Sempre noi

 

Mi capita spesso di pensare

Caspita, quanto è cambiato il mondo da quando sono nato

Non è necessario andare così lontano nel tempo per stupirsi dei cambiamenti: basta fermarsi agli anni novanta. Del resto, come cantano J-Ax e Max Pezzali in Sempre noi

Vent’anni son volati via in un attimo

In quegli anni:

  • Le fotografie erano solo analogiche
  • La moda era molto diversa
  • L’Iphone non era ancora arrivato

Il testo è volutamente nostalgicoconcentrandosi sugli oggetti di quegli anni. Non credo che, però, la canzone sia materialista, anzi.

La presenza di Mauro Repetto è quasi un simbolo: la classica lacrimuccia che riaffiora pensando alla vita di quegli anni.

Lo ammetto: i miei anni novanta sono stati piuttosto tristi, a causa di varie questioni.Anche io, però, ho dei ricordi piacevoli: le estati dal 1993 al 1996: ogni estate, una vacanza – studio all’estero, sempre nello stesso posto.

Come per i vostri anni novanta, quelle tre estati simboleggiano, per me, tanti ricordi piacevoli.

Nonostante siano passati tanti anni, però, siamo sempre noi.

L'estate sta finendo

 

 

All’inizio dell’estate ho parlato di un tormentone estivo del presente: quale data migliore degli ultimi giorni di agosto per parlare di un tormentone estivo del passato?

Nonostante il testo sia rimasto invariato, preferisco questa cover alla versione originale: ha – ovviamente – un accompagnamento più in linea con i nostri tempi e può contare sull’accompagnamento delle immagini in tema.

Forse i giovani hanno prestato più attenzione alla presenza del marchio di una nota marca di bevande piuttosto che a quella dei Righeira. Parafrasando un vecchio film, potrei dire

È il tempo, bellezza! E tu non puoi farci niente! Niente!

Forse è anche per rimandare al tempo che passa che il video è ambientato al tramonto, la fine della giornata  attiva: scesa la sera, come adesso mentre sto scrivendo ci sarà

  • Chi pensa a rilassarsi
  • Chi si dedicherà alla sua famiglia
  • Chi penserà alla giornata di domani

Non credo sia giusto pensare al domani, così come non è giusto pensare all’autunno: godiamoci queste ultime ore di 30 agosto e questi ultimi giorni d’estate.

 

Io non trattengo nessuno…

Io non trattengo nessuno. Non perchè non ci tengo, anzi. Ma lascio la libertà agli di scegliere se starmi accanto o andarevia, semplicemente perchè credo che chi vuole esserci c’è. Senza neanche che tu glielo chieda
Io non trattengo nessuno. Non perchè non ci tengo, anzi. Ma lascio la libertà agli di scegliere se starmi accanto o andare via, semplicemente perchè credo che chi vuole esserci c’è. Senza neanche che tu glielo chieda

Tenere questo blog mi ha insegnato una cosa: non è necessario essere famosi per poter pubblicare frasi dal profondo significato.

La frase 

Io non trattengo nessuno. Non perchè non ci tengo, anzi. Ma lascio la libertà agli di scegliere se starmi accanto o andare via, semplicemente perchè credo che chi vuole esserci c’è. Senza neanche che tu glielo chieda

è citata su moltissimi siti: qualcuno la attribuisce a Luciano Ligabue, altri ancora ad un anonimo. Non credo sia importante sapere chi l’abbia detta: il suo significato resterebbe inalterato anche se la pronunciassi io.

Il significato è abbastanza semplice da capire: l’uomo è un animale sociale ed ama stare insieme ad i suoi simili. Ogni persona, però, è unica ed irripetibile: pertanto è raro trovare qualcuno che ci sia un’intesa profonda. Basta farsi due domande per capirlo:

  1. Quante persone conosco?
  2. Con quante di queste mi sento veramente a mio agio?

Sicuramente, gli appartenenti al secondo gruppo saranno molti di meno di quelli degli appartenenti al primo gruppo.

Il secondo gruppo, quello che io chiamo degli amici speciali, è quello con cui ci confidiamo spesso: una sorta di famiglia allargata senza legami di sangue.

Sono quelli che – per citare la frese di oggi – vogliono esserci anche quando le cose stanno andando male.

Noi non siamo esattamente ciò che tutti vedono…

Frase di Angelo De Pascalis
Noi non siamo esattamente ciò che tutti vedono. Siamo ciò che pochi trovano. E che pochi, pochissimi comprendono

Le mie vacanze ed il mio viaggio a Berlino sono terminate. Potrei parlare di tante cose relativamente a quest’esperienza, ma parlerò solo di una: come avevamo organizzato, io e la mia ex-compagna di Università Giulia ci siamo incontrati, rivedendoci dopo dieci anni.

Nonostante il tempo passato, il feeling tra me e Giulia è rimasto inalterato: sono accadute tante cose, ma ci capiamo ancora al volo. Basta una mezza frase accennata e tutto risulta chiaro!  Putroppo, ciò non accade con la maggioranza delle persone che conosco e che frequanto anche ultimamente.

La frase di Angelo De Pascalis spiega benissimo questo concetto

Noi non siamo esattamente ciò che tutti vedono. Siamo ciò che pochi trovano. E che pochi, pochissimi comprendono

A quanti di noi è capitato di spiegare uno stato d’animo a molte persone, sentendoci subito compresi solo da poche di esse? Forse è questa l’alchimia dell’amicizia: non si può spiegare scientificamente, ma esiste.

Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita

Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita
Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita

Nell’ultimo post avevo promesso di postare un nuovo articolo non prima di lunedì , ma la frase di stasera calza a pennello: domani partirò per Berlino.

Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita

Ho già parlato molto di viaggi: perché scriverne ancora?

Il motivo è racchiuso proprio nella frase: non sarò lo stesso di prima.

Non ho programmato nulla, se non pochi monumenti e musei da visitare, e non sto pensando di cambiare volontariamente. Tuttavia, so che durante il viaggio accadranno varie cose

  • Accadranno degli imprevisti
  • Incontrerò persone nuove
  • Scatterò fotografie
  • Prenderò appunti

Ognuno di questi eventi può capitare a chiunque: quando tornerò, forse, mi sembreranno semplicemente ricordi.

Con il passare del tempo, però, quegli stessi eventi mi condurranno su una strada che io stesso non riesco ad immaginare.

È così per tutti. Permettetemi di proporvi un esperimento: cercate di ricordare l’ultimo giorno in cui avete fatto qualcosa di speciale. Dopo che l’avete ben visualizzato nella vostra testa, fatevi una domanda

Come sarei se non mi fosse capitata questa cosa?

Io non posso rispondere per voi. Di una cosa, però, sono sicuro: sareste diversi.

Ecco, per me i viaggi significano questo….

Chiuso per ferie

Chiuso per ferie fino al 28 agosto
Chiuso per ferie

Oggi scrivo il post per questo blog con qualche ora di anticipo:  come potete vedere dall’immagine scelta, anche per me è giunto il momento  di andare in vacanza.

Per le prossime due settimane avrò difficoltà a scrivere articoli: il computer di casa dei miei è obsoleto e non supporta wordpress. Dal 22 al 26 agosto, inoltre, sarò a Berlino: anche se l’hotel che ho prenotato mi garantisce la connessione wi-fi, per motivi di bagaglio non potrò portare con me il tablet. Chi ha provato ad usare l’app  per scrivere un post sul proprio smartphone, sa quanto possa risultare frustrante.

Ci rivedremo – se lo vorrete – domenica 28 agosto. Non preoccupatevi: non starò con le mani in mano. Grazie allo smartphone, riuscirò a recuperare da internet tanto di quel materiale che – probabilmente – qualcosa finirà nel dimenticatoio. Se sarò fortunato, forse riuscirò anche a fare qualche buono scatto da proporvi prossimamente.

Tra di voi ci sarà qualcuno che starà scherzando nello stesso modo in cui gli ascoltatori di Radiofreccia sbeffeggiavano la chiusura della radio nell’omonimo film.

Ci sono solo due differenze:

  1. Quella era finzione, questa è realtà…anche se un po’ virtuale.
  2. Questo blog non ha bisogno di finanziamenti per tenersi in piedi…ed ha meno di diciotto anni.

 

Music has changed

Music has changed
Music has changed

In questo blog, non parlo molto spesso di pubblicità: preferisco i testi più artistici, sia in caso di frasi, sia in caso di canzoni.

Certe campagne pubblicitarie, però, sono geniali….a volte, fin troppo. Restano scolpite nella mente del potenziale cliente ancor pù del prodotto reclamizzato.

Moma studios e lo studio pubblicitario che ha organizzato la campagna in corso in questo periodo a Milano sono stati geniali.

Nessuna immagine, solo uno sfondo nero a ricordare una lavagna scolastica e la scritta bianca

Music has changed

Lo ammetto: prima di oggi ero convinto che l’unica forma inglese accettabile fosse

Music is changed

Cosa che avrà sicuramente attratto anche altre persone, aumentando l’audience.

Tuttavia, sono accettate entrambe le formeNon traduco le frasi: sono abbastanza comprensibili. La prima forma, però, può farci sorgere una domanda

Cosa ha cambiato la musica?

Dando per scontato che tutti noi siamo almeno degli ascoltatori medi di musica e che sappiamo – almeno per sommi capi – di cosa stiamo parlando, potremmo rispondere facilmente a questa domanda facendocene un’altra

Come sarebbe un mondo senza musica?

Per favore: non trasformatevi in moderni compagni di Ulisse tappandovi le orecchie con la cera calda! Provate, piuttosto, ad immaginare come sarebbe andata a finire se l’uomo non avesse scoperto la musica.

Io ho un paio di risposte…ma credo che la faccenda sarebbe molto più complessa di quanto non la immaginiamo.

 

Le opinioni degli altri non sono la verità. I giudizi che emettono su di te dicono molto di più di loro che non di te stesso

Le opinioni degli altri non sono la verità. I giudizi che emttono su di te dicono molto di più di loro che non di te stesso
Le opinioni degli altri non sono la verità. I giudizi che emettono su di te dicono molto di più di loro che non di te stesso

Per questo blog, internet si sta rivelando la classica manna dal cielo. Per chi scrive, invece, è fonte di un po’ di disagio

La frase di oggi

Le opinioni degli altri non sono la verità. I giudizi che emettono su di te dicono molto di più di loro che non di te stesso

è stata pubblicata sulla pagina Facebook il mio mondo imperfetto, uno dei tanti luoghi virtuali in cui le persone sembrano parlare più a ruota libera e con più sincerità di quanto non facciano nei rapporti umani.

Nella vita reale siamo tutti soggetti al giudizio altrui: purtroppo, siamo criticati anche quando non dovremmo esserlo.

Se è logico e normale essere giudicati

  • Sul lavoro dai superiori
  • A scuola dagli insegnanti
  • In un circolo piuttosto altolocato

Un po’ meno normale è essere giudicati da chiunque per la vita di tutti i giorni. Giustamente, ognuno di noi ha la propria visione del mondo: tuttavia, non esistono prove scientifiche che una determinata visione sia l’unica corretta. Anzi, spesso è vero l’esatto contrario: siamo giudicati da altre persone senza che ci sia stato chiesta la nostra opinione.

Vorrei farvi una domanda:

Vi pare giusto?

Che abbia vinto o no

 

Stasera, appena avrò finito di scrivere questo post, mi guarderò il Il ricco, il povero e il maggiordomoche ha inserito nella colonna sonora la canzone Che abbia vinto o no  cantata dai rapper Emis Killa e Antonella Lo Coco.

Il rap  è un genere musicale nato nelle periferie cantato da gente di periferia, che hanno sognato tanto una vita diversa da quella in cui sono stati abituati fin dalla nascita.

Il video della canzone ne è un esempio: ambientato in un’anonima periferia (data l’origine lombarda di Emis Killa, potrebbe trattarsi di Milano, ma non ci giurerei), un ragazzo preadoloscente vive nel sogno di diventare calciatore.

Chi non ha mai avuto un sogno simile? Certamente, pochi sono riusciti a realizzarlo ma, come dice la canzone e mostra il video

I sogni vanno e vengono
ma se faccio un gol per me ok
che abbia vinto o no…

In altre parole: a volte non si raggiunge il sogno desiderato, ma spesso ci si avvicina…l’importante è provarci!

So che qualcuno che mi sta leggendo si starà facendo delle grasse risate, considerando che mi conosce e mi ha sempre considerato pessimista….Ma questa è un’altra storia.

 

L'amicizia è come un ponte…

L'amicizia è come un ponte: unisce se ha basi solide, ma crolla se costruito con materiale scadente.
L’amicizia è come un ponte: unisce se ha basi solide, ma crolla se costruito con materiale scadente

 

Il disegno a matita di un libro fa da cornice alla frase di oggi

L’amicizia è come un ponte: unisce se ha basi solide, ma crolla se costruito con materiale scadente.

Rispetto a quella del 29 luglio scorso, però, l’autore (in questo caso, sarebbe meglio dire l’autrice) è una nostra contemporanea, Giorgia Stella, amministratrice della pagina Facebook, Gli Ostacoli del cuore.

Il disegno che fa da cornice a questa frase mi ricorda un diario scolastico, di quelli in cui alle medie e le superiori – anzichè i compiti della settimana – annotavano frasi adolescenziali.

A tutte le età, ma soprattutto durante l’adolescenza, siamo portati a pensare che un’amicizia non finirà mai. Anche se è più difficile che termini un’amicizia che un amor piuttosto che un amore, dobbiamo fare i conti con l’eventualità che anche l’amicizia finisca.

Lasciate che vi ponga delle domande:

  • Avevate amici tra i vostri compagni di scuola?
  • Pensavate che la vostra amicizia non potesse finire mai?
  • Da quanto tempo non li vedete?

Sono provocatorio, lo so, perchè credo che l’amicizia – come i ponti – non solo vada costruita, ma debba essere mantenuta periodicamente. Smartphone e Social Network avrebbero dovuto aiutarci in questo. Putroppo, usiamo questi strumenti nel modo sbagliato: facciamo tutto, tranne che comunicare.

Vi propongo un piccolo esperimento: scorrete la rubrica del vostro cellulare e cercate di ricordare per ogni nominativo presente quanto tempo è trascorso dall’ultima volta che vi siete sentiti. Se vi sembra passato troppo tempo, mandate un messaggio o provate a chiamare. Se non ricevete risposta, cancellate il numero: non era vera amicizia.