Ho preso una bella botta, ma tengo duro…

Ho preso una bella botta, ma tengo duro
Le dita della Iena Nadia Toffa fanno il segno di Vittoria sul letto dell’Ospedale San Raffaele di Milano

 

Il titolo del post di oggi non è l’inizio  nè di un aforisma, nè di un proverbio o di una frase qualsiasi, ma le prime parole del messaggio postato su Facebook dalla Iena Nadia Toffa  dalla camera dell’Ospedale San Raffaele di Milano dove è ricoverata a seguito del malore (o la botta, come la chiama lei) che l’ha colpita.

La frase di Nadia

Ho preso una bella botta, ma tengo duro

Fa ben sperare ma, nella sua semplicità, fa anche riflettere.

A volte la vita ci mette davanti a delle prove a cui dobbiamo per forza di cose tenere duro: la morte di una persona cara potrebbe essere l’esempio migliore, ma voi potete pensare a qualsiasi altra cosa. Se lasciassimo proseguire gli avvenimenti che ci accadono senza reagire in alcun modo, non useremmo

  • Testa
  • Cuore
  • Anima

Saremmo dei computer che, dotati esclusivamente di intelligenza artificiale, analizzano i dati dando la risposta più pertinente al problema che ci si pone davanti. Ragionando così, molti dei problemi non avrebbero soluzione.

La testa che citavo nell’elenco precedente ci permette di risolvere i problemi razionali, il cuore ci permette di mettere passione nella risoluzione degli stessi problemi, oltre a contribuire a risolvere le cosiddette questioni emotive, quelli che vengono comunemente definiti problemi di cuore.

Sull’anima occorrerebbe distinguere tra chi crede nella sua esistenza e chi no: userò il termine anima in un’ampia accezione del termine. Io lo definirei

tuttociò che non è possibile includere nei precedenti elementi: qualcosa di sottile e, pertanto, non percepibile o spiegabile

In parole più semplici, è il tenere duro a cui fa riferimento Nadia.  Proseguire per la propria strada, sentendo che è quella giusta, nonostante le difficoltà che ci si parano di fronte.

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