Angelo della nebbia

Questa mattina mi sono incamminato per andare al lavoro mentre Milano era coperta da una leggera nebbia.

Dato il tempo, non mi sorprende il fatto che abbia percorso le poche centinaia di metri che mi separano dalla metropolitana canticchiando mentalmente il brano Angelo della nebbiaancora una volta di Luciano Ligabue.

In giorni come questo – forse – qualcuno è più triste del solito, altri – come me – tendono a diventare più riflessivi.

Non è semplicemente perché viviamo in città che ci si sente così, ma la nebbia ci ricorda che il futuro, la strada che percorreremo anche solo di lì a poco, è sempre e comunque un’incognita.

Forse è proprio per questo che la nebbia ci affascina e ci preoccupa contemporaneamente: a suo modo, ci ricorda che non possiamo prevedere il futuro. Allora ci chiediamo

Ci sei, Angelo della Nebbia?