Dolcetto o scherzetto? Trick or treat?

Dolcetto o scherzetto?
Dolcetto o scherzetto?

Fino a pochi anni fa, quando gli italiani parlavano di dolcetto, pensavano solo ad un tipico vino piemontese o – per i più acculturati – ad un aggettivo vezzeggiativo per il dessert. Negli ultimi tempi, invece, la frase

Dolcetto o scherzetto?

Risuona anche per le strade delle città italiane, non solo americane, in cui la traduzione risulta come nell’immagine proposta

 Trick or treat

Gli adulti a stelle e strisce guardano divertiti i loro figli girare per le vie travestiti in modo divertente più che pauroso. Gli adulti italiani sembrano infastiditi da questa nuova moda.

Anche se Halloween può non piacere a tutti, un dolcetto non si nega a nessuno, nemmeno quando il bambino è diventato adulto. Parliamo sicuramente di una tradizione alloctona.

La cosa drammaticamente simpatica di tutto questo è che diamo la colpa dell’importazione di Halloween alla televisione, non alla globalizzazione. Viceversa, quando i cinesi hanno importato la tradizione cristiana del Natale in terra buddista, abbiamo dato la colpa alla globalizzazione. Credo sia il caso di decidersi se il colpevole sia la televisione o la globalizzazione.

Non credo ci sia molto da criticare da parte europea: è stato molto più dannoso il comportamento dei nostri avi cinquecenteschi in suolo americano che il comportamento americano su suolo europeo.

Inoltre, non credo che ricordiamo bene la nostra vita in un’epoca in cui la nostra età non era ancora a due cifre. Fatichiamo a ricordare il fatto che non ci interessava da dove provenisse una determinata cosa. L’importante è che ci piacesse, nonostante le rimostranze dei nostri genitori.

Giusto dare ai nostri figli un’infarinatura di cultura, intesa come usi e costumi locali,ma occorre far notare loro anche le diversità fra un Paese e l’altro. I primi a capire che offrire un dolcetto ad un bambino che bussa alla nostra porta il 31 ottobre di ogni anno, però, dovrebbero essere gli adulti, capendo che è solo una sorta di importazione culturale, che sembra andare bene solo quando non infastidisce i benpensanti.

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