Chiamata d’amore creola

Avevo previsto di parlare della chiamata d’amore creola (becera traduzione via Google translate del titolo Creole love call) ieri, ma gli eventi hanno deciso diversamente. Rimedierò oggi.

Forse, più che il film Comedian Harmonists, per parlare di una chiamata d’amore servirebbe il film Sister Act, più precisamente la scena in cui Woopy Goldberg cerca di spiegare alle consorelle come ha ricevuto la chiamata dal Signore. Tutto questo sarebbe vero se guardiamo le cose superficialmente.

Tuttavia, usare suoni onomatopeici, senza un significato particolare nella lingua corrente, dà molto significato a ciò che possiamo definire una chiamata d’amore: non si può spiegare razionalmente.

Quante volte ci hanno domandato

Cosa ti ha colpito di lei la prima volta che l’hai vista?

non riuscendo a rispondere , perché una chiamata d’amore è la cosa meno razionale che possa esistere. Per quanto possiamo ritenere impossibile innamorarci di una determinata persona, credo che il destino ne sappia più di noi.

Lo stesso possiamo dire, se non dell’odio, quanto meno del non-amore, cioè di quando un sentimento non è corrisposto. Per quanto cerchiamo di esprimerlo a parole, un motivo non esiste. Le motivazioni che adduciamo sono spesso scuse per giustificarci nei confronti degli altri e per sentire meno il dolore. Del resto, per quanto l’amore sia passato, ricorderemo con nostalgia i bei momenti passati insieme.

Il dolore – ce lo insegna la medicina – non è nient’altro che il sintomo che qualcosa non sta andando (o non è andato) per il verso giusto e dobbiamo riorganizzare la nostra vita.

Siccome non saremo sicuramente pronti subito, il dolore ha anche la funzione di costringerci a riposare: ci occorre tempo per riprenderci dalle vicende che abbiamo subito. Se il dolore perdura per troppo tempo, però, dovete farvi aiutare…anche tramite voi stessi.

Non voglio fare esempi specifici su come fare: dipende dalla vostra indole, perché dovete fare ciò che sicuramente vi farà passare il dolore.

 

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