Se sembra impossibile, allora si può fare

Copertina dell'autobiografia di Bebe Vio
Se sembra impossibile, allora si può fare

Questa mattina, all’edicola dove ho preso il giornale, ho incontrato Bebe Vio che diceva

Se sembra impossibile, allora si può fare

Naturalmente, la mia è solo una metafora (che in parte nasconde un sogno): la frase non è nient’altro che il titolo della sua autobiografia, che mi sono ripromesso di leggere.

Avevo già parlato in passato di personaggi affetti da una qualche forma di disabilità.

Il fatto che una persona totalmente padrona del suo corpo o – come direbbe Bebe – con tutti i pezzi sia mediamente più insicura di una persona a cui manca qualche pezzo mi sembra quasi una legge del contrappasso: chi ha poco usa tutto il suo potenziale, chi ha tanto ne usa solo una parte.

A prescindere che crediate nel destino oppure nella natura, sembra quasi il modo usato da chi ci ha creato per pareggiare i conti.

Il mio non vuole essere un invito ad arrendersi, ma solo un invito a rendersi conto che – spesso i limiti sono solo nella nostra testa.

E’ un fatto che debbo imparare io stesso,lo so, ma rendersene conto è un passo verso il traguardo.

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