Niente birra da quello lì a Dorgali

Il cameriere che avrebbe dovuto servire la birra
Ritratto di Mamadou Niang. I clienti non volevano che servisse loro birra

 

Come avrete capito, non sono una persona razzista: non bado al colore della pelle, sia che si tratti di un amico, sia che si tratti di un cameriere che mi serve una birra.

Per altri individui, invece, il colore della pelle del cameriere che porta al tavolo la birra tanto agognata per calmare l’arsura sembra rendere la bevanda di un altro sapore, cosa che mi fa diventare razzista nei confronti dei razzisti.  A quanto riporta l’Huffington Post, infatti, in un locale di Dorgali, in Sardegna, il proprietario ha cacciato dei clienti che avevano espressamente chiesto di non essere serviti da Mamadou Niang, il ragazzo che vedete nell’immagine, diciottenne originario del Senegal.

Il razzismo esiste da tempo immemore: forse ha la stessa età della birra. Ne comprendiamo le implicazioni sociali e di altro tipo, eppure non riusciamo a venirne a capo.

Mi domando e vi domando:

Che differenza c’è tra una birra servita da un cameriere locale ed una birra servita da una persona che è venuta da noi, sperando di avere un po’ di serenità?

La risposta sembra scontata ma, evidentemente, non lo è visto il comportamento che qualcuno tiene in circostanze come quella che ho appena descritto. Immagino che gli avventori fossero nel locale per semplice divertimento, mentre Mamadou Niang era lì per fare il proprio lavoro.

Quando parliamo di lavoro, non dovrebbe essere importante il colore della pelle o la nazionalità (a dir la verità, non dovrebbe essere importante in nessun caso); da clienti, dovremmo valutare la professionalità e la competenza di chi ci serve, magari considerando anche che – dietro la divisa – c’è sempre una persona con i propri problemi personali…e dover abbandonare il proprio Paese per cercare un po’ di serenità non mi sembra una cosa di poco conto.

 

 

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