'A livella

 

Pur non potendomi definire cattolico, non mi sembrava giusto far passare la ricorrenza dei defunti senza parlarne. Scavando nella memoria, mi sono ricordato della poesia A livella.

Chi meglio del suo stesso autore, il principe della risata Totò, può declamare il testo con la giusta intonazione, conferendole un tono a volte drammatico e a volte nel simpatico dialetto napoletano, senza scadere nel comico?

In modo molto più prosaico, spesso si constata (e, altrettanto spesso si nega) un fatto

Tutti dobbiamo morire

Anche io sono spaventato dalla morte, ma c’è una cosa che trovo ancora più ingiusta: una volta morti, i defunti sono spesso omaggiati anche da persone che non si sono fatte vedere da vive…soprattutto nel momento del bisogno.

La vita ci porta a dover fronteggiare prima le difficoltàpoi la morte stessa: alla seconda non c’è rimedio, ma alle prime sì. Pertanto, vorrei che – durante la vita di qualcuno – ci siano le stesse persone che partecipano alla cerimonia funebre.