Chi sei, quando nessuno ti guarda?

Domanda: "Chi sei, quando nessuno guarda?"
Chi sei, quando nessuno ti guarda?

 

La domanda proposta oggi dalla pagina Facebook YourFlame  è più difficile di quanto non possa sembrare

Chi sei, quando nessuno ti guarda?

Trovo che sia già difficile descrivere chi siamo quando qualcuno ce lo domanda, figuriamoci cosa penso se si tratta di auto descriversi quando siamo soli.

Tutti si fanno un’opinione sulle persone che frequentano, pochi sono in grado di descriversi. Fare un autoritratto visivo è relativamente semplice: basta ricordarsi di guardarsi allo specchio ed avere una qualche dimestichezza con una qualsiasi forma di comunicazione, visiva o verbale, ed il gioco è fatto.

Guardarsi dentro, scoprendo veramente chi siamo, facendo i conti con

  • Pregi
  • Difetti
  • Passioni

Che ci contraddistinguono è molto più difficile: forse è per questo che siamo più propensi a notare i difetti altrui che ad ammettere i nostri.

Anche la persona più umile, forse per legittima difesa, avrà difficoltà ad ammettere i propri difetti. E’ proprio per questo che consiglio sempre di tenere una sorta di diario in cui annotare i propri pensieri: ciò che scriviamo sulla carta, magari di getto, non mente mai.

Il diario a cui dobbiamo affidamento ogni sera per annotare i nostri pensieri, non è un qualcosa da tramandare ai posteri: magari accadrà, ma non è questo il suo scopo principale. Il diario serve soprattutto a noi stessi.

Senza rendercene conto, cambiamo ogni giorno un poco alla volta, in base alle esperienze fatte. Annotare sulla carta ciò che abbiamo provato in quel momento, per poi rileggerlo tempo dopo ci farà scoprire la nostra evoluzione giorno dopo giorno, al di là dell’aspetto estetico.

La risposta alla domanda che l’immagine propone, a questo punto, sarà molto più semplice di quanto non vi possa sembrare adesso. Anche se qualcuno non vi crederà, non dovete preoccuparvi: scrivendo per voi stessi, sarete stati sicuramente sinceri. Se gli altri non vi crederanno, forse vi dispiacerà ma, in fin dei conti, è un problema loro.

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