Gondoliere perde le staffe

In questo modo mi sento di riassumere la notizia riportata da più parti tramite il video che vedete, in cui un gondoliere in servizio lungo i canali nota dei turisti francesi che hanno deciso di fare il bagno in laguna, probabilmente complice il gran caldo di questi giorni. In modo educato, il veneziano fa notare ai francesi che stanno facendo il bagno in un luogo tra i più belli del mondo in cui vige il divieto di balneazione. 

Sarebbe troppo semplice bollare come imbecilli le persone autrici del gesto, seconde solo a quelle che anni fa danneggiarono la Fontana di Piazza Navona a causa di un bagno.

Pur essendo garantista, non posso non notare un certo menefreghismo per quanto riguarda i beni pubblici in generale e i luoghi storici in particolare, come se pagare le tasse o il biglietto di ingresso ci autorizzasse ad utilizzarli anche in modo scorretto.

Il fatto che possiamo godere di uno spettacolo di qualunque tipo non implica che possiamo adoperare lo spazio relativo a nostro piacimento.

Sembra strano, ma questo menefreghismo è figlio della solitudine del nostro temposiccome gli altri non ci considerano, noi non consideriamo gli altri, collettività inclusa.

Il gondoliere è la prova che le cose non stanno esattamente così: gli altri ci vedono ma, nella maggior parte dei casi, non si permettono di intervenire. Tuttavia, prima o poi, incontreremo qualcuno sul nostro cammino che ci farà notare il nostro errore. A questo punto, la scelta spetta a noi:

  1. Possiamo mandarlo ascoltarlo
  2. Possiamo mandarlo al diavolo
  3. Possiamo trovare il nostro personale modo di seguire il consiglio

Molto dipende dal tono con cui avremo parlato: se il gondoliere avesse usato la seconda strategia, non saremmo qui a complimentarci con il suo operato. Vi suggerisco, a seconda della posizione in cui vi trovate, di prendere esempio dal gondoliere o dai turisti.

Rispondi