Grazie Coca cola

 

A volte non ci pensiamo, ma ci sono prodotti che hanno cambiato profondamente la nostra vita. È anche grazie a questi prodotti che viviamo in un determinato modo. Non mi riferisco ad elettrodomestici o a quella che definirei informatica di consumoma a cose come

  • Cibi
  • Vestiti
  • Bevande

Non so dirvi se è il caso di dire grazie per tutte le cose nuove: di certo, i vaccini sono stati una cosa buona, ma non so se possiamo dire la stessa cosa a proposito del cosiddetto Junk Food  o le bibite gassate.

A proposito di bevande, c’è – forse – qualcosa che abbia contribuito al cambiamento più della Coca Cola?

Non è un caso che Babbo Natale sia vestito con gli stessi colori sociali dell’azienda di Atlanta: il sito aziendale lo spiega meglio di quanto non possa fare io! Se non avete voglia di cliccare il link, sappiate che Babbo Natale veste di rosso solo dal 1934 (o – forse – dal 1931, se diamo retta a quanto scrive il sito ufficiale della coca cola)

Non mi considero né un filo-aziendalista, né un anti-aziendalista: sono semplicemente una persona che si rende conto di quanto le aziende contribuiscano a cambiare l’aspetto sociale della nostra esistenza.

Forse, quest’anno, la parola grazie perderà un po’ del suo significato affettivo, ma dobbiamo ricordarci del valore intrinseco di questa parola nei rapporti con gli altri.

Non lasciamo che un ringraziamento sia usato solo dalla pubblicità.

Secondo me, occorre dire grazie ogni volta che qualcuno ci fa un favore spontaneamente, senza pretendere nulla in cambio. In fin dei conti, quanto ci mettiamo a pronunciare cinque lettere? Quanto tempo ha richiesto a quella persona fare quel determinato favore?

Secondo me, occorre ringraziare molto spesso, anche quando le persone ci feriscono. Del resto, possiamo imparare anche in queste occasioni come non rapportarci con gli altri, perché dobbiamo vivere l’uno a fianco all’altro.

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