Mi piace prendere a calci le cose

A Lucy piace prendere a calci le cose
Mi piace prendere a calci le cose

 

Non è la prima volta che parlo di una vignetta di Papel, che si rifà ai personaggi creati da Charles M. Schulz, mantenendone il carattere. In questo caso, mentre sta prendendo a calci un pallone, Lucy van Pelt dichiara a Charlie Brown

Mi piace prendere a calci le cose

Sicuramente, è sano prendere a calci un pallone o delle cose qualsiasi: è un modo  per sfogare la rabbia, senza ferire nessuno, e pazienza se romperemo qualche oggetto.

Purtroppo, a volte, anziché delle cose, prendiamo a calci delle persone, sia metaforicamente che letteralmente.  Presi dalla sicurezza e dalla convinzione delle proprie idee, offendiamo il prossimo che – appunto – è come prenderlo a calci.

Ho detto spesso che occorre ascoltarsi di più. Non lo intendo in senso solo letterale: tutti abbiamo una sufficiente dimestichezza con l’italiano per  comprendere e farci comprendere. Lo intendo, invece, in senso metaforico: pochi hanno dimestichezza a confrontarsi con gli altri. Convinti di essere nel giusto, non consideriamo che – a volte – la persona con cui stiamo parlando potrebbe sentirsi offesa dal nostro comportamento.

Per non offendere la persona di fronte a noi, occorre prendere in considerazione il suo carattere: se lo conosciamo sufficientemente bene, potrebbe essere facile capire in che modo porre un discorso, per quanto complicato, per non offenderlo.

Anche se una persona non vi sembra di vostro gradimento e le dareste volentieri un  calcio, vi consiglio di frequentarla per un po’ prima di giungere a conclusioni affrettate. Magari quello che vi sembra un pessimo carattere è semplicemente un modo brusco di porsi.

Non pensiate che occorra chissà quanto tempo per fare una cosa simile: nessuno può nascondere il proprio carattere a lungo.  Basta frequentarsi una volta a settimana per qualche mese e capirete se quella persona apparentemente ambigua è un buon amico oppure è meglio portarla a calci fuori dalla vostra vita.

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