L'Ironia è l'ipotenusa del lato intelligente di una persona. Di base, ce l'ha solo chi è all'altezza

Aforisma anonimo
L’Ironia è l’ipotenusa del lato intelligente di una persona. Di base, ce l’ha solo chi è all’altezza

Non sono riuscito a risalire all’autore della frase di stasera che ho trovato sulla pagina Facebook Infomormazione liberama mi piace immaginare sia stato uno fra Pitagora ed Euclide

L’Ironia è l’ipotenusa del lato intelligente di una persona. Di base, ce l’ha solo chi è all’altezza

Far ridere con ironia è molto difficile: significa ridere con una persona senza ridere della persona stessa. Far ridere il pubblico offendendo qualcuno è alquanto semplice, ma offensivo: si cade nella derisione.

Non dobbiamo confondere l’ironia con la satira: la prima prende di mira una persona, la seconda prende di mira una carica pubblica.

Tutti i giorni facciamo battute con qualcuno e su qualcuno….ma ci chiediamo se facciano ridere? Io credo di no: se lo facessimo, ci renderemmo conto che la maggior parte di ciò che riteniamo battute sono, in realtà, offese.

Ne approfitto per scusarmi con Paola: l’ho accusata così tanto di avere il fondoschiena grosso che credo di averla complessata.

Non puoi vivere una favola se ti manca il coraggio di entrare nel bosco

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Non puoi vivere una favola se ti manca il coraggio di entrare nel bosco

Prima di parlare dell’immagine di stasera devo fare una premessa: ebbene sì, cara collega blogger Loredana Amodeo, oggi parlerò della tua immagine.

Do per scontato che conosciamo tutti il personaggio rappresentato e la sua storia: è superfluo farne il riassunto.

Anzichè il classico finale

e vissero tutti felici e contenti

Quella folle di Loredana preferisce la morale

Non puoi vivere una favola se ti manca il coraggio di entrare nel bosco

L’unica persona che non avrebbe mai dovuto entrare nella selva oscura fu  Dante: non avrebbe impiegato cento canti e…tre anni di scuola superiore per vedere il volto di Dio. Come si suol dire

L’eccezione conferma la regola

Chi vuole vivere deve osare. Chi, fra i miei lettori, mi conosce di persona, probabilmente riderà leggendo  queste ultime frasi, ma credetemi: so di cosa parlo…e – se mi leggete da un po’ di tempo – sapete a cosa mi riferisco. Vi assicuro che ci vuole un gran coraggio per fare ciò che sto facendo….non tutti ce l’hanno

 

Chi sei tu per giudicare la vita che vivo?

Frase di Bob Marley
Chi sei tu per giudicare la vita che vivo? so di non essere perfetto, e non voglio esserlo. ma prima che tu inizi a puntare le tue dita…. assicurati che le tue mani siano pulite.

Di solito, quando trovo un’immagine con degli elementi che non mi piacciono, la modifico leggermente: perchè non ho tagliato le barre nere? La risposta è semplice: volevo mantenere un effetto cinematografico.

Mi piace immaginare Bob Marley al cinema canta Judge not e pronuncia inquadrato in primo piano la frase

Chi sei tu per giudicare la vita che vivo? So di non essere perfetto, e non voglio esserlo. ma prima che tu inizi a puntare le tue dita…. assicurati che le tue mani siano pulite.

È il testo di Judge notma potrebbe andare benissimo come parafrasi della frase di Pirandello o inserita in un discorso contro il razzismo, magari ascoltato da un certo presidente in carica da due mesi e mezzo e che vorrebbe costruire un muro, oppure da uno dei tanti nostri compatrioti che la domenica va a messa ed il lunedì impreca contro l’immigrato di turno.

Tanto per restare in tema, chi va a messa avrà notato una certa somiglianza con il Vangelo di Giovanni, Capitolo 8, Versetto 7: con parole sue,  Bob Marley ha riproposto un messaggio vecchio di duemila anni.

Riassumiamo per punti la questione:

  1. Duemila anni fa, viene proposto per la prima volta un messaggio di uguaglianza
  2. Il messaggio di uguaglianza è accolto (a parole) da tutti i seguaci  (a parole) della maggiore religione mondiale
  3. Il messaggio viene ripetuto da molti in tutti i modi, fino ad arrivare ai giorni nostri

Chi crede, punta il dito contro il demonio, chi non crede punta il dito contro la natura umana. Io non so di chi è la colpa, nè quale sia la verità: l’unica cosa di cui sono certo è l’incongruenza che esiste fra le parole ed i fatti.

Eppure, nonostante tutto, solo noi, sappiamo essere così lontanamente insieme

Frase di Julio Cortàzar
Eppure,nonostante tutto,solo noi sappiamo essere così lontanamente insieme

Internet ha il grosso vantaggio di arrivare dove non arriva la scuola. Grazie alla rete, ho potuto conoscere Julio Cortàzar e la sua frase

Eppure,nonostante tutto,solo noi sappiamo essere così lontanamente insieme

mi sembra un esempio ben riuscito di come si possa parlare d’amore senza usare la parola amore: forse è per questo che amo gli ossimori.

Ho citato la parola amore, ma avrei potuto usare amicizia senza far perdere il significato alla frase.

Se è facile frequentare persone che abitano vicino a noi, un po’ meno facile è frequentare persone che abitano lontano da noi: ci si promette varie volte di vedersi ma, per un motivo o per l’altro, non si riesce a realizzare il progetto.

Internet ha reso la comunicazione più immediata, ma ha annullato il contatto personale. Forse tutto è dovuto alla crisi economica: una mail è sicuramente meno costosa di un viaggio in treno.

Non importa il motivo, non importa il modo: l’importante è ritrovarsi.

Essere se stessi è una missione, la più difficile…

Aforisma di Vincenzo Cannova
Essere se stessi è una missione, la più difficile. Ti allontanerà da tante persone ma ti lascerà accanto quelle che valgono davvero

Non tutte le frasi che posto provengono da pagine Facebook a cui si può mettere il Like o sono state pronunciate da personaggi famosi.

A volte, anche una persona comune è autore di concetti che non sono semplicemente  corretti, ma esprimono un sentimento molto forte.

È il caso dell’aforisma di Vincenzo Cannova che, a furia di condivisioni, è giunto fino a me

Essere se stessi è una missione, la più difficile. Ti allontanerà da tante persone ma ti lascerà accanto quelle che valgono davvero

Meno di un anno fa esprimevo lo stesso concetto, con parole mie: come mi aspettavo, le cose non sono affatto cambiate. Non è certo l’intento di questo blog insegnarvi a vivere: tocca a voi impararlo!

Nè io nè Cannova sosteniamo che sia semplice, anzi…ma credo che siamo bloccati anche dalla paura di rimanere soli.

Vorrei rassicurarvi: non rimarrete soli. Incontrerete persone diverse e dovrete abbandonare le vecchie amicizie. Percorrendo questa strada, vi accorgerete di aver fatto la scelta giusta.

Attenti al cane: ha sentimenti

Immagine dalla pagina Facebook "Informazione Libera"
Attenti al cane: ha sentimenti

Il cane che vedete nell’immagine di stasera non è mio…ma assomiglia moltissimo al mio.

Anche la frase che campeggia sul cartello mi fa notare una certa somiglianza

Attenti al cane: ha sentimenti

Quando torno a casa dopo una settimana di lavoro, Kia (questo il nome della mia cucciola) non sta più nella pelle dalla gioia…e pazienza se ogni volta mi sporca i pantaloni saltandomi addosso.

Sembra che mostrare sentimenti, per le persone, sia molto più difficile che per altri mammiferi: l’evoluzione non è stata favorevole, in questo senso. Quante volte, per pudicizia, ci limitiamo ad un abbraccio alla nostra amata, anziché darle un bacio appassionato? Quante volte, per educazione, tratteniamo la rabbia?

Giustamente, obietterete che

non sempre è il momento opportuno: ciò che ci distingue dagli altri animali è la razionalità

Concordo con voi, ci mancherebbe altro: tuttavia, dovremmo sfruttare i momenti della giornata in cui ci è possibile esternare i sentimenti.

Sono più di quanti possiate immaginare in realtà: forse lo fate tutti i giorni, ma non ve ne rendete conto.

  • Oltre a mantenervi in forma, andate in palestra per sfogare la rabbia
  • La sessualità non è limitata alla riproduzione, lo sappiamo bene
  • Ci piacciono le barzellette e le battute perchè abbiamo bisogno di ridere

Se ci fate caso, però, sono tutti momenti controllati: perchè non riusciamo ad essere più spontanei?

Everybody's Fool

L’articolo di oggi approfondirà quello di ieri, come promesso.

Anche se prenderò a riferimento personaggi famosi, i concetti possono essere declinati a qualsiasii ambiente, lavorativo o famigliare.

Molto spesso ci pongono la domanda

Come stai?

In genere, l’unica risposta socialmente accettabile è

Bene, grazie!

Perchè mostrare il proprio dolore è sintomo di debolezza o di essere solo persone che si lamentano.

Gli Evanescence non sono certo famosi per  le loro canzoni allegre, anzi: Everybody’s fool non fa eccezione.

Il video ben esemplifica ciò che ho appena detto: ve lo immaginate l’effetto sugli altri presentadosi con gli occhi arrossati dal pianto e cerchiati dall’insonnia? Io stesso credo di essere riuscito a presentare il mio reale stato d’animo solo alla mia psicologa e a Paola.

Negli altri casi, pochi hanno notato un sorriso forzato, un colorito spento ed ogni altro  sintomo di malessere.

Non voglio accusare nessuno di non avermi capito, però la semplice domanda che vi ho proposto ad inizio alrticolo mi avrebbe fatto molto piacere, non lo posso negare.

Se conoscete una persona da tempo, non è necessario essere psicologi per capire se è felice o abbattuto. In quest’ultimo caso, basta fare una semplice domanda per risollevare il morale e far sfogare qualcuno.

I miei personaggi dicono che va bene essere incasinati…

Frase di John Belushi
I miei personaggi dicono che va bene essere incasinati. La gente non deve necessariamente essere perfetta. Non deve essere intelligentissima. Non deve seguire le regole. Può divertirsi. La maggior parte dei film di oggi fa sentire la gente inadeguata. Io no

Ogni anno nascono persone intelligenti, ma solo una volta ogni tanto nascono dei geni:

  • Leonardo Da Vinci è stato un genio eclettico
  • Steve Jobs è stato il genio che ha rivoluzionato l’informatica
  • Dario Fo ha vinto un nobel mettendo alla berlina il potere

Nonostante la sua sua vita molto turbolenta, credo che John Belushi sia stato un genio della vita.

Basta leggere questa sua frase per capirlo

I miei personaggi dicono che va bene essere incasinati. La gente non deve necessariamente essere perfetta. Non deve essere intelligentissima. Non deve seguire le regole. Può divertirsi. La maggior parte dei film di oggi fa sentire la gente inadeguata. Io no

Vorrei domandarvi: che effetto vi fa essere presi in giro da un personaggio televisivo e cinematografico, ovvero che viveva in un ambiente che vorrebbe mostrare la perfezione, a cui spesso cerchiamo di adeguarci?

Immagino già una possibile obiezione

John Belushi sarà stato anche un bravo attore, ma è morto di overdose, perciò non era la persona più pulita di questo mondo

 

Ed è proprio questo il punto. Vari personaggi televisivi sembrano essere – a loro modo – perfetti.  Noi scimmiottiamo il loro modo di agire e di pensare, pensando che siano così anche nella vita reale.

Anche quei pochi che non si fanno influenzare dalla televisione hanno preso comunque a modello qualcuno, perdendo in naturalezza. Una persona che frequentano assiduamente, ma in un ambiente altro rispetto a quello domestico.

Potrei farvi numerosi esempi personali, ma non credo servirebbero a farvi capire veramente il concetto.

Per il momento, mi fermo qui: vi prometto che posterò presto un articolo che spiegherà meglio il concetto.

 

Story of my life: what I planned, what happened

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Story of my life: what I planned, what happened

Oggi voglio cominciare raccontandovi un fatto che mi è appena successo: stavo completando questo post quando ho sbagliato a premere un tasto. L’articolo che stavo scrivendo mi pareva convincente: immaginate la mia delusione quando mi sono reso conto che il lavoro appena fatto era andato perduto.

Potevo stare più attento, questo è vero…ma trovo che l’accaduto sia calzante per la frase di stasera, condivisa dalla pagina Facebook Brightside

Story of my life: what I planned, what happened

Tutti vorremmo che nella nostra vita filasse tutto liscio, ma non è possibile. A volte capitano degli imprevisti che ci obbligano cambiare strada.

Ciò che  – a prima vista – può sembrarci un evento infausto, dopo molto tempo può trasformarsi in un enorme colpo di fortuna: come avrebbe cantato Lucio Battisti, lo scopriremo solo vivendo.

La cosa bella  di tutto questo è che costruisce giorno per giorno ciò che siamo: unici ed irripetibili.

 

Io ascolto la gente morta…e sono ancora i migliori

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Io ascolto la gente morta…e sono ancora i migliori

Nonostante mia passione per il cinema, questa sera ammetto la mia ignoranza: non saprei dirvi da quale film è stato preso il fotogramma per l’immagine proposta dalle pagine Facebook  Horror Mania e Il rock è la migliore musica del mondo.

Tuttavia, i cantanti raffigurati li conosco tutti ed hanno un punto in comune: sono tutti morti.

La frase, però, recita

Io ascolta la gente morta e sono ancora i migliori!

 

Una frase che fa prima sorridere, poi riflettere: forse perchè i cantanti attuali non sappiano emozionarci come facevano i loro antenati? Del resto, è vero: la musica è sempre più consumistica.

Può essere ma, secondo me, c’è anche una seconda spiegazione: apprezziamo le cose che abbiamo solo dopo averle perse!

Il mondo, fra le altre cose, si è diviso anche fra chi ascoltava i Beatles e chi i Rolling Stones: o si ascoltavano i primi, o si ascoltavano i secondi. Post mortem, però, abbiamo imparato ad ascoltare sia John Lennon che Brian Jones (che in questa figura non c’è).

Se è vero che la musica è vita ed io sto palrando di morte, il passaggio dalla morte alla vita e dalla musica alla vita è molto semplice: dobbiamo imparare ad apprezzare le cose che abbiamo, prima di perderle definitivamente.