Metropolitana Milanese con carta di credito

Pagamento del biglietto con carta di credito contactless in metropolitana
Pagamento del biglietto con carta di credito contactless in metropolitana

Stando a quanto scrive Claudia Ricifari sul sito il milanese imbruttito, prossimamente i biglietti della metropolitana milanese si pagheranno con la carta di credito.

Anziché passare in edicola o in un punto di rivendita autorizzato ATM oppure utilizzare le emettritrici automatiche poste in qualsiasi stazione della metropolitana, basterà avvicinare la propria carta di credito al tornello per aprire le porte.

Proviamo ad immaginare una conseguenza del genere sulla vita di un qualsiasi utente dei mezzi pubblici. Ad una prima occhiata, il vantaggio sarebbe palese:

  • Niente più code per acquistare il biglietto
  • Nessuna scusa per i cosiddetti portoghesi

Il problemaè che l’innovazione riguarderebbe solo le stazioni della metropolitana, escludendo tutti gli utenti dei mezzi di superficie. Una persona abituata a trasbordare da un tipo di mezzo all’altro, come potrebbe accadere ad un qualsiasi turista, sarebbe quantomeno disorientata: perché pagare in un modo in un punto ed in un modo diverso quando l’azienda è la stessa?

Non dimentichiamoci, poi, che gli italiani usano malvolentieri strumenti di pagamento diversi dal contante, specie quando la spesa è di piccola entità. Credo che questo avvenga  per evitare  estratti – conto esorbitanti a fine mese, visto che si sono sempre dimenticati di controllare il proprio andamento delle spese online. Il motivo più probabile è – però – l’età media degli utenti dei mezzi pubblici. Durante la giornata, è frequente vedere anziani e bambini come passeggeri: due categorie di persone che non possono, per disposizioni di legge, o non vogliono, perché non sono abituati, ad usare strumenti di pagamento elettronici.

In ogni caso, se la nuova metodologia di pagamento andrà in porto, si tratterà di abituarsi alla novità, ma non credo che ci saranno problemi a lunghissimo termine; del resto, diciassette anni fa, ci siamo dovuti abituare all’euro, ed oggi è parte integrante delle nostre vite.

 

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