People have the power

 

Questa mattina mi sono svegliato mentre la radio trasmetteva la canzone People have the power e mi sono arrabbiato con me stesso domandandomi

Come ho potuto dimenticarmi di loro due?

Loro due sono, ovviamente, la sacerdotessa maudit del rock Patti Smith e, appunto, la sua canzone People have the power: una figuraccia non da poco, visto che ho sostenuto più volte che ciò che conta nelle canzoni sono il messaggio e le emozioni.

Di emozioni e messaggi il testo ne propone praticamente ad ogni strofa, se non ad ogni riga, parlando di

  • Sogni
  • Gente
  • Potere

solo per citare le tre parole che più colpiscono a prima vista.

Il video, volutamente con il viso di Patti quasi cadaverico, ci mostra gente, famosa e non: sono loro che hanno il potere, siamo noi che abbiamo il potere o, almeno, dovremmo averlo.

Il problema è che molte persone, io incluso, si ostinano a pensare di non poter cambiare il mondo. Di certo, questo è un po’ utopico…Ma perché non cominciamo a cambiare il nostro mondo?

Basterebbe cambiare qualche abitudine personale per vedere il mondo da una prospettiva diversa. Per esempio, se andassimo a letto mezz’ora prima ogni sera, saremmo più riposati il giorno dopo…e forse risparmieremmo qualche soldo di luce elettrica.

La risposta è molto semplice: ci stiamo adagiando. Siamo convinti che non possiamo cambiare nulla. Con l’età perdiamo quella voglia di rischiare che contraddistingue i pazzi, i monomaniaci e…gli adolescenti. Forse è proprio per questo che i famosi quattro amici al bar di Gino Paoli sono molto giovani.

Se escludiamo il cantautore genovese, non mi viene in mente nessun altro nome italiano che abbia parlato del Potere. Forse non è un caso che Power in inglese abbia due significati:

  1. Potere, appunto, nel senso politico e sociale del termine
  2. Energia, nel senso elettrico del termine

Per esprimere il potere ci vuole energia, che le persone – almeno in Italia – sembrano aver perso da un bel po’ di tempo, almeno da quando è finita la Seconda Guerra Mondiale.

So What

Non è la prima volta che prendo spunto da una canzone di P!ink, tanto che oggi avevo confuso due brani.

So What è un testo sicuramente trasgressivo rispetto a ciò che ascolto abitualmente, ma la vita non è fatta solo di regole rigide. Tutti vorrebbero che le cose andassero come speriamo o come vogliamo: se tutti andassero nella stessa direzione, non ci sarebbero

  • Conflitti
  • Separazioni
  • Litigi
  • Guerre

Vorrei farvi una domanda

Apprezzereste veramente un mondo così?

La risposta è meno scontata di quanto non sembri in realtà. Prendendo a prestito un termine da Charles Darwin, l’evoluzione mondiale è spesso scaturita (anche) da eventi traumatici: basti pensare alle teorie sull’estinzione dei dinosauri. In tempi più recenti, il mondo è molto cambiato dopo la seconda guerra mondiale o dopo l’11 settembre.

Anche le persone sono in lenta ma costante evoluzione: non è solo una questione d’età, ma anche di incontri e di esperienze fatte. Non dobbiamo sorprenderci, quindi, se certi rapporti che consideravamo indissolubili per la vita si sono interrotti: stiamo cambiando, va benissimo così!

Dove c’è Barilla, c’è casa

Da bambino mi piacevano le storie perché mi sembrava che raccontassero la vita dei personaggi: oggi direi che ne raccontano solo una parte, ma il concetto non cambia di molto.

Proprio per questo mi sono sempre piaciute le pubblicità della Barilla: prima del payoff

Dove c’è Barilla, c’è casa

C’era sempre una storia raccontata attraverso un video. Appassionato di viaggi come sono, io ho scelto quella che su youtube è stata chiamata la pubblicità del treno: una persona parte dalla stazione centrale di Milano per raggiungere i suoi affetti in campagna. Sembra non ci sia nessuno, in realtà stanno tutti aspettando lui in una grande sala. Chi non si ricorda almeno

  • La pubblicità del gattino: una bambina perde lo scuolabus in un giorno di pioggia e, tornando a casa a piedi vestita del suo impermeabile giallo, raccoglie un micio bagnato ed affamato, venendo così perdonata dai genitori
  • La pubblicità del fusillo in tasca: la figlia di un pilota lascia nella tasca della divisa del padre appunto un fusillo, che lui ritrova quella sera mentre guarda il paesaggio cittadino al di fuori della sua camera d’albergo
  • La pubblicità della bambina adottata: una bambina orientale ha il primo impatto con la sua nuova famiglia davanti ad un piatto di spaghetti, che non sa come mangiare.

Fatti di vita quotidiana, che si sono persi: adesso le famiglie sono distrutte da asteroidi che piovono dal cielo senza che la NASA se ne sia accorta prima.

Fare una predica sulla perdita dei valori sarebbe troppo semplice e non è questo il mio scopo: voglio solo farvi riflettere su come la società sia cambiata nel corso del tempo.

Bologna, ricca eredità all’amica, ma deve accudire la gatta

Gatta su un tavolo con una zucca - Immagine da Pixabay
Gatta su un tavolo con una zucca – Immagine da Pixabay

Come ho specificato nella didascalia, l’immagine raffigurante una gatta di oggi proviene da Pixabay, perché avrei potuto prendere una qualsiasi fotografia di un gatto per commentare la notizia pubblicata oggi sul sito de La Repubblica

Bologna, 350mila euro e una casa di lusso in eredità all’amica: “Ma devi accudire la mia gatta”

Il titolo è già esplicativo, ma l’articolo va ovviamente più a fondo: l’ereditiera, amica della defunta, avrà diritto all’utilizzo della somma e dell’immobile fino alla morte dell’animale. Se la gatta sopravviverà all’anziana donna, sarà una persona indicata da quest’ultima a beneficiare di quanto stabilito. Gli eredi hanno tentato una causa, ma il testamento è stato giudicato legittimo dal tribunale.

Parafrasando un vecchio proverbio, si potrebbe dire

L’animale è il più fedele amico dell’uomo

Le persone non sono state prese in considerazione: suppongo che ai parenti spetti la cosiddetta legittima. Non ho altri elementi per commentare ulteriormente la vicenda, ma una supposizione mi sembra corretta: se la donna non ha considerato i legittimi eredi testamentari da mortai legittimi eredi testamentari forse non hanno considerato sufficientemente la donna da viva

Basterebbe molto poco per considerare chi ci sta attorno, ma spesso pecchiamo di egocentrismo. Come direbbe Antonio Lubrano, la domanda sorge spontanea

Perché?

Credo sia giunto il momento di andare più a fondo e non limitarsi a rispondere che non ci ascoltiamo abbastanza. Siamo talmente egocentrici che, spesso

  1. Consideriamo il nostro punto di vista quasi scontato
  2. Non pensiamo che gli altri possano avere opinioni diverse
  3. Restiamo spiazzati quando scopriamo che, in realtà, è proprio il contrario

Aggiungerei un punto ulteriore, almeno per il caso raccontato: tra le altre cose, diamo per scontata anche la legge.

Cosa ci potrebbe insegnare questa storia? Forse, a calarsi maggiormente nei panni altrui.

Vorrei farvi un esempio personale: spesso ho ricevuto notizie da persone che – credendo di conoscermi bene – pensavano di farmi un favore. Ovviamente, si sbagliavano…Ma sarebbe bastato molto poco, come qualche domanda in più e maggiore chiarezza, per evitare tanti problemi.

L’ uomo finge continuamente di essere quello che non è…

Frase sull' uomo Lucia Cost pubblicata sul suo profilo Facebook
L’uomo finge continuamente di essere quello che non è. È un modo per nascondere sé stesso. Chi è brutto cerca di sembrare bello, chi è preda di angosce cerca di sembrare felice, chi non sa niente cerca di dimostrare di sapere tutto. E le cose vanno avanti in questo modo. Se non diventi consapevole dei tre idioti che sono in te, non diventerai mai un saggio. È superando i tre idioti che si diventa saggi.

Oggi la mia amica Lucia, di cui parlo qualche volta su queste pagine, ha condiviso sulla sua pagina Facebook una frase scritta di suo pugno, usando uomo inteso come essere umano

L’uomo finge continuamente di essere quello che non è. È un modo per nascondere sé stesso. Chi è brutto cerca di sembrare bello, chi è preda di angosce cerca di sembrare felice, chi non sa niente cerca di dimostrare di sapere tutto. E le cose vanno avanti in questo modo. Se non diventi consapevole dei tre idioti che sono in te, non diventerai mai un saggio. È superando i tre idioti che si diventa saggi.

Usando parole diverse da quelle che usai il 17 maggio scorso, Lucia non solo ribadisce lo stesso concetto, ma lo amplia.

Molte persone che conosco commettono un errore: sono assolutamente sicure di conoscersi perfettamente. Così non è. All’Università, tanti miei professori mi fecero notare una cosa, che oggi mi appare lapalissiana. Ci sono almeno tre sfaccettature da considerare in una persona:

  1. Come si percepisce
  2. Come è percepita dagli altri
  3. Come è realmente

Facendo un esempio generico, potremmo dire che un determinato carattere può essere piacevole per me e fastidioso per voi. La persona (che, praticamente, vive con sé stessa per tutta la vita) è convinta che ciò che lei pensa di sé stessa sia condiviso anche dalle altre persone. Come stanno le cose in realtà è difficilmente dimostrabile.

Mi pare quasi lapalissiano che si cerchi un compromesso tra ciò che significa vivere nella società attuale ed esprimersi per come si è.

Molte persone che conosco commettono un errore: sono assolutamente sicure di conoscersi perfettamente. Così non è. All’Università, tanti miei professori mi fecero notare una cosa, che oggi mi appare lapalissiana. Ci sono almeno tre sfaccettature da considerare in una persona:

  1. Come si percepisce
  2. Come è percepita dagli altri
  3. Come è realmente

Facendo un esempio generico, potremmo dire che un determinato carattere può essere piacevole per me e fastidioso per voi. La persona (che, praticamente, vive con sé stessa per tutta la vita) è convinta che ciò che lei pensa di sé stessa sia condiviso anche dalle altre persone. Come stanno le cose in realtà è difficilmente dimostrabile.

L’immagine di sfondo rimarca lo stesso concetto. Essere sé stessi è la cosa più semplice che possa esistere, ma l’uomo è un essere con molte sfaccettature, così come una rosa bianca può apparire semplice e composta da tanti petali.

Mi pare quasi lapalissiano che si cerchi un compromesso tra ciò che significa vivere nella società attuale ed esprimersi per come si è. Sarebbe bellissimo se riuscissimo a vivere in modo assolutamente naturale, non trovate?

Errata corrige : come ha specificato la stessa Lucia nei commenti, la frase è di Osho. Chiedo scusa per l’errore: sono stato ingannato dalla sua firma nell’immagine.

Cosa resterà (degli anni ottanta)?

 

Le bariste che mi preparano colazione la domenica mattina non apprezzano la radio: preferiscono collegare lo stereo ad un lettore MP3 ed ascoltare la loro musica preferita. È grazie a questo piccolo gesto che ho potuto riascoltare Cosa resterà degli anni ’80.

Questo blog si rivolge al presente, non al passato, ma man mano che si avvicina la fine dell’anno è doveroso cominciare a stilare un bilancio. Un bilancio è qualcosa che non serve solo in economia, ma anche nella vita. Il bilancio della vita ha tre scopi principali:

  1. Vedere dove siamo in quel momento
  2. Immaginare dove vogliamo arrivare
  3. Considerare come arrivarci

Non dico che si dovrebbe pianificare il nostro anno giorno per giorno, ma quantomeno avere una prospettiva di massima per tracciare una rotta, in modo da avere qualcosa che resterà per gli anni a venire.

Se Raf dovesse riscrivere il testo oggi, probabilmente menzionerebbe Trump e farebbe esempi molto diversi. Anche noi, fra meno di due mesi, ricorderemo vari eventi che hanno – personalmente o socialmente – segnato il nostro anno.

La domanda – a questo punto – è

Che cosa resterà di quest’anno, che ci porteremo anche negli anni successivi?

Dare una risposta univoca è impossibile: dipende da quanto ci è accaduto negli ultimi dodici mesi. Per esempio, io ricorderò senz’altro la nascita di mia nipote Alice. Altri fatti sono sicuramente passati in secondo piano, forse perché sono anche un po’ spiacevoli, ma credo si riaffacceranno nella mia mente quando meno me lo aspetto…e non sto parlando solo  quando sono sdraiato sul lettino durante le sedute di psicoanalisi.

In momenti come questo, mi accorgo che la  vita, anche la più monotona, ci regala sempre delle sorprese: sta a noi saperle coglierle e considerale tali. Per citare il brano di stasera, è impossibile sapere ogni giorno cosa resterà una volta che sarà passato.

Calzedonia, Lovely on my hand

Un singolo spot pubblicitario dura mediamente trenta secondi. Calzedonia ha voluto esagerare facendone uno che supera i due minuti di durata.

L’azienda che lo commissiona vuole acquisire clienti o raccogliere donazioni, chi lo guarda ne è interessato o infastidito. 

Per capire come stiano veramente le cose, occorrerebbe andare dietro le quinte, come permette di fare il video sulla campagna pubblicitaria Calzedonia del 2011,  incentrato sul venticinquesimo anniversario di attività aziendale.

Non ho contato artisti e tecnici che hanno lavorato: tanti si ricordano di Dorotea Mele per la voce o, al più, Fabrizio Campanelli per essere stato il paroliere del brano.

Il testo si riferisce chiaramente ad una coppia. Già solo questo fatto sarebbe sufficiente a porsi molte domande:

  • Perchè comporlo appositamente per uno spot?
  • Perchè proprio una campagna su un indumento indossato da (quasi) tutti?

La risposta è univoca ed è più semplice di quanto sembri a prima vista.

Generalmente, l’amore porta chi va a formare una coppia a lasciare in secondo piano le altre persone che le hanno accompagnate fino a quel punto, sia per quanto riguarda gli amici, sia per quanto riguarda la famiglia.

Nonostante questo, la  vita continua e, anche quando le persone non ci saranno più o non si vedranno per un po’, contribuiranno con i loro insegnamenti alla nostra personale visione del mondo.

 

November Rain

Novembre è un mese che non mi è mai piaciuto: a parte la ricorrenza dei morti, non ci sono festività particolari, le giornate sono brevi e fredde nonostante i cambiamenti climatici. Sembra quasi un periodo di attesa verso il Natale, che preannuncia tempi migliori.

Nemmeno i Guns’n’Roses non mi sono mai piaciuti particolarmente.

November Rain è l’unica canzone che riesce a farmi apprezzare sia novembre che i Gun’s’Roses. Nonostante non sia mai stato realmente innamorato, parla molto di solitudine e di fine dei rapporti tra persone.

In amicizia ed in amore, mi sono sempre calato nei panni della persona che, a mio giudizio, si è sentito veramente tradito (che – poi – la mia opinione sia corretta è un altro discorso).  Non è un caso che in psicanalisi si indichi la fine di un qualsiasi rapporto con il termine lutto.

A volte è difficile superare tutto questo, però dobbiamo trovare il coraggio di farlo. Può essere utile porsi una domanda

Cosa mi resta, adesso?

La risposta può essere diversa per tutti. Per quanto mi riguarda, mi resta sempre

  • Il ricordo
  • L’esperienza
  • Le vicende che mi hanno visto coinvolto con quella persona

Ho lasciato Eros per colpa della setta….


ITALIAN POP SINGER EROS RAMAZZOTTI WITH GIRLFRIEND MICHELLE HUNZIKER IN ROME.
Primo piano di Michelle Hunziker ed Eros Ramazzotti il giorno delle nozze

Trovo tragicamente comico che l’Huffington Post abbia pubblicato una notizia sulla fine del matrimonio fra Michelle Hunziker ed Eros Ramazzotti a poche ore della celebrazione americana di Halloween.

Il motivo risiede nel titolo scelto

Ho lasciato Eros per colpa della setta. Lo amavo tantissimo, mi dissero che era negativo per me

Vi invito a leggere tutto il testo dell’articolo della testata prima di proseguire nella lettura del mio post, altrimenti non capirete di cosa stia parlando.

Se fossi Francesco Alberoni, avrei una teoria ben strutturata per descrivere sociologicamente e psicologicamente la faccenda; non lo sono, perciò dovete accontentarvi della mia esperienza di vita.

Vista dall’esterno e da quanto possa capire, la situazione in quel periodo era piuttosto stressante, specie considerando che Michelle aveva ventuno anni:

  1. Sposata con uno dei cantanti più famosi d’Italia
  2. In piena carriera televisiva
  3. Madre di una bambina di meno di due anni

Non voglio scadere nel gossip, sto solo cercando i mettere in fila i fatti per porvi una domanda

Come vi sareste sentiti al posto suo?

Raggiunta una certa età, ci richiedono di essere maturi, ma nessuno ci insegna veramente a vivere: certo, ci danno delle regole, ma la cosa finisce lì. Noi, novelli Marty McFly, raramente possiamo fare degli esperimenti per provare a vivere e non abbiamo Doc Brown al nostro fianco: qualcuno di buono e paterno che ci spieghi cosa ha provato ai suoi tempi in situazioni simili alle nostre.

Quando affermo che è necessario ascoltarsi di più, mi riferisco anche a questo:

  1. Ascoltare chi è più giovane di noi
  2. Cercare di calarsi nei suoi timori, nelle sue aspettative e nelle sue domande
  3. Dire la verità in un linguaggio comprensibile e – soprattutto – mantenendo la calma

Voglio essere peggio….

Voglio essere il peggio perché quando ero il meglio nessuno lo apprezzato
Voglio essere il peggio perché quando ero il meglio nessuno lo apprezzato

Per salvare l’immagine che la mia amica Lucia ha impostato come sfondo della sua copertina Facebook ho dovuto lavorare un bel po’: lei ci avrà messo molto meno a prenderla dalla pagina Facebook essere donna.

Voglio essere il peggio perché quando ero il meglio nessuno lo apprezzato

La frase risulta ancor più eloquente grazie alla foto di una donna che mostra un inequivocabile dito medio.

Nonostante provenga da una pagina rivolta ad un pubblico femminile, questa sorta di aforisma riguarda tutti noi.

Nella mia vita è capitato varie volte un fatto che sarà capitato anche a voi, prima o poi: un presunto amico o un presunto gruppo di amici vi ha rivolto delle critiche per il modo di comportarsi o, per meglio dire, il modo di approcciare la vita (l’educazione è un’altra cosa).

Tralasciamo pure il fatto che di questa cosa me ne sto occupando con la mia psicanalista, quindi ci sto lavorando, vorrei farvi una domanda: con che titoli e con che coraggio può qualcuno venirci a criticare?

Ci sono solo due eccezioni

  1. Il qualcuno in oggetto è un nostro genitore, che ci conosce cellula per cellula
  2. Il qualcuno in oggetto si è arrabbiato per un torto che gli avete fatto

Presumo che molti di voi siano maggiorenni e che i minorenni abbiano dei genitori sufficientemente capaci per discutere civilmente con i propri figli.

Escludendo le eccezioni, la risposta è semplice: nessuno può criticarciHo già espresso il motivo, ma voglio rimarcarlo: nessuno può conoscervi quanto voi conoscete voi stessi. Va da sè che se qualcuno vi muove una critica immotivata, il dito medio è l’unica risposta che possa meritarsi.

I due passaggi successivi sono abbastanza logici:

  1. Allontanare o allontanarsi da questa persona
  2. Continuare la vostra vita