Sagi Rei – What is love

Per una serie di coincidenze, questa settimana mi sono ritrovato ad ascoltare una cover  eseguita da Sagi Rei, che andrò ad ascoltare questa sera al Blue Note di Milano.

Non è tanto il testo di una famosa canzone dance come What is love ad aver suscitato il mio interesse quanto, piuttosto, come la stessa canzone cambi con la voce e l’arrangiamento di Sagi.

Attualmente, sembra che al mondo sia stato inventato quasi tutto; certo, dobbiamo ancora trovare una cura ed un vaccino per l’AIDS, tanto per fare un esempio, ma questo sarà un successo conseguito da scienziati.

Le persone che hanno altre competenze e che non aspirano al Premio Nobel o ad un altro premio che li distingua dalla cosiddetta massa, sembrano doversi accontentare di fare come Sagi:

  1. Prendere qualcosa di già esistente
  2. Adattarlo a proprio piacimento

Potrebbe sembrare una cosa banale e senza grande personalità, ma in realtà è proprio il contrario: ognuno di noi fa le cose a suo modo, rendendo ciò che fa unico ed irripetibile.

L’esempio classico sono le ricette di cucina: che le abbiate lette su un manuale o che siano state tramandate dalla tradizione famigliare, il vostro risultato sarà diverso da quello di vostra nonna o da quello del cuoco che ha scritto la ricetta originale.

Naturalmente, sul lavoro la questione è un po’ diversa: dovrete conformarvi alle direttive aziendali. Ciò, però, non vi impedisce di usare il tempo libero come meglio preferite, facendo le cose a vostro modo, sempre che ciò non vada a ledere la libertà altrui.

Anche quando fate qualcosa in gruppo potete mettere un contributo: il bello, in questo caso, è che il risultato finale non sarà uguale a quello di Sagi Rei, ma nemmeno uguale a quello che avreste immaginato. Infatti, il risultato sarà l’insieme di più menti che hanno collaborato fra loro.

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