Chi vive sperando, morì cagando

Quando ho aperto questo blog, l’ho fatto sperando che voi mi avreste letto. Il desiderio è stato a suo modo esaudito: vi ringrazio sinceramente per leggere ogni giorno i miei articoli.

Tuttavia, se avessi fatto affidamento solo sulla speranza, non sarei andato lontano. Come dice Diego Abatantuono nel film Mediterraneo, nella scena che vi lascio oggi, infatti

Chi vive sperando, muore cagando

Giusto sperare in qualcosa di buono, ma non possiamo attenderci che piova la classica manna dal cielo semplicemente con la speranza: occorre essere anche darsi un po’ da fare. So che può sembrare difficile, in un contesto sempre affrettato come quello attuale, ma abbiamo un’alleata dalla nostra parte: la notte.

Cosa c’entri la notte con la speranza è presto detto: è il tempo migliore per i progetti a lungo termine, quelle cose che non possono essere realizzate dall’oggi al domani, ma richiedono di applicarsi con costanza.

Per esempio, se avete in progetto di scrivere un libro, è impensabile che lo possiate ultimare in un giorno. Dovrete applicarvi quotidianamente e, se vi manca l’ispirazione, potete dedicarvi ad attività collaterali, come la correzione di quanto già scritto.

L’importante è anche non prendersi troppo sul serio o, per meglio dire, realizzare il proprio progetto con la necessaria leggerezza: dovete in qualche modo divertirvi, far trasparire la passione che avete per l’attività che state praticando.

Per spiegarmi meglio, voglio fare l’esempio contrario: se cominciate a recitare con in testa l’obiettivo di vincere l’Oscar per il miglior attore protagonista entro due anni, non andrete da nessuna parte e sarete pervasi dall’ansia. Se, invece, vi divertite, potrete cominciare la vostra nuova attività sperando di conseguire un risultato importante a livello di carriera.

Detto molto più brevemente, dovete vivere con la leggerezza dettata dalla passione e non con l’ansia del successo o – più in generale – del risultato.

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