Fa che il tuo tempo sia vita….e che la tua vita non sia una perdita di tempo.

Fa che il tuo tempo sia vita....e che la tua vita non sia una perdita di tempo.
Fa che il tuo tempo sia vita….e che la tua vita non sia una perdita di tempo.

In passato, mi lamentavo spesso che la mia vita fosse vuota. Sentivo di aver bisogno di una scossa, se così posso chiamarla.

In quel periodo, mi tornava spesso in mente la frase di oggi

Fa che il tuo tempo sia vita….e che la tua vita non sia una perdita di tempo.

 

Ho scoperto poi che la colpa era mia: gli eventi accadevano (e accadono tuttora), ma ero troppo chiuso in me stesso perché potessi accorgermi di quanto accadeva nel mondo esterno.

Di persone così ne conosco a bizzeffe: non voglio accusarli, ma semplicemente constatare quanto siano chiuse ed egocentriche per accorgersi del mondo esterno. In questo senso, ha ragione Gary Turk: dobbiamo smetterla di guardare un monitor per cercare gli amici, sperando che poi le cose vadano meglio.

La vita, quella vera, è nelle piccole cose, non certo negli eventi eccezionali: se così fosse, vivremmo – forse – meno di un giorno al mese.

Non biasimo certo chi decide di cambiare vita radicalmente: è una scelta personale. Io, però, ho un diverso approccio: si deve partire da ciò che si ha e da ciò che si è per costruire qualcosa di nuovo.

 

Un disperato bisogno d'amore

Un giorno di febbraio, la mia amica Paola pubblico sul mio profilo Facebook la seguente frase

Gli Stadio, sempre grandi…ascoltali

Paola aveva ragione: dì li a qualche giorno Gaetano Curreri & co. avrebbero vinto il Festival di Sanremo.

Tredici anni fa usciva Un disperato bisogno d’amore: il significato della canzone lo sto capendo solo in questi ultimi giorni.

Negli ultimi anni ho sofferto molto la solitudine, dando a questo termine un significato molto ampio. La differenza del mio stato d’animo quando sono solo e quando sono in compagnia e assolutamente percepibile…almeno da me, che la vivo.

Il mio era, appunto, un disperato bisogno d’amore, sempre ampliando molto il significato di questa parola. Fortunatamente, quei giorni sembrano ormai essere alle spallema non vi dico che fatica!!!

Credo che il motivo sia semplice: l’uomo è un animale sociale, perciò non può vivere da solo.

Fortunatamente, da un po’ di tempo, posso usare i tempo passato.

Quando il sangue delle tue vene ritornerà al mare…

Quando il sangue delle tue vene ritornerà al mare, la polvere delle tue ossa ritornerà alla terra, forse ricorderai che questa terra non appartiene a te, ma che tu appartieni a questa terra
Quando il sangue delle tue vene ritornerà al mare, la polvere delle tue ossa ritornerà alla terra, forse ricorderai che questa terra non appartiene a te, ma che tu appartieni a questa terra

Quando cominciai questo blog, non immaginavo che – un giorno – avrei parlato di proverbi dei nativi americani: pare, invece, che quel giorno sia arrivato!

Quando il sangue delle tue vene ritornerà al mare, la polvere delle tue ossa ritornerà alla terra, forse ricorderai che questa terra non appartiene a te, ma che tu appartieni a questa terra

Non ho mai visitato il Nord America (anche se è un viaggio che vorrei proprio fare), nè conosco molto la cultura pellerossa. Quel poco che so, lo devo al cinema, che mi ha fatto pensare che le tribù indiane non fossero poi così selvagge, ma fonte di grande saggezza.

La frase che oggi  ho trovato su Facebook lo dimostra. Facendo una divisione per colore della pelle, potremmo dire che:

  • La popolazione caucasica ha un culto materialista e legato al presente
  • La popolazione cinese ha il culto dell’anziano,perciò legato al passato
  • La popolazione dei nativi americani ha il culto della natura

La natura, in questo caso, è vista come l’inizio e la fine di un ciclo.

Parlando di religione e – più in generale – di tradizioni culturali è impossibile stabilire chi abbia ragione, ma si nota subito l’assonanza con un passaggio della Genesi

polvere tu sei e in polvere tornerai

Sono queste le cose che mi fanno apparire il razzismo come una cosa becera.

Non ho che te

 

Il mondo dello spettacolo e – più in generale – dell’arte potrebbe sembrare il mondo più lontano da quello della gente comune:

  • Lavoratori
  • Studenti
  • Pensionati

In realtà, l’arte scaturisce spesso dall’osservazione del mondo circostante e anche gli artisti vivono sul nostro pianeta, non certo su Marte.

Luciano Ligabue spiega bene il mondo della gente comune nel video di Non ho che te: non servono certo dialoghi per capire la situazione vissuta dal protagonista.

Credo che gli artisti in generale siano molto dotati di empatia: non potrebbero realizzare le loro opere se non fosse così.

Anche se non conosciamo personalmente i cosiddetti VIP, sicuramente troverete fra le vostre amicizie qualcuno che vi capirà a dovere: basta solo osservare un po’ meglio il mondo circostante.

Cerco l'estate tutto l'anno e all'improvviso #eccolacqua

Cerco l'estate tutto l'anno e all'improvviso #eccolacqua
Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso #eccolacqua

Ho sempre amato i giochi di parole: li trovo ironici, soprattutto quando riflettono il presente, come la satira.

Ufficialmente, l’estate comincerà il 20 giugno, ma già ci lamentiamo del clima. I social network si sono scatenati giocando con la prima strofa di Azzurro di Adriano Celentano:

Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso #eccolacqua

Le regole di comunicazione di Twitter sono rigide: l’hashtag non consente di usare spazi, perciò basta aggiungere una per  suscitare una risata.

Questo è solo un piccolo esempio di alcune mie constatazioni:

  1. Nella vita occorre immaginazione
  2. Esistono molti modi per vedere una stessa cosa

Questo ci deve portare a dover rispettare la visione altrui, perchè al mondo esistono circa 7 miliardi di modi per valutare una stessa situazione.

Shot at the night

 

Oggi è stata una giornata impegnativa: per questo non ho scritto la consueta anticipazione del post su Facebook ed ho scelto d’istinto.

Sono contento che sia accaduto: il video di Shot at the Night dei Killers parla proprio di un incontro casuale, quasi istintivo, appunto.

A ben vedere, non è altro che una rivisituazione in chiave moderna della fiaba di Cenerentola:una ragazza di Las Vegas rischia di investire quello che si rivelerà uno dei clienti dell’hotel in cui lavora come cameriera ai piani.

Se guardate bene, c’è praticamente tutto:

  • La ragazza bella e povera in un mondo opulento
  • Il principe azzurro
  • La fatina che permette a Cenerentola di andare al ballo
  • Lo scadere del tempo

Non manca nemmeno la matrigna, anche se si vede poco. Inoltre, io vedo un briciolo di Vacanze Romane: il giro in scooter ricorda tanto la Vespa di Gregory Peck e Audrey Hepburn.

I video, generalmente, non hanno una morale…ma le fiabe sì! In questo video si vede come tutto può cambiare all’improvviso…quindi, non disperiamo.

 

Qualunque cosa tu faccia sarai sempre criticabile. A Questo punto, …

Qualunque cosa tu faccia sarai sempre criticabile. A Questo punto, fai ciò che ti fa stare bene, senza rendere conto a nessuno.
Qualunque cosa tu faccia sarai sempre criticabile. A Questo punto, fai ciò che ti fa stare bene, senza rendere conto a nessuno.

I dialoghi che affrontiamo quotidianamente nel tempo libero hanno spesso lo scopo di condividere con l’interlocutore i nostri problemi e le nostre passioni.

Condividiamo problemi per cercare conforto e – forse – un confronto da cui può nascere una soluzione. Condividiamo le nostre passioni per sentirci bene e far sentire bene gli altri. Alla fine, condividiamo problemi e passioni per lo stesso motivo.

Non sempre, però, il risultato del dialogo è quello sperato. La frase di oggi lo spiega bene:

Qualunque cosa tu faccia sarai sempre criticabile. A Questo punto, fai ciò che ti fa stare bene, senza rendere conto a nessuno.

Se vivessimo esclusivamente per piacere o far piacere agli altri, probabilmente vivremmo tutti nello stesso modo: perderemmo la nostra unicità.

Essere unici o – per meglio dire – sentirsi unici è sinonimo di stare bene.

Sognare ad occhi aperti va bene…

Sognare ad occhi aperti va bene. Incoraggiate le persone a farlo: può essere il segreto della ricchezza se si va nella direzione giusta
Sognare ad occhi aperti va bene. Incoraggiate le persone a farlo: può essere il segreto della ricchezza se si va nella direzione giusta

In passato ho accennato al mio rapporto con la psicologia: la frase di stasera è un’affermazione dello psicologo Tony Buzan

Sognare ad occhi aperti va bene. Incoraggiate le persone a farlo: può essere il segreto della ricchezza se si va nella direzione giusta

Recentemente ho parlato anche dell’importanza dei sogni: cosa potrei aggiungere d’altro?

Concentriamoci sulla seconda parte della frase:

  Incoraggiate le persone a farlo

Supponiamo che le persone non abbiano la capacità di sognare o – peggio ancora – di immaginare alternative. Tutte le invenzioni umane (dalla ruota in poi) sarebbero state impossibili.

Qualcuno potrebbe chiedersi

Come incoraggiare le persone a sognare ed essere concreti allo stesso tempo?

Ironia della sorte, credo sia molto più semplice di quanto si possa credere: è sufficiente immaginare un’alternativa.  Per esempio: cosa accadrebbe se, anzichè organizzare la giornata momento per momento, ci si prendesse un’ora per fare ciò che ci pare?

Anzichè fare io un’elenco, vi lancio una sfida: provate ad immaginarlo!

 

Se solo i nostri occhi vedessero le anime invece dei corpi, quanto sarebbe diversa la nostra idea di bellezza

Se solo i nostri occhi vedessero le anime invece dei corpi, quanto sarebbe diversa la nostra idea di bellezza
Se solo i nostri occhi vedessero le anime invece dei corpi, quanto sarebbe diversa la nostra idea di bellezza

Non sono un utente di tumblr, ma sta entrando nei siti da cui attingo più spesso, visto che molti miei contatti di Facebook condividono molti aforismi tramite questa piattaforma.

Se solo i nostri occhi vedessero le anime invece dei corpi, quanto sarebbe diversa la nostra idea di bellezza

L’idea di bellezza è contemporaneamente soggettiva e stereotipata:

  • Il fisico deve essere fatto in un certo modo
  • Gli occhi devono avere un certo colore
  • Il viso deve avere una certa forma

Tutti guardano all’esteriorità del soggetto, nessuno guarda al suo essere interno. Eppure sarà capitato a molti di incontrare sulla propria strada una persona gradevole alla vista, ma caratterialmente incompatibile con noi.

Sicuramente è proprio questo il significato dell’immagine: un volto al cui interno è stato disegnato un paesaggio naturale. L’estetica, in un certo senso, colpisce solo la vista. L’animo di una persona colpisce tutti i nostri sensi.

Putroppo, c’è un problema sociale: ci stiamo abituando ai rapporti mordi-e-fuggi, perciò evitiamo di frequentare le persone che non ci vanno subito a genio, senza tentare di approfondire la conoscenza.

Permettetemi di fare una battuta: se anche i nostri progenitori si fossero comportati così con la natura, a quest’ora non mangeremmo castagne.

To Be Number One

 

L’inizio degli Europei di calcio mi ha riportato alla mente l’estate di sedici anni fa: la cosiddetta estate italiana, riprendendo la canzone di Edoardo Bennato e Gianna Nannini, inno ufficiale dei mondiali di quell’anno.

Pochi, però, si ricordano la versione inglese di quell’inno: To be number one di Giorgio Moroder.

Il video, ovviamente, risente ancora delle influenze del decennio precedente:

  • pettinature cotonate
  • inglese usato anche in Italia
  • Colori freddi ed elettrici per le ambientazioni notturne
  • Colori caldi per le ambientazioni diurne

La storia del video mescola lo spirito di sacrificio (italiano e sportivo) alla capacità di sognare adolescenziale.

Ciò che abbiamo perso (forse a causa dell’età, forse a causa degli eventi) è proprio la capacità di sognare. È una grave perdita: significa perdere la speranza e capacità di immaginare un’alternativa.

Lo ammetto: in passato sono caduto anch’io in questo errore, ma sto cercando di recuperare.  Perdere i sogni è un sintomo: la vera malattia è perdere la speranza.

I sintomi di questa malattia li riconosco subito: si tende a trovare una soluzione pragmatica ad ogni problema, lasciando poco spazio alla fantasia.

Non esiste una cura medica per questa malattia: siamo noi che dobbiamo lasciarci andare un po’ di più.