La vita e i sogni sono fogli dello stesso libro

Frase di Schopenauer scritta su una lavagna: "La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare"
La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare

Con il titolo del post di oggi, credo di essermi giocato tutte le persone che stanno frequentando o hanno frequentato un Liceo.

Ai tempi del Liceo, di certo non si apprezza molto Schopenhauer, perché occorre studiarlo anche se preferiremmo fare altro; quando si è più maturi, si apprezza la sua frase

La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare

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Solo perchè qualcuno è morto, non vuol dire che…

Solo perchè qualcuno è morto, non vuol dire che se ne sia andato
Solo perchè qualcuno è morto, non vuol dire che se ne sia andato

Questa mattina mi sono risvegliato con in testa solo una cosa l’immagine della locandina del film Gothika del 2003 con Halle Berry, Robert Downey Jr. e Penelope Cruz.

Acquistai il DVD del film perchè attratto dalla frase sulla locandina, che potete leggere sotto il braccio sinistro della Berry

Solo perchè qualcuno è morto, non vuol dire che se ne sia andato

Se unite l’immagine alla frase, forse vi verrà in mente qualche altra associazione mentale oltre alla morte. Personalmente, penso all’angoscia e alla solitudine che si prova quando non ci sentiamo capiti…e non è necessario essere pazzi come nel film che ho citato.

Se pensate che il non essere capiti dalla maggioranza delle persone equivale, se non ad essere pazzi, quantomeno ad avere problemi psicologici, vi sbagliate di grosso!

Se è vero che viviamo tutti sotto lo stesso cielo, per usare un modo di dire che può non piacere ma che rende l’idea, è anche vero che ognuno di noi valuta il mondo secondo il proprio vissuto. Chi ha avuto una vita grama in passato, è molto probabile che valuti il proprio presente ed il proprio futuro con un’ottica più negativa di chi ha avuto più fortuna.

Questo può portare

  • Litigi
  • Rotture
  • Incomprensioni

In qualsiasi rapporto abbiate intessuto in passato, amicizia inclusa. Pensate ad una persona che incita l’altra a vedere le cose con maggiore positività: è solo un consiglio, ma probabilmente il ricevente del messaggio non si sentirà compreso.

A volte mi domando

Si possono sistemare le cose in questi casi?

Non ho ancora trovato una risposta definitiva: di certo, come nella frase che vi ho proposto, possiamo considerare morta (psicologiamente parlando,ovvio) un nostro amico passato, ma non è come se non ci fosse mai stato.

In tutta la mia vita ho sempre avuto paura…

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In tutta la mia vita ho sempre avuto paura di perdere le persone che amo. A volte mi chiedo, c’è qualcuno là fuori che ha paura di perdere me?

Non conosco il motivo per il quale seguite questo blog, io so i motivi per il quale mi piace scrivere articoli su questo blog. Uno di questi, ma non l’unico, è che mi permette di conoscere nuove persone e nuove citazioni, seppure virtualmente.

Ho conosciuto Wiz Khalifa tramite la pagina Facebook Perle di Saggezza proprio stasera e mi ha subito colpito la sua frase

In tutta la mia vita ho sempre avuto paura di perdere le persone che amo. A volte mi chiedo, c’è qualcuno là fuori che ha paura di perdere me?

Una frase tipica del rap, mi vien da dire: qualcuno potrebbe sostenere che sia una musica violenta e che non significhi nulla. Io non credo sia così: il rap è una musica da strada e chi viene dalla strada ha sempre molto da dire.

L’immaginario collettivo vuole la strada come un posto in cui è facile perdere:

  • Sè stessi
  • Una lotta
  • Direzione

Tutto vero, ma non crediate che la strada sia un posto dove non ci sia spazio per i sentimenti. La strada è un posto dove i sentimenti si dimostrano con i fatti, non con le parole.

Putroppo, abbiamo sempre meno occasioni per dimostrare amore con i fatti, sia anche solo dando indicazioni stradali, perchè abbiamo sempre più paura che il prossimo o , per meglio dire, il diverso (ma da cosa, poi?) ci faccia del male. Se li conosceste come li conosco io, capireste che la questione è completamente diversa.

Il rock non eliminerà i problemi, ma ti permetterà…

Frase di Pete Towshend sul rock
Il Rock non eliminerà i tuoi problemi, ma ti permetterà di ballarci sopra

Non è un mistero che mi piaccia la musica, sopratutto il rock. Ognuno, però, ha il suo motivo per il quale apprezza quest’arte: probabilmente, esisteranno tanti motivi quanti sono le persone a questo mondo. A me permette di considerare i miei problemi da una diversa prospettiva.

Il mio motivo è racchiuso nella frase di Pete Townshend, ex chitarrista e leader degli Who proposta oggi, come tante altre che ho citato, dalla pagina facebook de La Repubblica

Il Rock non eliminerà i tuoi problemi, ma ti permetterà di ballarci sopra

Che siate ascoltatori di musica o compositori, che preferiate la musica classica alla musica rock, non potreste mai negare il beneficio che quest’arte dà all’anima mentre la si ascolta. Non me ne vogliano i ballerini, ma credo che ci voglia un po’ di musica per ballare,anche solo nella propria testa.

Pensate all’immagine di sfondo: un gruppo di orientali balla all’aperto. Non ho nessun elemento per garantire che queste persone siano cinesi o coreane ma, se così fosse, il concetto sarebbe ulteriormente rafforzato.

In ogni caso, è possibile che le persone raffigurate abbiano qualche problema da risolvere:

  • Pratici
  • Filosofici
  • Personali

Non ha importanza di quale problema si tratti. Potrebbe trattarsi di un problema personale o lavorativo, l’importante è che loro stiano ballando, riusciendo a dimenticare così i loro pensieri per qualche minuto. Certo, Townshend parlava espressamente di Rock e non credo che nell’immagine si stia ballando sulle note di The Wall, ma la sostanza non cambia. L’importante è che si balli, ovviamente a suon di musica.

Che si tratti di un ballo o di un altro modo, tutti dovremmo dimenticarci dei nostri pensieri ogni tanto. In questo modo, riposeremo meglio e la nostra vita migliorerà quasi senza rendersene conto.

Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori

Il murales "bacio fraterno" sul muro di Berlino
Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori

L’immagine di oggi è molto significativa: è Bacio fraterno, uno dei più famosi murales dipinti sull’East Side Gallery, quella parte del muro di Berlino riadattata a galleria d’arte a cielo aperto.

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L'arringa

Quando ho scelto di proporvi come video una scena di Scent of a Woman, non mi ricordavo di avervi già proposto un monologo di Al Pacino.

Le due scene, se confrontate fra loro, sono complementari l’unica con l’altra:

  • Nella prima c’è un discorso d’attacco a favore di un gruppo
  • Nella seconda c’è un’arringa difensiva a favore di un singolo

Questo confronto sembra quasi una metafora della vita: a volte siamo difesi da una persona, altre volte quella stessa persona ci sprona ad attaccare.

Il paragone, altrettanto calzante, con il Professor Keating è fin troppo scontato: una persona matura può essere insegnante per i più giovani, anche senza essere di ruolo. Qualsiasi sia la vostra età, dovreste ricordarvi sempre che i più giovani vedono i più anziani come guida, perciò devono dare l’esempio.

Tubiamo?

Probabilmente, chi leggerà questo articolo ed è nato negli anni novanta o è troppo giovane per ricordarsi la televisione degli anni ottanta non capirà un tubo. Chi è più vecchio, dovrà scavare nei meandri della memoria, magari faticando un po’.

Negli anni la pubblicità è molto cambiata. Nel 1986 andavano di moda

  • I Jingle
  • I Jeans
  • Le T shirt

In uno spot di quell’anno ci sono tutti questi elementi ed anche dei giovanissimi Claudia Gerini e Riccardo Rossi.

Se nei discorsi attuali usassimo il verbo tubare, a poche persone verrebbero in mente i baci perugina.

Forse oggi vi sembrerò un po’ nostalgico, ma resta un fatto che spesso commettiamo due errori in contrapposizione fra loro:

  • A volte ci dimentichiamo del presente, rimpiangendo il nostro passato
  • A volte ci dimentichiamo del passato, vivendo esclusivamente nel presente

Se è vero che cresciamo giorno per giorno e oggi siamo diversi da ciò che eravamo ieri e da ciò che saremo domani, è anche vero che non dobbiamo mai dimenticare chi eravamo e da dove siamo venuti.

Duets

 

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La copertina dell’Album “Duets”

Il 10 novembre scorso, quando uscì, mai e poi mai avrei immaginato che oggi avrei comprato Duets, il nuovo album di Cristina D’Avena.

La vita, però è imprevedibile: quando leggo una recensione, mi piace andare a controllare se  concordo con il parere dell’autore della recensione.

È bastata la recensione di Domenico Naso pubblicata da Il fatto quotidiano per destare la mia curiosità. Mi è sempre piaciuto andare a controllare se l’oggetto recensito incontrasse i miei gusti oppure no. Considerate l’articolo di oggi una recensione un po’ particolare, per favore.

Non sono andato a controllare tutti gli anni di uscita delle sedici sigle di cartoni animati cantate con altrettanti artisti, alcuni dei quali hanno trovato già spazio in queste pagine. Di certo, l’album è ripercorrere un po’ l’infanzia per chi, come me, ha trascorso gli anni ottanta e novanta a pane, nutella e cartoni animati.

Spesso ci dimentichiamo della nostra infanzia, presi come siamo dal volerci comportare come persone

  • Educate
  • Di successo
  • Rispettabili

a voi scegliere l’aggettivo che più vi piace. Di tanto in tanto, però, è piacevole ritornare bambini: questo potrebbe essere il modo migliore per seguire il consiglio che ci danno molto spesso, quello di lasciarsi andare.

 

 

Amore che prendi…

Uno dei temi che mi ha appassionato di più durante i miei studi Universitari è la Piramide di Maslow, a cui avevo accennato a marzo scorso. L’amore è uno di questi bisogni: io ne parlo frequentemente.

Mi spiace che i Nomadi non abbiano realizzato un video per Amore che prendi amore che dai: sarebbe stato interessante vedere come avrebbero reso la canzone in immagini.

Il testo parla di persone, comuni e importanti, accostandole all’amore: non si parla di sentimenti in una coppia, in cui l’amore reciproco dovrebbe essere scontato.

La domanda che mi sono posto ascoltando questa canzone è stata forse un po’ troppo filosofica per un brano musicale

Quale altro tipo d’amore potrebbe esserci?

Non mi andava di prendere spunto da un vocabolario e cercare tutti i significati del termine: ho preferito ragionare con la mia testa e mi sono ricordato che, quando parlai di una canzone di Emma Marrone, avevo praticamente già risposto.

Ne approfitto, perciò, per ampliare il concetto: proviamo amore ogni giorno, verso molte persone contemporaneamente ed in modo diverso per ognuna di esse.

Il problema, se così posso chiamarlo, è che non ce ne rendiamo pienamente conto, dandolo quasi per scontato.