Wish You Were Here

 

Sono trascorsi due giorni dall’anniversario della morte di Syd Barrett, ma ho realizzato solo ora che undici anni fa, in questo periodo, scompariva una delle icone del Rock.

A dir la verità, per molti era già scomparso molto tempo prima, ma non per i Pink Floyd, non per molti suoi fans.

Un testo  che parla di chi non è più nella nostra vita, pur non essendo morto.

Quanti amici abbiamo conosciuto durante un periodo, per esempio all’Università, ripromettendoci di essere amici per sempre, e con cui abbiamo perso i contatti una volta chiusi i libri?

Loro, quelle persone a cui avevo promesso eterna amicizia,  sono i destinatari del mio

Vorrei che tu fossi qui

Alcuni sono distanti, altri sono effettivamente morti, altri ancora non so che fine hanno fatto. Come dico sempre

La vita è una porta girevole: qualcuno entra, qualcun altro esce

Anche io, però, come i Pink Floyd, mi trovo a dire ogni tanto

Vorrei che tu fossi qui

 

Ognuno vive come gli pare, ma oggi sembrano tutti usciti da una fotocopiatrice

Frase dal Film "Il favoloso mondo di Amélie"
Ognuno vive come gli pare, ma oggi sembrano tutti usciti da una fotocopiatrice

 

Quando ho scelto la frase di oggi sulla pagina Facebook Vabbè , non sapevo che fosse stata pronunciata nel film  Il favoloso mondo di Amélie

Ognuno vive come gli pare, ma oggi sembrano tutti usciti da una fotocopiatrice

Mai concetto fu più vero! Sebbene tutti si dichiarino persone anticonformiste, facciamo di tutto per essere accettati dal prossimo e, perciò, ci omologhiamo. Quello che aveva teorizzato Orwell nel suo famoso romanzo quasi settant’anni fa, si è concretizzato ai giorni nostri.

C’è un omologazione imperante che ha decretato sia il modo di vivere, dal momento in cui ci alziamo la mattina fino ai nostri desideri. L’unica cosa che sembra essere libera da tutto questo sembrano essere i nostri sogni notturni, forse perché non li controlliamo.

Raramente ci alziamo la mattina ricordandoci cosa abbiamo sognato la notte precedente, forse perché neghiamo a noi stessi la vita che abbiamo sempre desiderato.

Perché facciamo tutto questo? Semplicemente perché ogni cosa al di fuori dell’omologazione è mal vista dalla società: ammetto di aver fatto anche io questo errore, perché volevo essere accettato.

Tanti di noi hanno confuso le normali regole del quieto vivere con l’omologazione sociale, tanto da venirci ad insegnare cosa fare della nostra vita: mi vien quasi da dire

Tutti psicologi con il cervello degli altri!

Non sto mandando al diavolo tante sedute di psicoanalisi, proprio perché so che la mia terapeuta non può, per deontologia professionale, insegnarmi a vivere: devo essere io a trovare il mio modo.

La maggior parte di noi, però, preferisce omologarsi: peccato!

 

Ho smesso di combattere i miei difetti. Sono passato dalla loro parte!

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Ho smesso di combattere i miei difetti. Sono passato dalla loro parte!

Oggi l’attore Rocco Papaleo ha condiviso sulla propria pagina Facebook una vignetta di Massimo Cavezzali, in cui il personaggio sembra aver raggiunto un grosso risultato, tanto da esclamare

Ho smesso di combattere i miei difetti. Sono passato dalla loro parte!

La tempistica di pubblicazione mi sembra praticamente perfetta, visto che cade a poche ore dalla morte di Paolo Villaggio, l’attore che (forse più di tutti) ha messo in luce i difetti di un intera classe sociale: debole con i forti, ma ansiosa di riscattarsi.

Parlando di singole persone

  • Chi non è mai stato criticato per i propri difetti?
  • Chi non ha mai criticato i difetti altrui?

Lo facciamo tutti, io compreso, forse per malcelata invidia. Quale che sia il motivo di fondo, è una cosa che ci fa sprecare tempo ed energie per migliorarci.

Non so voi, ma io, dopo aver litigato con qualcuno, mi sento stanco ed avvilito, come se avessi impiegato tutte le mie energie a difendere le mie ragioni. Qualcuno potrebbe dire che è stata semplicemente legittima difesa: a prima vista, posso dare loro ragione.

Andando a fondo, mi rendo conto che manca un componente fondamentale: tutta la storia. Il passato ci ha reso ciò che siamo: dobbiamo tenerne conto, ma non credo che le nostre vicissitudini personali siano d’interesse per chi ci ha criticato. Anzi, difficilmente saranno comprese.

Ho imparato che l’unico modo per vivere è accettare i propri difetti.

 

 

 

Una definizione molto bella del tempo

TempoLentoVeloceLetaleInfinitoLungo
Cerca sempre di godere del tuo tempo

Come da titolo, oggi ho trovato una definizione molto bella di tempo.

Più che di una sola definizione, stiamo parlando di sei definizioni diverse, a seconda di come percepiamo il tempo, che può essere

  • Lento
  • Veloce
  • Letale
  • Breve
  • Infinito
  • Lungo

La frase-cardine è un’altra

In ogni momento, la percezione del tempo è determinata dai tuoi sentimenti e dalle tue condizioni psicologiche, non dall’orologio. Quindi, cerca sempre di godere del tuo tempo.

Un concetto vecchio almeno quanto Steve Jobs, se avete mai sentito il suo discorso.

A tutti possono capitare momenti vuoti ma, se sono troppi o troppo lunghi, occorre modificare qualcosa: siamo noi che dobbiamo agire, in questo caso.

Personalmente, detesto la notte: se non si ha sonno, i pensieri si affastellano in testa e occorre aspettare il giorno dopo per agire…ammesso che vi ricordiate cosa avete pensato prima di addormentarvi.

Se proprio non riuscite a riempire la vostra vita, fate un elenco delle cose che vorreste fare e – giorno dopo giorno – portatele a termine. Riempirete il vostro tempo.

 

Pultroppo, propio, a me mi

 

Pultroppo, propio, a me mi
Pultroppo, propio, a me mi, andevamo, cortello, salciccia, semafero, se io avrei

Il titolo di questo post potrebbe farvi pensare che io sia ammattito tutto d’un tratto: così non è, state tranquilli e nemmeno mi sono messo a parlare come Titti che – pultroppo – deve fare i conti con Gatto Silvestro che lo vuole mangiare tutti i giorni.

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Fantozzi e il biliardo

Questa mattina avevo già pubblicato lo spoiler dell’articolo che avrei scritto oggi sulla mia pagina Facebook, quando l’ANSA ha rilanciato la notizia della morte di Paolo Villaggio.

Il modo migliore di omaggiarlo è parlare della mia scena preferita di uno dei suoi tanti film con protagonista il ragionier Ugo Fantozzi: quella della mitica partita a biliardo contro il Direttore  della Megaditta Conte  Diego Catellani.

Chi non ha mai sognato di battere il proprio capo in uno sport in cui quest’ultimo dice di eccellere, magari facendo un colpo che possa ricordare un triplo filotto reale ritornato con pallino?

Credo tanti di noi….Pazienza, poi, se ciò avrà ripercussioni. Se è vero che tutti hanno diritto al proprio quarto d’ora di celebrità, è anche vero che tutti noi abbiamo diritto di essere rispettati come persone.

La saga di Fantozzi ha più di un punto in comune con la vita reale: spesso cerchiamo la rivalsa dalle frustrazioni del lavoro in un hobby o in uno sport.

Questo è l‘errore che commettiamo più frequentemente: già il Barone De Coubertin ci ha insegnato che

L’importante non è vincere, ma partecipare

Eppure tutti noi ci comportiamo come un qualsiasi Fantozzi:

  • Agognando ad una posizione sociale più elevata
  • Volendo eccellere in un campo
  • Conquistando la Signorina Silvani dei nostri sogni

Quello che non abbiamo ancora capito è che ogni persona è unica ed irripetibile: perché ci sforziamo così tanto di emulare gli altri, anziché vivere la nostra vita?

Chi si fa grande con le parole, si fa piccolo con i fatti

Frase anonima
Chi si fa grande con le parole, si fa piccolo con i fatti.

Parlare della frase di stasera, condivisa da I valori della vita, potrebbe essere pericolo per un blogger come me e per un blog come questo

Chi si fa grande con le parole, si fa piccolo con i fatti.

Del resto, pochi di voi mi conoscono di persona e tutti gli altri potrebbero avere l’impressione che sia uno che predica bene e razzola male, per usare un modo di dire. Una piccola prova è data dal fatto che non è la prima volta che parlo di un concetto simile.

Andando più in profondità, posso dire che esigo lo stesso rispetto da parte degli altri. In due parole, posso dire che mi sento avvilito in due frangenti:

  1. Quando una persona non riesce a mantenere le sue promesse
  2. Quando io non riesco a mantenere le promesse fatte

Tutte le motivazioni che possiamo avere – per quanto sensate – servono a ben poco, se usate frequentemente: mantenere una promessa è la regola, non l’eccezione.

Come possiamo rispettare questa regola? Semplicemente, ascoltandoci di più.

Facciamo un piccolo esempio: conoscete il vostro miglior amico dai tempi del Liceo, perciò sapreste descriverlo meglio di sua madre (con tutto il rispetto per le madri). Logicamente, sapete anche pregi, difetti, segreti e cosa trova fastidioso il vostro amico: avreste in mano tutte le carte possibili ed immaginabili sia per farlo felice, che per distruggerlo. La scelta spetta a voi.

Io scelgo sempre la prima opzione, ma pretendo che anche gli altri lo facciano con me.

Scrivendo di getto (ogni articolo mi occupa al massimo mezz’ora di tempo e questo articolo mi ha richiesto molto meno tempo), posso fornirvi un’ulteriore prova. Se non vi bastano…beh, allora dovete conoscermi e non farvi fregare dalla vostra impressione, dalla mia ansia o da quello che volete voi.