Pultroppo, propio, a me mi, andevamo, cortello, salciccia, semafero, se io avrei

 

Immagine dalla pagina Facebook "Fancazzismo"
Pultroppo, propio, a me mi, andevamo, cortello, salciccia, semafero, se io avrei

Il titolo di questo post potrebbe farvi pensare che io sia ammattito tutto d’un tratto: così non è, state tranquilli.

Si tratta solo dell’elenco di parole che il protagonista dell‘immagine proposta dalla pagina Facebook Fancazzismo è costretto a sentire

Pultroppo, propio, a me mi, andevamo, cortello, salciccia, semafero, se io avrei

tanto che gli sanguinano le orecchie.

In casi come questo, so essere molto comprensivo: anch’io parlo scorrettamente. Da tipico italiano del profondo nord (leggi Lombardia), aggiungo l’articolo davanti al nome.  Per quanto sbagliato, è un abitudine orale pari a quella di certi luoghi meridionali, in cui si usa il passato remoto anche quando sarebbe più indicato il passato prossimo.

Cosa c’entra questo con la vita delle persone? All’apparenza, nulla…ma vi invito a riflettere.  Così come è diverso il linguaggio dialettale che usiamo ogni giorno. sono diverse le abitudini….e non sto parlando semplicemente di usanze di questa o quella provincia.

Tempo fa, parlai di individualismo strisciante: trovo altrettanto corretto parlare di razzismo strisciante ed individuale. I nostri usi e costumi locali derisi dal vicino di casa.

A quando un’integazione come si deve?