Assenzio

 

Il rap è una musica strana: parla di rabbia senza mai citare la rabbia. Sono i testi (o, forse, gli autori) ad essere arrabbiati. Anche in precedenti testi della coppia Fedez/J-AX, sebbene più allegri, io ci leggo una leggera nota di rabbia.

Credo che tutta la musica sia nata per esprimere un sentimento. Se leggete il testo di Assenzioa seconda del vostro umore, potrete trovare

  • Tristezza
  • Rabbia
  • Paura

Io non sono un cantante, né un compositore. Sono un blogger: sono fatto di parole, sentimenti e di world wide web. Noto una certa affinità fra cantanti, compositori, blogger e scrittori in generale: tutti ci esprimiamo meglio con un testo piuttosto che con un dialogo orale.

Non è assolutamente paura di esporsi: a noi piace meditare su quanto ci accade, lasciamo che siano gli altri a prendere decisioni impulsive.

Non vuol dire assolutamente che incassiamo i colpi senza reagire: reagiamo alla distanzausando la parola scritta. Questo ci permette di meditare su quanto ci è accaduto in passato e metabolizzare il dolore o assaporare la gioia, senza lasciarci prendere dall’impulsività.

Il nostro comportamento scritto si riflette anche nella vita di tutti i giorni. Ci pensiamo due volte prima di prendere una decisione: quando, però, la decisione è presa…è definitiva.

Intanto gira

 

Due giorni fa è partito il Giro d’Italia 2017: ho approfittato dell’occasione per regalare un articolo al blog di Consolata.

Ma il cicilismo è una metafora della vita: non dura solo un giorno, alcuni giorni può essere molto faticoso, altri giorni siamo in prossimi ad arrendersi.

Paolo Belli, però, canta strofe molto significative

è come la vita che non dà la maglia rosa a chi si fermerà

e ancora

siamo tutti in gruppo se hai bisogno di una mano sono qua

Non mi sembra necessario fare un elenco esaustivo per spiegare queste metafore.

Posso solo concludere facendo una considerazione: non dobbiamo mai arrenderci, perchè non sappiamo cosa ci riserverà il futuro.

 

Cosa rimpiango della mia vita? Il tempo perso con alcune persone..

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Cosa rimpiango della mia vita? Il temo perso con alcune persone a cui ho dato tanto e che no meritavano NULLA

Questa mattina, mentre andavo al supermercato, sono certo di aver incontrato un mio ex – compagno di Università: lui non ha riconosciuto me, ma io sono sicuro di aver riconosciuto lui.

Ricordando questa persona, non posso negare che all’inizio mi appariva simpatico ed interessante: lui, però, tramò alle mie spalle perchè era convinto volessi conquistare la sua ragazza.  Immagino la faccia di Paola, Consolata, Angelica, Fabio, Sergio e tutte le persone che mi conoscono: sentendo questa cosa, si chiederanno

Ma che razza di gente frequentava Matteo da giovane?

L’aneddoto mi è servito per introdurre la frase di stasera, che ho trovato sulla pagina Facebook Un pensiero UnicoTu 

Cosa rimpiango della mia vita? Il temo perso con alcune persone a cui ho dato tanto e che no meritavano NULLA

Non ho trovato notizie sull’autrice di questa frase: non saprei spiegarvi il motivo, ma sono certo che questa frase sia stata pronunciata da una donna. Noi uomini siamo sicuramente meno inclini a percepire il bene che una persona ci vuole: l’importante è stare insieme.

Le donne sviliscono molto meno il significato di amicizia: ecco il motivo per il quale Paola trascorre molto tempo insieme a Linda.

Sia uomini che donne, però, capiscono quando sono state tradite: la sensazione di dolore che si prova è indescrivibile. Ricordo ancora come mi sentii quando scoprii il tradimento del mio compagno di Università, che consideravo un amico.

I miei amici, perciò, possono stare tranquilli:

  • Non li tradirò mai
  • Se loro tradiranno me, non li perdonerò mai

Vita da artista, stipendio da fame…

Violinista di strada -Mia fotografia scattata nei pressi del Duomo di Milano
Violinista di strada

Ci sono lavori che non sono considerati tali o, almeno, meno lavori degli altri. L’elenco proposto dall’articolo de La Repubblica non è certo esaustivo, ma fa capire subito di chi stiamo parlando:

  • Musicisti
  • Attori
  • Comparse
  • Sceneggiatori
  • Autori
  • Drammaturghi
  • Poeti di strada

Il mondo dello spettacolo non è certo semplice, anzi: come cantava Gianni Morandi

Uno su mille ce la fa

Forse, anche meno di uno su mille.

Gli altri novecentonovantanove sono costretti ad arrabattarsi come possono, districandosi fra l’arte ed un lavoro più comune, spesso anche poco remunerato. Come dicevo ieri, di Mozart ne nasce uno ogni secolo.

Con la sola esclusione di medici, infermieri e di chiunque altro si prodighi per salvare la vita di qualcuno,  dedicherei grandi donazioni a chiunque possa essere definito un artista. L’artista non è colui che dicembre

Guardate quanto sono bravo a fare questa cosa

Ma colui che ha una sensibilità più spiccata rispetto ad altre persone e cerca di far vedere in modo più ampio il mondo a tutti noi. Se vogliamo, è una figura che ne racchiude molte altre: ricercatore, esploratore, rivoluzionario, studente.

L’artista è tutte queste cose insieme, ma siamo diventati così ossessionati dalle cose più pragmatiche e razionali che ci rendiamo conto di quanto fosse geniale una mente solo quando viene a mancare.

Io non mi reputo un artista: la scrittura e la fotografia sono degli hobby, nulla di più. Non posso nascondere, però, che  entrambe queste attività richiedano una certa costanza e una buona dose di fatica:

  • Si va a letto tardi
  • Ci si alza presto
  • Si fanno chilometri con lo zaino in spalla
  • Si rinuncia ad altre attività

Ma chi te lo fa fare?

La vostra domanda è legittima. Lo faccio per passione. Allora perché noi artisti non possiamo essere remunerati per la nostra passione come lo sono altre categorie di lavoratori?

Il Grande Torino e la tragedia di Superga

 

La vita non si compone solo di persone, ma anche di idoli e di gruppi.

Il Grande Torino era un gruppo ed era un idolo che perse la vita esattamente 68 anni fa.

Ancora oggi chi ha circa settant’anni ricorda quel gruppo. I più giovani si devono accontentare dei racconti altrui, scoprendo forse solo così che Superga non è solo un marchio di abbigliamento sportivo.

Mancano idoli così? Probabilmente sì: persone che dimostrano che si può arrivare dove si vuole, ma a tre condizioni

  1. Fatica
  2. Sudore
  3. Spirito di gruppo

 

Se le prime due sono assolutamente comprensibili, sulla terza devo spendere qualche parola in più: dietro un grande successo individuale, c’è sempre la collaborazione di qualcun altro, che spesso non viene ricordato nelle cronache.

Pensare di riuscire a fare tutto da soli è un segno di povertà emotiva. Immaginate di dover imparare a suonare uno strumento: se non vi chiamate Mozart, avrete bisogno di qualcuno che vi spieghi i rudimenti e, se siete portati, valorizzi il vostro talento.

Nel mio piccolo, non riesco mai a dimenticare che questo blog è nato proprio grazie ai suggerimenti di Consolata, i complimenti di Paola, le correzioni grammaticali di Francesca…solo per citare il podio delle persone che mi hanno aiutato a realizzarlo.

Cosa vedo intorno a me, ultimamente? Sinceramente, vedo l’esatto contrario di quanto ho appena descritto. C’è un individualismo strisciante: nessuno ammetterà mai di voler far prevalere il proprio interesse personale a quello altrui o quello collettivo, ma è quello che facciamo.

Quanto dovremmo imparare dal Grande Torino? Più di quanto possiamo immaginare, ma siamo emotivamente sordi: non sentiamo questa necessità e non immaginiamo quanto staremmo meglio se collaborassimo tutti insieme.

Qualsiasi cosa ti faccia felice, vivila più che puoi

Frase di un anonimo
Qualsiasi cosa ti faccia felice, vivila più che puoi

Esiste una differenza sostanziale fra vivere sopravvivere, come ben spiega la frase anonima di stasera

Qualsiasi cosa ti faccia felice, vivila più che puoi

Forse esagerando, considero tutti i doveri necessari alla nostra sopravvivenza: chi di noi non vorrebbe fare un lavoro non solo appagante, ma anche divertente? Purtroppo, è una cosa riservata a pochi eletti.

La giornata , però, può essere suddivisa in tre periodi:

  • Tempo del lavoro
  • Tempo dello svago
  • Tempo del riposo

Solo pochi eletti possono divertirsi lavorando. Per l’uomo comune, è proprio nel secondo periodo che può esprimere veramente sé stesso e provare una sensazione di felicità.

Invece di fare il solito esempio relativo a persone che conosco, oggi posso – finalmente – parlare di me stesso. Nessuno mi ha ordinato di aprire questo blog, né guadagno qualcosa da ogni articolo: è una semplice passione, ammesso che le passioni possono essere definite semplici.

Proprio la passione mi fa vincere la stanchezza della sera: scrivere è una cosa che mi rilassa, come avevo già scritto tempo fa.

A volte possiamo essere derisi per le nostre passioni: non dobbiamo cadere nel tranello di rinunciare.  Spiegare ad altri quanto ci faccia stare bene praticare una certa attività richiede una forte dose di empatia reciproca.

Con il tempo, la nostra passione emergerà: ogni volta che vedo che mettete un like ad un mio articolo, significa che capite ciò che provo quando scrivo.

Le persone vere spaventano…

Ritratto di Margherita Hack dalla pagina Facebook "Amicizia...quella vera"
Le persone vere spaventano. Per questo spesso rimangono sole. Perché sono sincere, sono oneste e quando vogliono dire qualcosa, lo dicono nel modo più vero che conoscono.

Nella mia visione limitata della vita, ho sempre considerato gli studiosi di materie scientifiche poco propensi ad interrogarsi sull’umanità.

Non posso negare la mia sorpresa quando ho letto sulla pagina Facebook Amicizia, quella vera una frase di Margherita Hack,  scienziata e atea

Le persone vere spaventano. Per questo spesso rimangono sole. Perché sono sincere, sono oneste e quando vogliono dire qualcosa, lo dicono nel modo più vero che conoscono.

Ciò dimostra che anche le persone più pragmatiche e fredde del mondo nutrono dei sentimenti: difficile non farsi fregare dall’impressione di un carattere poco socievole, ma è uno sforzo che dobbiamo fare.

Sulla seconda parte della frase, si dovrebbe aprire un capitolo a sé stante: molte volte Paola mi ha definito una persona vera.  Stando a quanto sostiene la Hack, ciò dovrebbe far supporre che io dica cosa pensi in modo diretto.

Prima di dire qualsiasi cosa a qualcuno, mi ricordo che:

  1. Ho davanti a me una persona
  2. Ogni persona ha un proprio carattere

Non posso sapere, perciò, come verrà interpretata la mia esternazione: la persona potrebbe offendersi o prendere sotto gamba il mio pensiero. Se parlo seriamente, cerco di usare il classico pugno di ferro in guanto di velluto: parlare con tono deciso, ma calmo.

Quanti nemici mi sono fatto per questo motivo? Tanti, forse troppi. Spesso ci rimango male, ma poi ripenso a quanto mi hanno fatto soffrire e a quante persone sono rimaste al mio fianco, nonostante tutto.

Allora comincio a sorridere.

Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere…

 

AyrtonSenna
Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare è nescessario anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me è uno dei principi della vita.

Sappiamo tutti che oggi è la festa dei lavoratorifesta dei lavoratori. Scrivere un articolo a riguardo sarebbe stato scialbo.  Ho pensato a quelle categorie di lavoratori che, spesso, vengono accusate di essere dei privilegiati:

  • Cantanti
  • Attori
  • Sportivi

Il destino ha voluto che proprio il 1 maggio di tredici anni fa morisse Ayrton Senna: non importa se qualcuno lo considerasse un ricco sportivo, io lo considero prima di tutto un uomo morto facendo il proprio lavoro

Che Senna avesse ancora dei sogni, lo si capisce dalla sua frase

Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare è nescessario anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me è uno dei principi della vita.

Mi domando

 Cosa avrebbe potuto sognare una persona che era l’idolo delle folle del tempo?

Sicuramente aveva un sogno relativo all’automobilismo: era il sogno di raggiungere un nuovo traguardo che lo faceva andare ancora più forte degli altri.

Arrivati ad una certa età, ben lontana dalla vecchiaia, la vita ed i genitori ci hanno insegnato che bisogna essere pratici, non sognatori. Credo che sia l’insegnamento più sbagliato che una persona possa ricevere in vita sua.

Se non abbiamo più sogni, non abbiamo più desideri e ci limitiamo a sopravvivere.