Il tifo contro è roba da frustrati e da sfigati

Il tifo contro è roba da frustrati
Il tifo contro è roba da frustrati

Subito dopo il Gran Premio di Monza di quest’anno, Paolo Beltramo (il noto giornalista, fra i primi a dare notizia della morte di Simoncelli), ha commentato con un tweet il tipo di tifo a cui ha assistito durante la gara

Sempre pronti a distinguerci per classe ed eleganza: anche a Monza fischi assordanti per Hamilton come al Mugello per Lorenzo. Il tifo contro secondo me è roba da frustrati. E da sfigati.

Anche io, quando andavo a fare il tifo per la mia squadra del cuore, mi sentivo un po’ abbattuto, spesso criticando i calciatori perché potevano giocare meglio. Un po’ di rivalità contro i tifosi della squadra avversaria c’era sempre, non lo nego, ma da qui a fare l’uccellaccio del malaugurio contro qualcuno (che nemmeno conosco ) ce ne corre.

Fin quando queste manifestazioni si limitano ad una forma  verbale di tifo verbale (fatto di frasi talvolta anche simpatiche ed ironiche) all’interno di Stadi o di circuiti, la cosa è anche accettabile: non si può pretendere che ci si comporti in un luogo deputato allo sport come in una Chiesa.

A volte, però, quella che sembra una forma di tifo contro si rivela – in realtà – una forma di insulto contro la persona, quasi la si odiasse.

La domanda mi sembra lecita

Come si fa ad odiare qualcuno che nemmeno si conosce?

La storia ci insegna che un tizio che faceva l’imbianchino in Germania, con il tempo, è diventato Führer, uccidendo sei milioni di persone. Salvo rare eccezioni, nessuno di noi condivide questa visione, mi sembra abbastanza palese: perché deve essere condivisa – invece – una forma di tifo che rasenta il razzismo?

Credo che i motivi possano essere riassunti in pochi punti

  1. Paura di ciò che non si conosce
  2. Poca volontà a fare un passo avanti e cercare di conoscere il prossimo
  3. Tendenza a generalizzare

Mi sembrano problemi non di poco conto, ma risolvibili con relativa facilità, cercando di aprirsi di più al prossimo e alle nuove conoscenze.

 

4 commenti su “Il tifo contro è roba da frustrati e da sfigati”

  1. Il tifo è quella cosa che quando si vince ti attribuisce meriti di altri. Senza aver fatto altro sforzo che urlare a squarciagola. E spesso neanche quello. Inoltre, come nel caso in specie, alimenta odio e campanilismi. A me fa schifo….

    1. Grazie Joseph per il commento. Credo che ci sia un fattore psicologico non di poco conto. Molti (se non tutti) vorrebbero essere affermati socialmente e – magari – anche ricchi, solo pochi riescono ad esserlo veramente. Chi non ce la fa, si dedica al tifo. Potremmo definirla una forma di invidia.
      Non dimentichiamo che potrebbe essere anche un modo per sfogare le frustrazioni di tutti i giorni accumulate.
      Paolo Beltramo è un caso a parte: non so per quanti anni ha fatto il cronista sportivo…sa di cosa parla.

      1. Mi permetto di ribattere. Io non ho le caretteristiche di ricchezza o gran socialità che dici, eppure non sono tifoso. Sarà anche un modo di sfogare le frustrazioni ma è quello più facile possibile. C’è tanto bisogno di volontariato, ci sono tanti hobby, lavori interessi attivi. Questa è gente che ha voglia solo di stare a guardare….

        1. A ribattuta rispondo con ribattuta: è sicuramente un modo facile, non lo nego. Per lo “stare a guardare”, credo che dipenda dal fatto che molta gente stia a guardare con la scusa di essere appassionato di quello sport oppure di non avere tempo per fare altro; se gli parli di hobby o di volontariato, ti guardano come se venissi da Marte.
          Non mi permetto di giudicare, però questa è l’impressione che ho.

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