Quando sei davanti a due decisioni, lancia in aria una moneta…

Frase di Bob Marley
Quando ti trovi davanti a due decisioni, lancia in aria una moneta. Non perché farà la scelta giusta al posto tuo, ma perché nell’esatto momento in cui la moneta è in aria, saprai improvvisamente in cosa stai sperando

È strano: è la seconda volta che parlo di Bob Marley e – per la seconda volta – cito solo una sua frase nonostante sia stato un cantante

Quando ti trovi davanti a due decisioni, lancia in aria una moneta. Non perché farà la scelta giusta al posto tuo, ma perché nell’esatto momento in cui la moneta è in aria, saprai improvvisamente in cosa stai sperando

Forse perché il reggae non è nelle mie corde: preferisco il rock. In ogni caso, già l’immagine è esplicativa: quante volte anche i non credenti  e anche chi non sta lanciando in aria una moneta guardano il cielo per prendere la decisione giusta?

Esistono persone decise e sicure, altre meno: le prime sembra che sappiano sempre quale sia la cosa giusta da fare, le seconde sembrano quasi ferme nella loro situazione attuale.

Io appartengo al secondo gruppo: prendo le decisioni quasi all’ultimo momento, dopo aver meditato a lungo, pure troppo, su cosa fare in quel caso specifico. La mia speranza è proprio quella di prendere la decisione giusta!

Ma come si fa a prendere sempre la decisione giusta? Non si può: sicuramente, si possono immaginare vantaggi e svantaggi di varie opzioni, ma solo la vita ci potrà dire se la nostra supposizione è stata corretta.

L’importante è non stare fermi. Quando ci accorgiamo delle nostre indecisioni, trovo molto utile chiedere il confronto con un amico: non perché prenda la decisione al posto mio, ma per avere un punto di vista diverso ed ulteriori elementi da valutare.

La depressione è una sabbia mobile che risucchia chi ne è colpito

 

Immagine dalla pagina Facebook "Non siamo soli"
La depressione è una sabbia mobile che risucchia chi ne è colpito. Fuori c’è un mondo di fantasmi e ombre inafferrabili. Dentro c’è un nulla che rende ciechi e sordi.

Come ho detto in vari post, sto affrontando un percorso psicoanalitico. La pubblicità trovata oggi sulla pagina Facebook Non siamo soli non poteva lasciarmi indifferente.

Non so chi siano l’uomo e la donna raffigurati in questa immagine in bianco e nero: di sicuro, hanno optato per una resa monocromatica che ben descrive il grigiore che vivono le persone depresse.

Il giallo della parola depressione richiama sicuramente un messaggio di speranza.

La frase è sicuramente altrettanto descrittiva

La depressione è una sabbia mobile che risucchia chi ne è colpito. Fuori c’è un mondo di fantasmi e ombre inafferrabili. Dentro c’è un nulla che rende ciechi e sordi.

Le persone che si trovano a convivere con gente depressa non sa che fare, a seconda dei casi:

  • Sa che deve consultare subito uno specialista
  • Spera che sia una fase passeggera
  • Non si rende conto del cambiamento di chi soffre
  • Cerca di scuotere a suo modo chi soffre

Il brutto di questa malattia è che spesso persino chi ne soffre sa motivare il motivo per cui si senta così. Sa solo che è diventato cieco e sordo, per riprendere il messaggio. A poco servono gli sproni e le parole di chi gli sta accanto: occorre una terapia più mirata.

Non sto parlando solo di una cura farmacologica o psicologica: sto parlando di quell’empatia e di quella conoscenza del prossimo che dovrebbero avere tutti nel mondo, ma di cui pochi sono dotati.

Non so se ho ragione ma, secondo me e come ripeto da tempoascoltarsi reciprocamente di più sarebbe una buona cura, ma siamo troppo presi da noi stessi per renderci conto che non siamo soli.

 

 

Non è freddo…è musica

Immagine dalla pagina Facebook "Il rock è la migliore musica del mondo"
Non è freddo…è musica

In questo momento a Milano ci sono 29 gradi,  ma io ho i brividi. Non è colpa dell’aria condizionata dell’ufficio, ma perché il mio IPod è acceso e ho le cuffie nelle orecchie.

Come dice la frase proposta dalla pagina Facebook Il rock è la migliore musica del mondo

Non è freddo…è musica

La musica è così: è lei a scegliere noi, non viceversa. Quante volte ci è capitato di ascoltare per caso una canzone alla radio e di volere assolutamente comprare il relativo Compact Disc?

Probabilmente, la vostra risposta sarà

Non lo so: ho perso il conto

Una volta dovevamo andare in un negozio di dischi, tornare a casa, litigare con l’involucro trasparente del CD ed inserire il disco nel lettore. La procedura era la stessa ai tempi del vinile e della musicassetta: si doveva fare un piccolo viaggio (sperando di trovare il disco) per avere la nostra copia.

Oggi è tutto più semplice. Da un lato, è positivo:

  • Possiamo ascoltare di tutto
  • Possiamo ampliare i nostri gusti

Dall’altro, la musica è passato dall’essere un ristorante di lusso ad un fast food. Se la rivista Rolling Stone non ha stilato una classifica della miglior musica digitale, un motivo ci sarà…tra cui quella che scarichiamo ancora Beatles, Pink Floyd, Amy Winehouse e compagnia elencando.

Quando, però, sentiamo quella che definiamo la nostra canzone, la mente parte per un viaggio tutto suo, siamo rapiti da un’estasi difficilmente descrivibile. Quella è la nostra musica.

 

C'è una vita da vivere, ci sono biciclette da inforcare, marciapiedi da passeggiare e tramonti da godere

Frase di Cesare Pavese
C’è una vita da vivere, ci sono biciclette da inforcare, marciapiedi da passeggiare e tramonti da godere

Spero che gli aministratori della pagina Facebook Informazione Libera non se ne abbiano a male: la frase da loro proposta è molto bella, ma ho preferito scaricare il file del sito Il perlaio

C’è una vita da vivere, ci sono biciclette da inforcare, marciapiedi da passeggiare e tramonti da godere

Sapere che è stata scritta da Cesare Pavese in modo scherzoso a Giulio Einaudi, come scrive Il Postnon ne cambia la profondità.

Quando parliamo di vita, di solito aggiungiamo un aggettivo:

  • Famigliare
  • Lavorativa
  • Sociale

Come se le nostre attività si limitassero ad una serie di azioni, molto spesso obbigatorie.

Le persone non sono solo azioni, ma hanno anche un’anima e ciò che viene comunemente definito spirito di osservazione.

Vorrei farvi una domanda: come descrivereste, prendendo a riferimento le azioni proposte da Pavese, una gita in bicicletta, una passeggiata su un marciapiede, un tramonto visto?

Quando ero alle elementari, avevo una maestra molto pratica: ci lasciava poco tempo e spazio sulla carta per scrivere le nostre impressioni emotive…ma, senza di esse, che tema scriveremmo e che vita vivremmo?

Anche nel rapporto con altri, la razionalità dovrebbe lasciare parecchio spazio all’emotività e all’empatia, in modo da convivere gli uni con gli altri con serenità, nonostante opinioni diverse.

 

Non dimenticare che dare gioia dà anche gioia

Frase di Friedrich Nietzsche
Non dimenticare che dare gioia dà anche gioia

Tutti vogliono ed hanno il diritto di essere felici. Del resto, la ricerca della felicità non è solo il titolo di un film, ma anche sancito esplicitamente dalla Costituzione americana e, implicitamente, anche dalla Costituzione Italiana.

Usando il sinonimo gioia, la frase di oggi proposta dalla pagina Facebook Scrigno di ghiaccio ci ricorda un modo per ottenere la felicità

Non dimenticare che dare gioia dà anche gioia

Quante volte vorremmo che gli altri ci stessero vicini o ci facessero un favore? Moltissime, secondo me. Quante volte siamo stati vicini agli altri? Dipende dal carattere, ovviamente, ma credo che abbiamo dato meno di ciò che abbiamo ricevuto.

Come spesso accade, voglio proporvi un esperimento: per alcuni giorni, provate a fare un piacere a qualcuno, sia un vostro amico o una persona che incontrate casualmente

  • Fornite informazioni stradali
  • Offrite il vostro aiuto senza che nessuno ve lo chieda
  • Trattate gli altri come vorreste essere trattati voi

Forse la vostra vita non cambierà dal punto di vista pratico ma, sicuramente, lo farà quello emotivo.

Ho personalmente sperimentato questa strategia varie volte e sono i giorni che ricordo con più piacere della mia esistenza

Alice

 

È appena nata mia nipote Alice.

Sono zio per la prima volta, non sono padre, perciò non so descrivere bene le emozioni che provo in questo momento. Mentre scrivo, ho un sorriso stampato sul volto per la felicità ed un groppo in gola per la commozione.

Ma come sarà la sua vita? Non posso prevedere il suo futuro e tutti noi ci aspettiamo solo il meglio per lei. Intorno a lei ci sono già due genitori, quattro nonni, tre zii e non so quanti altri parenti emozionati.

Come cantano Ligabue e Francesco De Gregori in questa canzone

Tutto questo Alice non lo sa

 

Di certo non sa quanto abbiamo aspettato con ansia questo momento, soprattutto negli ultimi giorni.

Potrei solo immaginare un ipotetico futuro per lei, ma le cose potrebbero anche andare diversamente, perciò preferisco che sia il tempo a dire quale strada prenderà.

Oggi mi fermo qui: non riesco a fare discorsi troppo filosofici.

Bologna, 2 agosto 1980: io non dimentico

Bologna2Agosto80
Bologna, 2 agosto 1980: io non dimentico

Il mio post di oggi riguarderà lo stesso argomento di cui parlai un anno fa:

E’ proprio necessario?

Si domanderà qualcuno.

La risposta non può che essere

Sì, lo è

Perché è l’unico giorno in cui vogliamo ricordare una data che tutti vorrebbero dimenticare, ma che è – a suo modo – indimenticabile. Un po’ come la ricorrenza dei morti,  ma in un clima più festoso, in cui il pensiero vaga ricordando le ferie appena trascorse o immaginando quelle che arriveranno fra poco.

Cercare di dimenticare  vorrebbe dire fare finta che l’evento non sia mai accaduto, dando credito ai colpevoli, reali, presunti, coperti o scoperti che siano e screditando la memoria di quei volti che vedete nell‘immagine, agli oltre duecento feriti ed ai parenti che ancora oggi protestano per avere giustizia.

Per questo anche io voglio dire oggi

Io non dimentico

 

I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

Frase di Matt Baker
I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

 

Oggi, grazie alla pagina Facebook Informazione Liberaho conosciuto Matt Baker: ma si riferisce all’artista o al presentatore? Questo ci dimostra che internet ha ancora molta strada da fare per arrivare a sostituire tutto il sapere umano.

In ogni caso, la frase è molto interessante

I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

La traduzione letterale non sarebbe necessaria, ma in italiano suonerebbe più o meno

Ho una mente molto intelligente, ma un cuore maledettamente stupido

quasi a rimarcare il concetto che espressi il 20 settembre scorso. Il problema è sempre lo stesso: ascoltiamo più il nostro cervello che il nostro cuore.

Certo, c’è anche chi si fa guidare dal proprio istinto, ma non credo che – in questo caso – si possa parlare di ascolto.

Voglio farvi un esempio pratico: siete in casa con la radio accesa mentre state lavando i piatti. Un lavoro che non richiede una grossa concentrazione, ma probabilmente vi assicurerete che le stoviglie siano ben pulite ed asciugate, mentre – nello stesso tempo – non sapreste dirmi quale canzone stanno strasmettendo. Ecco il tipico caso di ascolto del cervello e non del cuore.

Il nostro cuore non è stupido: siamo noi che, stupidamente, non abbiamo studiato il suo linguaggio.

Se ho parlato di cuore e non di istinti il motivo è semplice: a volte confondiamo le due cose. Non credo nei colpi di fulmine: in questo caso, preferisco parlare di infatuazione La famosa scappatella ci può stare ma, se una cosa dura da tempo, forse è meglio chiamarlo amore, non credete?

C’è un piccolo esercizio che vorrei proporvi: quando credete di essere innamorati o – più semplicemente – vi siete emozionati per una qualsiasi cosa durante la giornata,  prima di addormentarvi, prendetevi qualche minuto. Ripercorrete l’accaduto con la mente e domandatevi

Cosa ho sentito in quel momento?

Saprete senz’altro distinguere amoree infatuazione.