I falliti si riconoscono subito, fanno sentire in colpa gli altri per i propri errori, per i propri sbagli

Frase di Rosa Ramirez
I falliti si riconoscono subito, fanno sentire in colpa gli altri per i propri errori, per i propri sbagli

Tenendo questo blog, ho conosciuto il sito pensieriparole, in cui persone comuni possono scrivere i propri aforismi personali, come ha fatto – in questo caso – l’ecuadoriana Rosa Ramirez.

La frase di Rosa è stata riproposta anche su Facebook da vari utenti

I falliti si riconoscono subito, fanno sentire in colpa gli altri per i propri errori, per i propri sbagli

Mi sembra quasi una versione laica del versetto evangelico

Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?

con un’aggiunta non di poco conto per il significato della frase: l‘attenzione al fallimento ed ai falliti.

 

 

Il significato esplicito può sembrare abbastanza irritante: attualmente, contano più fama e successo del nostro benessere interiore. Chi non riesce a raggiungere i propri obiettivi (qualunque essi siano), si vendica sul prossimo cercando il modo di ferirlo.

Se ci soffermiamo meglio, però, leggo anche un significato implicito che può essere riassunto dalla parola invidia. Nessuno ammetterà mai di essere invidioso, salvo rare eccezioni, ma il comportamento di una persona può rivelare molto di più di quanto non facciano le sue stesse parole.

Fanno battute sulla pasta, i loro disegnatori finirono come gli scolapasta

Interpretazione di Facebook della vignetta di Charlie Ebdo
Fanno battute sulla pasta, i loro disgnatori finirono come gli scolapasta

Come dicevo ieri, noi italiani siamo un popolo passionale: calcisticamente parlando, inoltre, dai Mondiali del 1998 vediamo i francesi come il fumo negli occhi.Un conto, però, è ironizzare su uno sport, ben diverso è ironizzare su una tragedia.

La stessa vignetta di Charlie Ebdo circola su Facebook  come sfondo alla frase

Fanno battute sulla pasta, i loro disgnatori finirono come gli scolapasta

 

senza alcuna giustificazione satirica o, perlomeno, palese. Non occorre scomodare l’enciclopedia Treccani  per capire che lo scopo della satira è prendere per il culo il potere, per  far riflettere il popolo. Tutti i disegnatori satirici – per me – costituiscono l’opposizione extraparlamentare al Governo, non importa se di destra o di sinistra.

Charlie Ebdo ha concesso due occasioni agli italiani per riflettere:

  1. Quando ha pubblicato la vignetta incriminata
  2. Quando ha pubblicato la vignetta sulle case costruite dalla mafiosi

Eppure, non abbiamo colto nessuna delle due occasioni