Un contenitore vuoto

Concetto zen
Un contenitore vuoto è alla sua massima capacità di ricevere. Non si può aggiungere niente ad un contenitore pieno, né a una mente piena di pregiudizi e di convinzioni radicate

Mentre inizio a scrivere, mi rendo conto che la frase di stasera (uno dei tanti concetti Zen, che Ghiandola Pienale – Il terzo occhio propone frequentemente) analizza da un punto di vista più umano e meno pragmatico lo stesso argomento che ho trattato nell’altro blog.

Un contenitore vuoto è alla sua massima capacità di ricevere. Non si può aggiungere niente ad un contenitore pieno, né a una mente piena di pregiudizi e di convinzioni radicate

giovani studenti che in questi giorni stanno protestando contro le riforme scolastiche proposte dal Governo sono come un contenitore vuoto, che non solo ha bisogno, ma vuole essere riempito. Non me ne voglia l’autore del commento di cui ho parlato nell’articolo, ma dal suo modo di scrivere credo abbia molte convinzioni radicate. Non le sto criticando (non ne ho il diritto) dico solo che ci sono.

Il problema riguarda tutti quelli che hanno superato una certa età, me incluso: siamo talmente abituati a fare le cose nel modo in cui ci hanno insegnato che non riusciamo a vedere l’alternativa.

Proprio per questo credo che non esista il dialogo  fra le varie generazioni: chi dovrebbe insegnare  – spesso – non ha la giusta apertura mentale. Non sto parlando di tutti i professori: esistono fior di insegnanti da cui i nostri ragazzi hanno molto da imparare.

Molte persone, però, non ricordano come erano loro da giovani. La scusa dei tempi che cambiano è – spesso e appunto – solo una scusa.

Forse dovremmo ricordarci di quando eravamo ragazzi…