenere quel che si vuole, può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna
Ricorda che non ottenere quel che si vuole, può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna

Ogni tanto ci capita di pensare a degli obiettivi: potremmo definirlo ciò che vorremmo. Dopo aver faticato tanto, gli obiettivi ci sfuggono di mano, perchè non possiamo controllare tutto.

Quando mi capita di non aver raggiunto un determinato obiettivo, devo sforzarmi di ricordare la frase che ho letto oggi e vi propongo stasera

Ricorda che non ottenere quel che si vuole, può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna

Il fatto che sia genericamente attribuito al Dalai Lama, mi fa pensare che la frase sia stata pronunciata da Tenzin Gyatso…Se così non fosse, vi prego di correggermi.

Nessuno può dire se questa frase sia vera. Per appurarlo dovremmo:

  1. Vivere una determinata esperienza
  2. L’esperienza deve rivelarsi negativa
  3. Poter tornare indietro nel tempo
  4. Vivere un’esperienza alternativa

Il resto sono solo supposizioni.

Se volete la mia, la graffetta gialla in alto a destra mi ricorda qualcosa da appuntare sulla copertina di un testo. L’angolo piegato in basso mi ricorda che, in determinati casi, si deve proprio voltare pagina.

Spesso è difficile farlo: abbiamo paura di abbandonare ciò che abbiamo inseguito lungamente. A volte, però, è necessario.

Devo cercare di ricordarmelo più spesso.

Io e la batteria del mio cellulare ce la giochiamo a chi è più esaurito!

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Io e la batteria del mio cellulare ce la giochiamo a chi è più esaurito!

Il week-end ed il fatto di aver passato un giorno piacevole mi fa venire voglia di scherzare

Io e la batteria del mio cellulare ce la giochiamo a chi è più esaurito!

Chiunque abbia un po’ di sana autoironia ammetterà di non essere completamente sano di mente. I più seri potrebbero prenderla in modo diverso:

  • Contrariarsi
  • Arrabbiarsi
  • Autocommisserarsi

Posso proporvi di vedere la cosa da un’altra prospettiva, per esempio cercando di vedere il lato ironico o comico di una questione? Ovviamente, ciò non è sempre possibile, ma in molte altre occasioni possiamo almeno provarci.

In genere, si è portati a lavorare seriamente, tenendo un certo distacco: forse sarebbe il caso di riuscire a distendere i nervi almeno a pranzo e durante le pause-caffè. Purtroppo, molti portano i loro problemi con loro anche in quei momenti.

Cosa dire, poi, degli hobby? Rischiamo di stressarci senza motivo se ci dimentichiamo del loro lato ludico, che è poi ciò che occorre per rilassarci.

Nella giusta accezione, è bello ogni tanto essere esauriti…

Il temporale

 

È da marzo che non pubblico qualcosa che abbia a che fare con la musica: è giunto il momento di rompere questo silenzio!

Le immagini scelte da chi ha realizzato questo video richiamano sempre il titolo di questa canzone degli Stadio.

Basta leggere il testo per capire quanto questa scelta sia azzeccata.

I temporali – e il brutto tempo in generale – sono buone occasioni per pensare un po’ a sè stessi: difficile che venga voglia di uscire di casa.

Che fare, allora? Le occasioni non mancherebbero:

  • Ascoltare musica
  • Guardare un film
  • Leggere un libro

Tutte attività riflessive: logico che, dopo un po’ di tempo, la mente vaghi, ricordando eventi passati. Credo che Gaetano Currieri  e soci si riferiscano a questo con la strofa

ma per un attimo quel temporale
mi ha preso fuori dalle paranoie
mi ha trascinato via con il suo vento

Alzi la mano chi non l’ha mai fatto!

A me capita spesso e non posso negare un po’ di nostalgia: eventi non certo eclatanti, ma che fanno parte del mio vissuto.

Ecco perchè leggere fa bene alla salute

 

LeggereBeneSalute
Ecco perchè leggere fa bene alla salute

Prima che inventassero l’ebook, la mia casa è sempre stata piena di libri: mi piaceva e continua a piacermi l’odore della carta stampata.

Non so se i sei benefici della lettura elencati in quest’immagine  proposta dalla pagina Facebook libreriamo siano scientificamente provati oppure no, ma sono sostanzialmente d’accordo con la frase, ad eccezione del punto quattro

Combatte i disturbi del sonno

Sono un lettore vorace: se la trama del romanzo è avvincente, non vedo l’ora di conoscerne la fine. Mi capita molte volte di spegnere la luce solo quando non riesco più a tenere gli occhi aperti…due ore prima del suono della sveglia! Se non posso parlare d’insonnia, poco ci manca.

Una menzione particolare merita l’ultimo punto

Non si è mai soli

Mi piace scoprire il profilo psicologico dei personaggi: se sono ben delineate, le caratteristiche le fanno apparire persone reali, ognuno con le proprie caratteristiche. Come nella vita reale, trovo personaggi dal carattere gradevole, altri che getterei volentieri in mezzo all’oceano.

Sono talmente amante dei libri da averne  molta cura: ogni libro ha il suo segnalibro personale! Su questa sottolineatura potrei ricavare un nuovo topic, perciò non mi dilungo.

È giunto il momento di andare a leggere….

Buona notte!

Chi regala le ore agli altri vive in eterno

ChiRegalaOreAltriViveEterno
Chi regala le ore agli altri vive in eterno

Come l’altro ieri, anche questa sera la frase è stata pubblicata dallo staff di Repubblica su Facebook. Se fosse uno scoop, Il Corriere della Sera avrebbe bucato un servizio, come si dice in gergo.

L’aforisma, infatti, è di  Alda Merini, soprannominata la poetessa dei Navigli.

Chi regala le ore agli altri vive in eterno

Al giorno d’oggi sembra una follia: l’assonanza fra i verbi vivere e condividere…Sarà un caso?

Qualcuno potrebbe obiettare che regala iore agli altri aiutandoli in vari modi….Ma quando è stata l’ultima volta che abbiamo ascoltato gli altri? C’è una bella differenza!

Vi propongo un’esperimento: la prossima volta che volete condividere qualcosa con qualcuno, anzichè usare Facebook, invitatelo a casa vostra a bere un caffè! Ne vedrete delle belle!

 

Le persone che ti capiscono veramente sono quelle a cui non hai bisogno di spiegare nulla

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Le persone che ti capiscono veramente sono quelle a cui non hai bisogno di spiegare nulla

La frase di Antonio Curnetta è troppo lunga per citarla tutta. Credo che il punto centrale sia la seconda parte

Le persone che ti capiscono veramente sono quelle a cui non hai bisogno di spiegare nulla

Spiegare i propri gesti e comportamenti non è solo inutile: è dannoso, perché è un modo di giustificarsi. Può andare bene se involontariamente se, per vari motivi, si è mancato di rispetto ad una persona, oppure se un gesto può sembrare insensato….ma basta!

Ognuno ha la propria vita e la propria storia:

  • Chi siamo noi per giudicare gli altri?
  • Perché giudichiamo gli altri?

Alla prima domanda non ho ancora trovato risposta. Posso rispondere alla seconda, ma solo fino a un certo punto.

Spesso chiediamo spiegazioni di cose che non abbiamo capito o che ignoriamo completamente: accade ogni giorno ed è un modo per migliorare sè stessi, quindi possiamo solo sperare che continui così.

Altre volte, invece, chiediamo spiegazioni per trovare una giustificazione al comportamento altrui. Trovo questo comportamento estremamente irritante: raggiunta la maggiore età, siamo liberi di decidere e pensare come meglio crediamo. Perchè, allora, continuiamo a criticare il comportamento altrui?

Credo che sia dettato dall’invidia e, come dice il proverbio

L’invidia è una brutta bestia

 

La vita è un viaggio, viaggiare è vivere due volte

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la vita è un viaggio: viaggiare è vivere due volte

Quando ero piccolo, i miei genitori viaggiavano spesso: ogni volta, tornavano con una busta blu, fornita dall’agenzia di viaggio, su cui era scritto

La vita è un viaggio: viaggiare è vivere due volte

Solo anni dopo scoprii che questa frase fu pronunciata da Umar Khayyām, ma non perderebbe di profondità nemmeno se Walt Disney l’avesse messa in bocca a Topolino.

Anche tralasciando i miei viaggi estivi, ho visitato molti posti, soprattutto in Italia. Con l’età, è cresciuta anche la voglia di visitare l’estero.

Forse Khayyam esagera dicendo che viaggiando si vive due volte, ma di sicuro si vive!

La campagna è quello strano posto in cui le galline vanno in giro crude

La campagna è quello strano posto in cui le galline vanno in giro crude
La campagna è quello strano posto in cui le galline vanno in giro crude

Sarà forse a causa del week-end che questa sera, come ieri, vi propongo una frase ironica

La campagna è quello strano posto in cui le galline vanno in giro crude

Firmato: Charles Baudelaire, uno a cui di certo non si associa l’appellativo di allegrone come, del resto, non lo era nemmeno il suo contemporaneo inglese Poe.

Tuttavia, questo aforsima risponde parzialmente alla domanda

Perché certi romanzi drammatici sono famosi ed altri no?

Se è vero, come diceva Totò, che è molto più difficile far ridere che far piangere, allora Baudelaire doveva essere un genio, perchè riusciva a fare entrambe le cose.