A che ti serve una gran casa?

Cosa serve in romanesco
A che ti serve essere alto se poi non sei all’altezza

Non serve tradurre dal romanesco all’italiano la frase che ho scelto oggi dalla pagina Facebook Informazione libera. L’elenco delle cose che dice è piuttosto lungo, se volete potete leggere il testo completo a questa pagina,  ma il mio verso preferito è

A che te serve ‘na gran casa ma nessuno che l’apprezza?

A tutti serve una casa, su questo non ci piove, eppure come ci faceva capire una nota pubblicità degli anni ottanta, casa è dove abbiamo i nostri affetti più cari.

Naturalmente, tanti penseranno ad alcune di queste persone:

  • Un famigliare
  • Un convivente
  • Un vecchio amore, magari con nostalgia

Sono sicuramente importanti, ma credo serva qualche persona in più. In fin dei conti, siamo circondati da persone ogni giorno, quando facciamo una qualsiasi attività fuori casa, ma li consideriamo passanti. Non pensiamo che sono persone anche loro.

Se anche voi, come me, prendete il tram tutte le mattine, vedrete tanta gente dirigersi sul proprio posto di lavoro, magari vedrete per qualche giorno consecutivo gli stessi volti.

Forse giudicherete la mia domanda provocatoria o, forse, retorica

Non vi sembra strano vedere sempre le stesse persone e non sapere nulla di loro?

Ponendo il quesito in questi termini, la risposta mi sembra scontata…Un po’ meno scontato è il motivo per cui ciò accade: abbiamo paura del prossimo. Siamo così impauriti che l’altro possa farci del male che non parliamo.

Se cominciamo a pensare che l’altro possa danneggiarci in qualche modo, non usciremo  mai da questa situazione di solitudine. Non è solo un fatto psicologico, ma anche un fatto politico ed economico: devo ancora conoscere quella persona che è riuscita veramente a migliorare la propria vita esclusivamente con le proprie forze.

Ironia della sorte, spesso cerchiamo aiuto tramite internet, perché crediamo di essere più protetti da una sorta di anonimato, ma ci vergogniamo anche semplicemente a chiedere l’ora al primo passante che capita sul nostro cammino.

La soluzione mi sembra abbastanza semplice: cercare di parlare di più con le persone che vediamo ogni giorno…Basta vincere un po’ di timidezza e un po’ di paura.

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