Soldati, 365 all’alba

Ho trentanove anni: non sono tanti, ma nemmeno pochi e, comunque, il tempo passa per tutti. Quando ero diciottenne, io e la mia generazione avremmo dovuto fare i soldati.

Partendo da questo pensiero, ho pensato di scrivere a proposito della canzone Soldati, che Umberto Smaila compose per la colonna sonora di Soldati, 365 all’alba.

Un film che noi Italiani di quella generazione capiamo benissimo, soprattutto se abbiamo fatto il servizio militare, e che dovrebbe capire anche qualche persona più simile alla figura del computer di Wargames che a quella dello statista, con varie differenze:

  1. Tra film e realtà c’è uno schermo di mezzo
  2. Il computer di Wargames aveva capito quale fosse la soluzione migliore

Anche se tradurre un film del genere per il pubblico americano mi sembra francamente impossibile, basterebbe tradurre il testo del brano e far porre l’attenzione sulla strofa

Tu che vai via,
per quale guerra e quale idea?
E quante volte penserai
a una risposta che non hai,
a una risposta che non hai

In genere cerco di fornire risposte, se non condivise, quanto meno condivisibili. Questa volta nemmeno io, come l’ipotetico soldato del brano, non ho una risposta. Sono certo, però, di una cosa: anche traducendolo, i signori della guerra non capirebbero il brano ed il suo messaggio, perché  – cozzando contro le idee messe in pratica per anni – non sarebbe capito.

La cosa mi fa incazzare e preoccupare parecchio: significa che chi dovrebbe guidare la vita delle nostre nazioni, non ha capito la vita stessa. Certo, fare lo statista non è esclusivamente pensare alla vita di tutti i giorni ma, in fin dei conti, è proprio questo il motivo per cui abbiamo votato questo o quel candidato.

Ho sempre più l’impressione che i candidati spostino la visione del problema su altro, non qualcosa che sta molto a cuore all’elettorato. Certo, ci sono le idee, ma forse sarebbe meglio risolvere problemi più importanti.

Un commento su “Soldati, 365 all’alba”

  1. Hai perfettamente ragione!!!
    ps bellissima la canzone di Smaila: descrive benissimo i sentimenti che provava chi doveva partire per il servizio militare obbligatorio!

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