Venerdì, non mi rompete i…

Partiamo da un assioma: oggi è venerdì. Una frase semplice, a cui ognuno può aggiungere ciò che vuole. Ligabue aggiunge un desiderio
Non mi rompete i coglioni

Non avrei potuto parlare del titolo e del testo della canzone in modo più diretto di così. Sicuramente, il desiderio è posto in maniera scurrile, ma molto efficace. La scurrilità non è maleducazione, ma solo un modo sgarbato di esprimere la propria opinione con sincerità.
Il venerdì sera abbiamo alcuni desideri contrastanti fra loro, che fanno parte della nostra vita quotidiana
  • Riposarsi
  • Divertirsi
  • Dedicarsi ai doveri che non riusciamo ad assolvere in altri momenti
Non potendo fare tutte e tre le cose, siamo costretti a fare una scelta, ma credo sia più corretto affermare che sia il desiderio a fare questa scelta per noi. Più siamo razionali, più è probabile che il nostro primo desiderio sia quello di pensare al dovere, nella speranza di avere un po’ di pace. Mi spiace deludervi ma, se ragionate così, finito di assolvere un compito ve ne verrà subito in mente un secondo.  Se, invece, avete il desiderio di divertirvi, forse vi verranno in mente anche alcuni doveri, ma direte a voi stessi
Lo faccio dopo, adesso ho bisogno di rilassarmi
Anche io cadevo in questo stesso errore: spesso tutto mi sembrava un dovere, non riuscendo a trovare spazio per il riposo o il divertimento. Il risultato era controproducente: mi sentivo spesso affaticato e non svolgevo i compiti che mi ero prefissato con la necessaria lucidità mentale. Il sabato e la domenica avrei potuto divertirmi, ma li trascorrevo poltrendo a letto o sul divano perché mi sentivo troppo stanco per fare qualsiasi altra cosa.
Una soluzione abbastanza concreta me l’ha fornita la psicanalisi: ho trasformato due ore di ogni giorno in un piccolo venerdì. Non si è trattato di fare una magia, ma di darsi un tempo – limite per pensare al dovere e poi dedicarsi al piacere, fosse anche solo ascoltare una canzone o leggere poche pagine di un libro. Mi perdonerete sicuramente un gioco di parole, ma credo che anche pensare al piacere sia – in un certo senso – un dovere: il piacere è quella cosa che ci permette di recuperare le forze fisiche e mentali per affrontare con produttività la giornata seguente.

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