Esistono solo due giorni dell'anno in cui non si può fare niente…

 

Esistono solo due giorni dell'anno in cui non si può fare niente. Uno si chiama ieri e l'altro domani. Pertanto oggi è il gorno migliore per amare, crescere, agire e soprattutto vivere
Esistono solo due giorni dell’anno in cui non si può fare niente. Uno si chiama ieri e l’altro domani. Pertanto oggi è il giorno migliore per amare, crescere, agire e soprattutto vivere

Quante volte diciamo a noi stessi frasi come

Oggi sono troppo stanco: lo farò domani

Oppure rimpiangiamo i nostri errori dicendo

Se potessi tornare indietro nel tempo, agirei diversamente

Se parlassimo con Tenzin Gyatso, attuale Dalai Lama, ci direbbe

Esistono solo due giorni dell’anno in cui non si può fare niente. Uno si chiama ieri e l’altro domani. Pertanto oggi è il giorno migliore per amare, crescere, agire e soprattutto vivere

A seconda del nostro carattere e del nostro rapporto con la religione (sia in generale, che buddhista in particolare), potremmo reagire a quest’affermazione in molti modi diversi.

Ciò non toglie che sia un’affermazione tremendamente vera! Del resto, il proverbio italiano

Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi

Riassume lo stesso concetto, anche se in termini più pratici.

Il problema è solo uno: tendiamo ad incasinarci i  pensieri, preoccupandoci di cose che – in seguito – appariranno irrilevanti! Ci credo che poi stramazziamo sul divano ogni sera alle 21! Siamo maestri d’incasinamento totale: una sorta di Ufficio Complicazioni Affari Semplici ambulante.

Paradossalmente, lo facciamo spesso anche a fin di bene (nostro o altrui, poco importa):

  • Chiediamo consigli su come risolvere un nostro problema
  • Elargiamo consigli su come risolvere un problema altrui

 

La diagnosi è presto fatta: non ci fidiamo del nostro istinto.

Se qualcuno ha trovato una cura, mi faccia un fischio.

 

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