Non possiamo continuare a vederci così

 

Immagine di Fabio Magnasciutti
Non possiamo continuare a vederci così

Tramite una condivisioneoggi ho conosciuto l’artista Fabio Magnasciutti e il suo blog.

L’immagine che ho scelto mi ha colpito molto: il disegno di un cervello e di un cuore in cui l’uno dice all’altro

Non possiamo continuare a vederci così

Non si capisce quale dei due personaggi parli, ma mi piace immaginare sia una frase reciproca.

Contrariamente a quanto recita il vecchio proverbio

Il cuore ha delle ragioni che le ragioni non vuol sentire

Fabio, con pochi tratti, sottolinea come cervello e cuore comunichino fra di loro più di quanto non si pensi,mandando al diavolo tutte le canzoni che affermano il contrario, da Teorema di Marco Ferradini in poi. Il fatto che questi due amanti, però, si debbano incontrare  segretamente mi fa riflettere.

Non so accusare la società  in cui viviamo o qualcos’altro, ma mi pare evidente che siamo noi stessi ad ostacolare la comunicazione fra mente e cuore. I motivi per cui facciamo quest’errore sono consequenziali:

  1. Viviamo in una società prevalentemente razionale
  2. Vogliamo essere accettati dagli altri
  3. Ci comportiamo in modo esclusivamente razionale
  4. Lasciamo i sentimenti nella nostra sfera privata

Mi sempra evidente che ognuno di noi vivrebbe meglio se riuscisse  ad ascoltare il proprio dialogo interno. Eppure, non lo facciamo, perchè vogliamo essere accettati. Potrebbero esserci, è vero, delle motivazioni pratiche, ma questa è l’eccezione, non la regola: è più probabile, invece, che la maggior parte delle motivazioni siano delle scuse.

 

I rapporti umani sono spesso un disastro perché gran parte dell'umanità non capisce che entrare nel cuore delle persone non è una conquista ma una straordinaria opportunità.

Frase di Marylin Monroe da https://www.facebook.com/Pensieriscalzi/
I rapporti umani sono spesso un disastro perché gran parte dell’umanità non capisce che entrare nel cuore delle persone non è una conquista ma una straordinaria opportunità.

Involontariamente, la frase di stasera si concatena a quella di ieri e – perciò, più o meno direttamente – anche a quella del 21 luglio scorso.

I rapporti umani sono spesso un disastro perché gran parte dell’umanità non capisce che entrare nel cuore delle persone non è una conquista ma una straordinaria opportunità.

Firmato: Marylin Monroe, una persona esperta  in rapporti umani disastrati in partenza. La più grande colpa dell’attrice era scegliere persone egoistiche ed egocentriche (storicamente, JFK non poteva certo essere considerato uno zuccherino e pare non lo fosse nemmeno Joe Di Maggio).

Sembrerò retorico, ma i rapporti umani hanno due punti in comune con la caccia la tesoro:

  1. Come i tesori, anche le persone sono difficili da trovare
  2. Una volta trovata la persona giusta, si diventa un po’ possessivi

Ciò mi fa sorgere un dubbio:

Stiamo parlando di persone o di diamanti?

Se trovo giusto amare una persona trovo sbagliato essere possessivi nei confronti di quella persona: significa cercare di interrompere i rapporti fra quella persona ed il resto del mondo.

Se non ti cerca, non hai sbagliato qualcosa. Hai sbagliato persona.

 

Se non ti cerca, non hai sbagliato qualcosa. Hai sbagliato persona.

Se non ti cerca, non hai sbagliato qualcosa. Hai sbagliato persona.

 

Devo iniziare il post di oggi  scusandomi: ero convinto di trovare su youtube un determinato video di Max Pezzali, ma non è stato così. Perciò, all’ultimo momento, ho deciso di ripiegare ed analizzare la frase

Se non ti cerca, non hai sbagliato qualcosa. Hai sbagliato persona.

che – credo – faccia il paio con ciò che scrissi il 21 luglio scorso.

A tutti sarà capitato di chiedersi

Come mai questa persona non mi cerca da lungo tempo?

Istintivamente, afferriamo il cellulare o accendiamo il computer, per chiamarla ed avere sue notizie. Quando non abbiamo risposta, siamo pronti a giustificare il nostro potenziale interlocutore in vari modi:

  • Magari è occupato
  • Forse è lontano dal computer
  • Potrebbe essergli successo qualcosa

I giorni passano e non abbiamo notizie. In quel momento, realizziamo che il solo amico eravamo noi.

È triste, ma dobbiamo accettarlo. In questi casi, c’è una sola cosa da fare: chiudere la porta e cancellare questa persona dalla lista delle amicizie….Non per cattiveria, ma per fare spazio a nuove conoscenze.

What ever You decide to do make sure it makes you happy

What ever You decide to do make sure it makes you happy
What ever You decide to do make sure it makes you happy

Più che un aforisma, la frase di stasera mi sembra un promemoria

What ever You decide to do make sure it makes you happy

Traducendolo in italiano, il significato è ancor più palese

Qualunque cosa tu decida di fare, sii sicuro che ti renda felice

Non so perchè la mia amica Cristina abbia deciso di condividere questa frase su Facebook: forse l’ha fatto senza riflettere troppo, come facciamo tutti noi quando postiamo qualcosa.

Credo sia questo il bello delle frasi semplici: sono molto più profonde di quanto non sembri a prima vista.

Non è facile trovare la felicità, ma abbiamo lo strumento per trovarlo: noi stessi. Anche se non ce ne rendiamo conto ogni momento, sappiamo cosa ci rende felici. Invece di aspettare domani (che -poi – non arriva mai), non appena sapete cosa potrbbe rendervi felice, attivatevi per farlo.

Io rivoglio la mia vita…!

Parlo così spesso di vita sul mio blog, tanto da inserire sempre questa parola tra i tag di ogni articolo.

Ognuno ha una propria vita, questo è ovvio. Un po’ meno ovvio è ciò che canta Lighea .

A volte la nostra vita ci sfugge di mano, perchè condizionati da eventi esterni ed opinioni altruialla ricerca di una vita perfetta.

Basta leggere il testo per capire un concetto che riassumerei con la frase

Spesso ciò che è considerato bene non è ciò che ci fa stare bene

A volte, immaginiamo una vita diversa semplicemente cambiando qualche abitudine:

  • Cambiamo frequentazioni
  • Cambiamo lavoro
  • Cerchiamo di adottare uno stile più sano

Pensando ai vantaggi che avremo in futuro. Così facendo, facciamo un errore: cerchiamo un cambiamento di vita radicale, senza distinguere fra ciò che ci fa stare bene da ciò che ci fa stare male.

La verità è un’altra: i cambiamenti avvengono ogni giorno, senza che ce ne accorgiamo. Basta solo seguire un po’ di più l’istinto.

 

Non tutti comprenderanno il tuo cammino…

 

Immagine dal sito www.linfavitale.com
Non tutti comprenderanno il tuo cammino. Va bene così. Sei qui per vivere la tua vita, non per dare spiegazioni

Ho anticipato l’immagine di stasera tredici ore fa sul mio profilo Facebook ed ho già ricevuto sei condivisioni e otto mi piace: vi ringrazio della fiducia e spero di non deludervi.

Cos’hanno di tanto speciale la fotografia di una ragazza bionda durante un viaggio in solitaria e la frase

Non tutti comprenderanno il tuo cammino. Va bene così. Sei qui per vivere la tua vita, non per dare spiegazioni

a prima vista, può risultare oscuro.

Se ci fermiamo a riflettere, però, sia l’immagine che la frase trasmettono il concetto di libertà, quello stato d’animo che spesso non sentiamo perchè diamo troppo peso al giudizio altrui.

Dicendolo in questo modo, però, sembra che voglia dividere l’umanità in giudicantigiudicati  e sarebbe troppo comodo scomodare i Vangeli per concludere questo post.

Ciò che mi sembra – invece – meno evidente e più importante è un concetto quasi subliminale: siamo tutti convinti che tutte le scelte umane siano razionali, spiegabili a parole e, in definitiva, comprensibili a tutti.

Basta ricordare molte scelte della nostra vita per capire che non è così. Sinceramente, quando qualcuno mi chiede di dare una spiegazione razionale ad una cosa irrazionale, non so nemmeno io se arrabbiarmi o dispiacermi per il mio interlocutore, perchè percepisco una mancanza d’empatia.

Tempo che se ne va….

 

Oggi devo rimangiarmi una frase detta tempo fa

Nelle canzoni, ciò che conta veramente è il messaggio

Mi rendo conto di essere stato troppo razionale, in un certo senso.

A volte, una canzone racconta semplicemente una storia: Tempo che se ne va è una storia semplice, di quelle che si raccontano ai bambini per farli addormentare.

Forse è proprio l’assenza del messaggio ad essere il suo punto di forza: permette alle emozioni di seguire un percorso libero, non prestabilito. Saranno le emozioni a dare un significato al testo.

In questo modo, la canzone avrà un significato diverso per ogni ascoltatore.

Forse è proprio questo che dobbiamo ricordarci nella vita: lo stesso evento avrà un significato diverso per ognuno di noi. Purtroppo, conformisti ed individualisti come siamo,  cerchiamo di convincere gli altri che la nostra visione del mondo sia la sola ed unica corretta.

Lo so: scritto così, il concetto sembra semplice…Ma avete mai provato a metterlo in pratica?

 

Una buona scuola…

Una buona scuola secondo lo psichiatra Paolo Crepet
Una buona scuola è quella dove il bambino entra pulito e torna a casa sporco: vuol dire che ha giocato, si è divertito, si è dipinto addosso, ha usato i propri sensi, è entrato in contatto fisico ed emotivo con gli altri. In altre parole: ha iniziato a vivere

Ieri, nella maggior parte delle regioni italiane, è ricominciato l’anno scolastico: le notizie che circolano in proposito non sono incoraggianti, nonostante il Governo abbia proposto un disegno di legge soprannominato Buona scuola.

Ma cosa vuol dire buona scuola? Ognuno avrà una sua definizione, ma la maggior parte di noi – forse – incorrerà nell’errore di schematizzare troppo. Occorre una definizione più generale, direi quasi onnicomprensiva, come quella proposta da Paolo Crepet:

Una buona scuola è quella dove il bambino entra pulito e torna a casa sporco: vuol dire che ha giocato, si è divertito, si è dipinto addosso, ha usato i propri sensi, è entrato in contatto fisico ed emotivo con gli altri. In altre parole: ha iniziato a vivere

 

Leggendo questa frase, sinceramente, mi viene da sorridere pensando a tutte le leggi che si sono avvicendate a proposito della scuola: ogni Governo ha proposto una sua versione!

Non voglio esaminare l’operato dei governi italiani, ma una domanda me la faccio

In tutto questo, il bambino dov’è

Crepet a parte, l’ultima a pensarci – in ordine di tempo – mi pare sia stata Maria Montessori. Questa domanda mi perseguita non solo relativamente alla scuola, ma anche per quanto riguarda molte altre questioni. Mi pare che non abbiamo mai considerato i bambini per ciò che sono prima di tutto: esseri umani….Ora si preferisce chiamarli utenti.

Cuore (Heart)

 

Non è un mistero che mi piacciano le cover: un cantante prende un testo famoso del passato e lo propone con un accompagnamento aggiornato, più vicino ai gusti musicali attuali.

È ciò che ha fatto Arisa (i cui testi sono spesso oggetto di rivisitazioni ironiche) con Cuore.

Ma perchè prendere un brano  di cinquantre anni fa?

Non potendo chiederlo alle dirette interessate, mi sono arrovellato il cervello per cercare una risposta.

L’unica risposta convincente che ho trovato è, forse, la più vera: non ascoltiamo più il nostro cuore.

Se allarghiamo la visione dall’amore ai tutti i sentimenti, mi sembra che abbiano fatto la fine di Rita Pavone: non li ascolta più nessuno… o quasi!

Esiste una sparuta minoranza, di cui fa parte anche il sottoscritto, che sa che i sentimenti contano…eccome! Le mie amiche Paola e Francesca (no, non sto leggendo la versione lesbo della Divina Commedia…sono effettivamente i loro nomi!) me l’hanno fatto capire con il tempo: chissà quanto hanno patito affinchè il messaggio giungesse a destinazione!

Ho avuto la sfortuna e l’incoscienza di non ascoltarli per anni, poi i sentimenti si sono fatti sentire…facendomi sdraiare sul lettino.

Non sono una persona che prodiga consigli, ma uno ve lo lascio: ascoltatevi di più!

 

11 settembre 2001

Locandina del film 11 settembre 2001
11 settembre 2001

Non è la prima volta che analizzo una tragedia attraverso delle immagini: ho molte difficoltà, però, a scrivere dell’attentato alle Torri Gemelle.

Ogni frase che mi viene in mente sembra banale, incompleta, forse anche ingiusta.Penso saremo tutti d’accordo nel dire che è stata un’immane tragedia. Tuttavia, siamo propensi ad aggiungere sempre una nostra considerazione personale.

Questo hanno fatto gli undici registi di altrettanti cortometraggi che compongono la pellicola, come se i realizzatori del filmato completo volessero dire

Io la vedo così

Ricordo ancora con stupore soprattutto una vicenda personale legata a quell’evento. Quell’anno cominciai le lezioni del mio terzo anno universitario il primo lunedì di ottobre. Quando rincontrai i miei compagni di corso, ci confrontammo sugli eventi che vivemmo  in diretta (cosa che i nostri genitori non hanno potuto fare in altre occasioni).

Data la nostra età e il nostro livello culturale (o presunto tale), analizzammo – anche grazie ad un professore – la vicenda sotto il profilo sociale e politico. Rimasi esterrefatto dell’affermazione di una nostra compagna, notoriamente anti-americana, benchè italiana

Hanno fatto bene!

In quel momento, pensai

No, non hanno fatto bene per niente, ma non so come fartelo capire!

Spero che queta mia compagna abbia avuto occasione di vedere il film reclamizzato dalla locandina: capirebbe che – quando si parla di tragedie – bandiere, confini e idee politiche non hanno nessun valore.