Il 14 febbraio è una "festa" INUTILE…

Aforisma su San Valentino
Il 14 febbraio è una “festa” INUTILE. L’amore è tutti i giorni.

Ho appena finito di scrivere un’articolo sulla solitudine milanese: sembra che la mia amica Lucia abbia pubblicato una frase  che ben esprime il concetto, soprattutto nel giorno della ricorrenza di San Valentino

Il 14 febbraio è una “festa” INUTILE. L’amore è tutti i giorni.

Corsivo a parte, ho voluto replicare il testo esattamente come è scritto: è il modo migliore per evidenziare i concetti importanti. Notate bene:

  1. La parola festa è virgolettata. L’autore dell’immagine ci sta chiedendo se lo sia veramente
  2. Inutile è stato scritto tutto maiuscolo: in passato, credo di aver già fatto capire che il maiuscolo abbia molta importanza per me.
  3. L’ultima frase non richiede nulla di più di un punto per avere un senso compiuto

Riguardate il messaggio nell’insieme: non vi ricorda un tema scolastico?

  • La prima riga è il titolo
  • La seconda riga e lo svolgimento
  • La terza riga le conclusioni

C’è forse qualcos’altro da aggiungere?

Che sia benedetta

 

Ieri concludevo il mio post domandomi e domandandovi

Quando ci accontenteremo di ciò che abbiamo e ciò che siamo?

senza accorgermi che il testo di Che sia benedetta conteneva già la risposta.

Escludo a priori che la giuria di Sanremo abbia deciso la classifica finale usando un’ottica domanda-risposta ma, prestando attenzione, i due testi sono più collegati fra loro di quanto non possa sembrare a prima vista.

Dove Gabbani parla dei problemi (presunti o reali) dell’individuo, la Mannoia sembra parlare delle soluzioni o, per meglio dire, della soluzioneoccorre apprezzare la vita per quella che è.

Pensandoci bene, Steve Jobs diceva la stessa cosa nel suo famoso discorso, parlando di unire i puntini: una cosa che si può fare solo che una parte della nostra vita  è stata vissuta.

È un esercizio che faccio spesso, soprattutto quando sono giù di morale e mi sembra di non farcela più: mi siedo, magari con una tazza di caffè in mano e un po’ di musica nelle orecchie. Volontariamente o meno, mi perdo nei miei pensieri (un po’ come faccio nel blog, ma più inconsciamente) e mi rendo conto che ho sopportato e superato situazioni ben peggiori di quella che sto vivendo.

Prima che qualcuno pensi che mi consideri un guru, preferisco precisare una cosa: questa è la mia soluzione. Io vi auguro di  trovare la vostra.

 

Occidentali's Karma

 

Sanremo è appena finito: potevo forse non parlare della canzone vincitrice?

Qualcuno potrebbe dire che Occidentali’s Karma è semplicemente un brano orecchiabile: ad un primo ascolto, ciò è sicuramente vero.

La prima senzazione che ho avuto riascoltando  su yoil brano di Francesco Gabbani è stato il ricordo di ciò che disse una volta mio padre.

Stavamo ascoltando un Compact-Disc di Enzo Jannacci, in cui era inserita la famosa Ho visto un re. Ricordo ancora le parole di mio padre, che cito testualmente, mentre sghignazzavo

Questo testo è una bella tirata per il culo

Il testo di Jannacci ha quasi cinquant’anni, ma il paragone con quello di Gabbani è presto fatto: il primo parla dei problemi delle classi sociali, il secondo dei problemi dell’individuo.

I tempi sono sicuramente cambiati nel corso degli anni, ma il bisogno dell’uomo di eleversi in una posizione sociale migliore di quella che sta vivendo no. La domanda potrebbe sembrare retorica, ma in realtà è una speranza

Quando ci accontenteremo di ciò che abbiamo e ciò che siamo?

A quanto pare, questi tempi non sono ancora arrivati.

Giorgia fa gli auguri ad Alex Baroni con un commovente messaggio su Facebook

La notizia è apparsa sul sito de L’Huffington Post il 22 dicembre scorso, ma è stata condivisa su Facebook solo oggi

Giorgia fa gli auguri ad Alex Baroni con un commovente messaggio su Facebook

Che Giorgia fosse la compagna di Alex Baroni è un fatto risaputo, così come è risaputo che la Todrani si è rifatta una vita, con un nuovo compagno ed un figlio.

Considerando tutto, il post di Giorgia, che riporto

Nel giorno del suo compleanno trovo giusto ricordare col suo pubblico che mai dimentica Alex Baroni, l’artista che è stato e la sua voce eccezionale e per sempre unica

 

risponde – a suo modo – alle domande esistenziali che ognuno di noi si pone:

  1. Esiste una vita dopo la morte?
  2. L’amore è eterno?

Anche se indirettamente, Giorgia risponde affermativamente: per quale altro motivo avrebbe dovuto postare una frase del genere?

Un dubbio potrebbe venire: Giorgia potrebbe domandarsi

Come sarebbe stata la mia vita se Alex fosse ancora vivo?

Il fatto di essere un personaggio pubblico, non la esclude dall’essere anche una persona: quando un nostro caro è venuto a mancare, la sua domanda ce la siamo posti tutti

È il cambiamento che porta a nuove prospettive…

Ritratto di Milton H. Erickson
È il cambiamento che porta a nuove prospettive più di quanto nuove prospettive portino al cambiamento

Stasera ho scelto la frase di Milton Hyland Erickson a causa dei capogiri che mi porta ogni volta che la leggo

È il cambiamento che porta a nuove prospettive più di quanto nuove prospettive portino al cambiamento

 

Forse è questa la sensazione che si prova quando si è ipnotizzati…Infatti l’immagine proviene da una pagina che parla di ipnotismo.

In questo caso, siamo ai limiti del sillogismo: per cambiare vita, occorre cambiare prospettiva; per cambiare prospettiva, occorre cambiare vita.

La domanda sembra quasi filosofica

come si fa?

Se avete già letto il mio articolo sul cambiamento, avete già qualche risposta. Andando più a fondo, posso darvi solo qualche suggerimento:

  1. Per una settimana, annotate sull’agenda come trascorrete le ore della giornata
  2. La domenica sera rileggete tutte le attività che avete svolto nei sette giorni precedenti
  3. Scegliete un’attività  che vi appare dannosa e sostituitela con un’altra che può portarvi benefici

Vi riporto un esempio personale: da quando rientro a casa a piedi anzichè con i mezzi pubblici, mi sento molto meglio.

La lettera d'addio di Michele

Questa sera ho deciso di non condividere nulla, ma di lasciare fluire liberamente i miei pensieri dopo aver letto su l’Huffington Post la notizia intitolata

La lettera d’addio di Michele, trentenne precario che si è tolto la vita. “Appartengo a una generazione perduta”

Leggendo il testo e considerando il gesto fatto, Michele è un ragazzo che si è arreso.

Il verbo  arrendersi, per avere un significato concreto, deve essere declinato e inserito in una frase: come potete leggere dalla letteraMichele era stufo di non ottenere risposte.

Immagino cosa potrebbero dire molti di noi:

  • I credenti avrebbero suggerito a Michele di rivolgersi alla fede
  • Le persone più razionali avrebbero consigliato un terapeuta
  • Le persone un po’ più aperte avrebbero consigliato a Michele di parlare di più

Tutti suggerimenti sensati, senza ombra di dubbio, ma con un difetto: mancano d’amore.

Per capire la lettera di Michele, bisogna prestare attenzione alla frase

Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca

Michele parlava di ricerca scientifica, ma non occorre uno scienziato per capire che la sua era una ricerca emotiva.

Possiamo dire che Michele è stato ucciso da questa società individualista. Non ci vuole molto a capire che la società è composta da singoli individui.

Vi faccio una domanda

Noi cosa siamo?

Singoli individui, appunto, pertanto….Michele lo abbiamo ucciso noi!

 

Be the reason someone smiles today

Sii la ragione per qualcuno di sorridere oggi
Be the reason someone smiles today

Ammetto che l’immagine di stasare mi turbi parecchio: noi italiani siamo famosi per essere molto più socievoli ed espansivi di altri popoli, ma non ho trovato qualcosa di simile in italiano.

La frase – in apparenza – può sembrare pubblicitaria

Be the reason someone smiles today

In effetti, è stata usata per una lavagna posta al di fuori di un negozio.

La traduzione ne rivela un significato più profondo

Sii il motivo per cui qualcuno oggi sorriderà

Delegare alla pubblicità il compito di ricordarci qualcosa che dovrebbe essere spontaneo è uno dei parametri che mi fanno ricordare che – in questo mondo – siamo sempre più soli.

L‘errore che commettiamo è uno solo: non parliamo apertamente.

I motivi possono essere diversi:

  • Non vogliamo turbare il prossimo
  • Vogliamo cavarcela da soli
  • Pensiamo che anche gli alti hanno i loro problemi

Se continuiamo a ragionare in questo modo, saremo sempre più soli.

Perchè dovremmo smetterla di stereotipare le persone

Che i Social Network possano essere usati per condividere pubblicità è cosa nota, così come è noto che la pubblicità sia fatta per vendere o per raccogliere sostenitori, come nel caso della politica o della Pubblicità Progresso.

La domanda che mi pongo e che vi pongo stasera è

La pubblicità commerciale può anche far riflettere?

Se ci limitiamo all’Italia, fatico a ricordare uno spot commerciale che sia riuscito in questo intento. Probabilmente, non sono l’unico ad avere questa difficicoltà, visto che La Repubblica ha pubblicato sul suo sito e sulla sua pagina Facebook la pubblicità della televisione pubblica danese.

Inoltre, il video è stato condiviso anche dalla Pagina Psicologia applicata, segno che anche gli psicologi trovano in questo spot un messaggio che va ben oltre i fini commerciali.

Gli indizi raccolti fin qui, mi duole dirlo, mi portano alla conclusione che probabilmente  noi italiani siamo troppo legati ai preconcetti dettati da varie motivazioni

  • Insegnamenti
  • Vita vissuta
  • Credenze

Tutte cose giuste fino a quando non ci scontriamo con la realtà dei fatti. Inoltre, ci dimentichiamo una cosa importante: una persona è molto di più di quanto ci possa apparire a prima vistaIn Germania se lo ricordano bene: c’è stato un tizio che ha ammazzato sei milioni di persone e ha condannato a morte  settantotto milioni di suoi connnazionali.

Buffo a dirsi, quella stessa persona ha usato per i suoi scopi la pubblicità, sfruttando il fatto che la gente non è abituata a riflettere.

 

Va pensiero su l'ali…d'orate?!?

Va pensiero sulle ali d'orate
Va pensiero sulle ali d’orate

Visto che oggi è venerdì, ho deciso di parlare di un argomento leggero ed ironico.

Come potete vedere dall’immaginetrovata su Facebook,  questo noto veicolo commerciale è visibilmente di proprietà di un Leghista…ma lo è veramente?

Poichè il famoso coro Va, pensiero è stato proclamato l’inno ufficiale del (non) ufficiale Stato della Padania, dovrebbe essere ben noto ai suoi abitanti.

L’adesivo affisso sul retro di questo veicolo, invece, recita

Va pensiero sulle ali d’orate

Non mi risulta che le orate abbiano le ali, ma potrei sbagliarmi.

Forse qualcuno sorriderà a questa mia battuta: il mio intento era quello di ironizzare su una frase, non certo denigrare una persona. Allora mi domando: perchè ce la siamo presi tanto per una vignetta satirica su un fatto?

Un contenitore vuoto

Concetto zen
Un contenitore vuoto è alla sua massima capacità di ricevere. Non si può aggiungere niente ad un contenitore pieno, né a una mente piena di pregiudizi e di convinzioni radicate

Mentre inizio a scrivere, mi rendo conto che la frase di stasera (uno dei tanti concetti Zen, che Ghiandola Pienale – Il terzo occhio propone frequentemente) analizza da un punto di vista più umano e meno pragmatico lo stesso argomento che ho trattato nell’altro blog.

Un contenitore vuoto è alla sua massima capacità di ricevere. Non si può aggiungere niente ad un contenitore pieno, né a una mente piena di pregiudizi e di convinzioni radicate

giovani studenti che in questi giorni stanno protestando contro le riforme scolastiche proposte dal Governo sono come un contenitore vuoto, che non solo ha bisogno, ma vuole essere riempito. Non me ne voglia l’autore del commento di cui ho parlato nell’articolo, ma dal suo modo di scrivere credo abbia molte convinzioni radicate. Non le sto criticando (non ne ho il diritto) dico solo che ci sono.

Il problema riguarda tutti quelli che hanno superato una certa età, me incluso: siamo talmente abituati a fare le cose nel modo in cui ci hanno insegnato che non riusciamo a vedere l’alternativa.

Proprio per questo credo che non esista il dialogo  fra le varie generazioni: chi dovrebbe insegnare  – spesso – non ha la giusta apertura mentale. Non sto parlando di tutti i professori: esistono fior di insegnanti da cui i nostri ragazzi hanno molto da imparare.

Molte persone, però, non ricordano come erano loro da giovani. La scusa dei tempi che cambiano è – spesso e appunto – solo una scusa.

Forse dovremmo ricordarci di quando eravamo ragazzi…