Il compito degli uomini della Resistenza non è ancora finito. Bisogna che essa sia ancora in piedi.

Frase di Piero Calamandrei con dedica
Il compito degli uomini della Resistenza non è ancora finito. Bisogna che essa sia ancora in piedi.

L’immagine che vedete non proviene da un Social Network: l’ho scattata io questa mattina, mentre passeggiavo in una zona periferica di Milano. Un’intera parete è stata usata come tela per un murales dichiaratamente di sinistra.

Il compito degli uomini della Resistenza non è ancora finito. Bisogna che essa sia ancora in piedi.

Abbreviando una frase di Piero Calamandrei, il messaggio è molto chiaro. Tuttavia, mi pongo una domanda

È  ancora attuale?

Politicamente parlando, non saprei: il concetto di destra contro sinistra mi sembra sempre più evanescente.

 

Ciò che mi colpisce ancora di più è l’uso del plurale in tre occasioni:

  1. La frase citata ha come complemento di specificazione gli uomini, non un uomo
  2. È dedicata a due persone
  3. È rivolta alle nuove generazioni

Più va avanti il tempo, più mi sembra che le persone pensino solo a sè stesse…e pensino sempre di avere ragione: un modo di pensare che esclude l’uso del plurale! Paradossalmente, ci comportiamo in modo da escludere gli altri dalla nostra vita e bramiamo rapporti sociali.

Non so a voi, ma a me sembra molto strano!

 

 

La sensibilità non è donna, la sensibilità è umana. Quando la trovi in un uomo diventa poesia

Frase di Alda Merini
La sensibilità non è donna, la sensibilità è umana. Quando la trovi in un uomo diventa poesia

A volte giudichiamo le persone dal loro aspetto fisico: è un errore che ho fatto anche io molte volte. Credo che l’ultima occasione in cui ci sono cascato è stato quando – circa due anni fa – ho conosciuto il mio amico Sergio.

Giudicandolo dall’aspetto, non pensereste mai che sia un fan di Alda Merini: invece, la sua pagina Facebook trabocca di eccellenti fotografie e….di citazioni della poetessa dei Navigli, a cui appartiene la frase

La sensibilità non è donna, la sensibilità è umana. Quando la trovi in un uomo diventa poesia

La cara Alda è stata giudicata matta per aver precorso i tempi, forse anche troppo: ancora oggi siamo legati allo stereotipo pubblicitario dell’uomo che non deve chiedere mai…Figuriamoci se deve mostrare i propri sentimenti!

Basterebbero delle nozioni basilari di grammatica per capire che il termine umano e il termine uomo hanno la stessa radice e che – se è così – un motivo ci sarà pure! Invece, l’uomo che si dimostra più sensibile è subito etichettato come femminuccia.

Trovare un uomo che abbia una buona dose di sensibilità è raro, la maggior parte della gente non ne è dotata: forse è anche per questo che certi uomini mi hanno deriso perché tengo un blog. La cosa buffa è che non mi hanno offeso: mi sono dispiaciuto per loro, perché si stanno perdendo almeno il trenta percento della vita…Quella parte che non si può vedere e non si può capire…si può solo sentire, con la giusta dose di sensibilità.

Music connecting people

Immagine da Facebook
Music Connecting people

Mi sono innamorato subito dell’immagine di stasera: un pittogramma raffigurante un uomo e una donna, le cui teste sono sostituite da note musicali e la scritta

Music conecting people

a richiamare (o a sbeffeggiare? Non lo so, ditemelo voi) un noto produttore di cellulari finlandese.

Scrivendo di musica, si rischia di scatenare le classiche fazioni:

  • Beatles contro. Rolling Stones
  • Claudio Villa contro Gianni Morandi
  • Paisiello contro Rossini

ed alimentare il contrasto anzichè ridurlo. La frase di oggi, invece, mira addirittura ad annullare il contrasto: la musica può creare unione! Basta ricordarsi qualche scena di epoca passata per rendersene conto: non era forse il canto ad unire le mondine? E che dire degli alpini?

Forse, isolati dalle cuffie e spaventati – economicamente parlando –  dall’alto costo di certi concerti, molte persone hanno perso il gusto di ascoltare musica insieme.

Credo che questo sia il primo passo da compiere per riuscire a creare nuovi rapporti sociali: la musica – come un qualsiasi hobby, del resto – unisce…non delude e non divide mai.

Non si perde nulla a perdere ciò che è inutile

Non si perde nulla a perdere ciò che è inutile
Non si perde nulla a perdere ciò che è inutile

Per un banale errore di salvataggio, non ricordo da quale pagina Facebook ho preso l’immagine di stasera: poco male, visto che è una frase che potrebbe dire ciascuno di noi.

Non si perde nulla a perdere ciò che è inutile

Ma cosa è effettivamente inutile? La lista è più difficile di quanto non possa sembrare in apparenza. A parte vecchi quotidiani, è difficile separarsi da qualcosa, ancor più difficile separarsi da qualcuno.

Tutti noi abbiamo in casa non solo soprammobili, ma anche altri oggetti che non usiamo più, ma che conserviamo quasi fossero degli importanti promemoria. Capita a tutti, prima o poi, di fare pulizia in casa: quanti dubbi avete avuto prima di gettare nell’immondizia quella cartolina spedita da un vostro conoscente nel 1987?

Parlando sopratutto di rapporti umani,spesso non ci rendiamo conto di quanto il nostro carattere possa essere inconciliabile con quello di un altro fino a quando non l’abbiamo frequentato per un po’ di tempo, a volte anche anni. è valido per le amicizie, ancor di più per le relazioni sentimentali.

Separarsi da una persona è molto doloroso, anche se ci ha fatto del male: a volte, però, è necessario. Il nostro animo non è il bidone dell’immondizia, ma la nostra casa: ogni tanto, bisogna pulirlo.

Mi sento solo

Mia fotografia durante l'ultima gita di Urbex
Mi sento solo

Ho sempre detto che ho l’hobby della fotografia, ma non ho mai pubblicato su questo blog una mia foto: credo sia arrivato il momento di rimediare.

Il muro di una casa abbandonata in cui sono presenti ancora dei mobili sono il luogo scelto da un anonimo per scrivere

Mi sento solo

Il caso ha voluto che la scritta sia stata dipinta con vernice nera. Tutto l’insieme mi trasmette angoscia e rabbia. La solitudine intesa dall’autore è evidenziata dai mobili abbandonati.

Ammettiamolo: tutti noi ci siamo sentiti soli, a volte…ma non abbiamo mai avuto il coraggio di scriverlo su un muro. Se fossi il protagonista di V per Vendetta, probabilmente vi direi

Io so perché l’avete fatto: so che avevate paura!

Putroppo, non lo sono: sono solo un uomo che – come tutti voi – a volte soffre la solitudine. Ci sarebbe un rimedio a tutto questo:ascoltarsi un po’ di più…Ma siamo tutti presi dalla nostra solitudine per pensare che la soluzione – a volte – siede proprio di fianco a noi.

Uno dei momenti più felici della tua vita è quando trovi il coraggio di lasciar andare ciò che non puoi cambiare

Frase Anonima
Uno dei momenti più felici nella vita è quando si trova il coraggio di lasciar andare ciò che non si può cambiare

Trovereste piacevole poter cambiare tuttociò che volete della vostra vita? Non so quale sia la vostra risposta ma, anche in caso affermativo, se avreste la possibilità, dubito vi piacerebbe realmente. Il film Ricomincio da capo può farvi capire ciò che intendo, ma trovo che la frase di stasera sia ancor più efficace

Uno dei momenti più felici nella vita è quando si trova il coraggio di lasciar andare ciò che non si può cambiare

Pensate, per esempio, ad una situazione abbastanza comune: dovete cambiare le tende del salotto, perché vostra moglie ha deciso che – ormai – sono fuori moda.  Eccovi un piccolo elenco delle cose che dovete affrontare:

  1. Prendere le misure delle tende
  2. Consultare i cataloghi
  3. Andare dal rivenditore
  4. Contrattare il prezzo
  5. Prendere un appuntamento

Tutto questo per una semplice tenda!

Altre volte, invece, non è così semplice: occorre decidere se e come cambiare una parte della propria vita. A quel punto, si scoprirà se siete veramente disposti a cambiare vita. Se non riuscite a rispondere alla domanda

Come posso cambiare questa parte della mia vita?

Non avete che tre scelte:

  1. Rifletterci ancora un po’ su
  2. Conservare la vostra vita così com’è
  3. Abbandonare al proprio destino quella parte di vita che non riuscite a cambiare

Inutile specificare quale scelta vi consiglio

Ti accorgi di essere triste quando hai le cuffiette con la musica accesa ma non l'ascolti perchè ti perdi nei tuoi pensieri

Ti accorgi di essere triste quando hai le cuffiette con la musica accesa ma non l'ascolti perchè ti perdi nei tuoi pensieri
Ti accorgi di essere triste quando hai le cuffiette con la musica accesa ma non l’ascolti perchè ti perdi nei tuoi pensieri

La frase di stasera gira sui Social Network  così tanto che mi è stato impossibile risalire con certezza all’autore originale

Ti accorgi di essere triste quando hai le cuffiette con la musica accesa ma non l’ascolti perchè ti perdi nei tuoi pensieri

Credo sia giusto così: è una frase che può riguardare ciascuno di noi! Ormai, grazie agli auricolari, si può ascoltare musica dovunque:

  • Sui mezzi pubblici
  • Camminando per strada
  • Nei musei

Difficile che una persona riesca a capire quale brano state  ascoltando in quel momento, impossibile che riesca a leggervi nel pensiero, perchè siete isolati dal mondo.

Il mio compagno di viaggio sta ascoltando musica

Può essere un pensiero oggettivo della persona che condivide con voi lo scompartimento di un treno…ma è anche incompleto: la persona che è seduta nel vostro scompartimento non sa perchè state ascoltando musica.

Chi non è un grande appassionato di musica di qualunque genere vede la musica come un passatempo: la musica è anche questo, ma non solo questo. La musica è anche:

  • Un modo per ampliare la cultura
  • Un mezzo che aiuta a riempire un vuoto
  • Un aiuto a rilassarsi

Chi ascolta musica sa che – salvo il primissimo ascolto – non si sceglie un brano a caso, nè si presta attenzione alle parole: si sceglie un brano che possa aiutarci psicologicamente in quel determinato momento. Poco importa se è un brano che ci aiuti a sorridere, a riflettere oppure a piangere: l’importante è che ci aiuti.