Dove c’è Barilla, c’è casa

Da bambino mi piacevano le storie perché mi sembrava che raccontassero la vita dei personaggi: oggi direi che ne raccontano solo una parte, ma il concetto non cambia di molto.

Proprio per questo mi sono sempre piaciute le pubblicità della Barilla: prima del payoff

Dove c’è Barilla, c’è casa

C’era sempre una storia raccontata attraverso un video. Appassionato di viaggi come sono, io ho scelto quella che su youtube è stata chiamata la pubblicità del treno: una persona parte dalla stazione centrale di Milano per raggiungere i suoi affetti in campagna. Sembra non ci sia nessuno, in realtà stanno tutti aspettando lui in una grande sala. Chi non si ricorda almeno

  • La pubblicità del gattino: una bambina perde lo scuolabus in un giorno di pioggia e, tornando a casa a piedi vestita del suo impermeabile giallo, raccoglie un micio bagnato ed affamato, venendo così perdonata dai genitori
  • La pubblicità del fusillo in tasca: la figlia di un pilota lascia nella tasca della divisa del padre appunto un fusillo, che lui ritrova quella sera mentre guarda il paesaggio cittadino al di fuori della sua camera d’albergo
  • La pubblicità della bambina adottata: una bambina orientale ha il primo impatto con la sua nuova famiglia davanti ad un piatto di spaghetti, che non sa come mangiare.

Fatti di vita quotidiana, che si sono persi: adesso le famiglie sono distrutte da asteroidi che piovono dal cielo senza che la NASA se ne sia accorta prima.

Fare una predica sulla perdita dei valori sarebbe troppo semplice e non è questo il mio scopo: voglio solo farvi riflettere su come la società sia cambiata nel corso del tempo.