Una palermitana a Milano

Non sono di origine palermitana, come Teresa Mannino, ma essendo nato a Sondrio anche io – come lei – ho notato qualche caratteristica dei milanesi che può risultare strana agli occhi di un forestiero.

Così come una palermitana può ridere di un milanese, anche un milanese può ridere di una palermitana. Restano valide solo due regole

  1. Non offendere
  2. Non offendersi

Per quanto riguarda il primo punto, credo sia abbastanza comprensibile: le persone non si offendono per l’origine palermitana di Teresa, ma avrebbero ben ragione di farlo se dicesse

I milanesi sono tutti cretini

O qualcosa di simile. Sul secondo punto, le persone – a volte – sono troppo suscettibili: si offendono se qualcuno fa notare loro le idiosincrasie difendendosi perché le ritengono giuste, in base a chissà quali parametri.

Un modo per non cadere in questo problema è girare il mondo con una mentalità il più possibile aperta: permette di conoscere altre culture, facendoci notare che ogni popolo ha i suoi usi e costumi. Possono sembrarci strani, magari fuori contesto in alcune situazioni, ma sicuramente non sbagliati a prescindere.

Come ci insegna la comicità, possiamo ridere sia delle altre persone, sia di noi stese: l’importante è conoscere gli altri e conoscere noi stessi.

A livello di singolo individuo, la cosa è complicata, ed ancora più difficile è osservare le altre persone. Ciò è vero fino ad un certo punto: occorre guardarsi attorno, con spirito critico, non per dileggiare gli altri, ma per comprenderli.

Invece, molto spesso, potremmo essere seduti di fianco ad una palermitana durante un viaggio in metropolitana e non accorgersi del suo accento, presi come siamo dalle nostre preoccupazioni ed i nostri doveri.

Se posso darvi un consiglio, la mattina – ammesso che non siate veramente in ritardo in ufficio – trascorrete il tempo osservando le persone intorno a voi: non per criticarle, ma per notare che il mondo è fatto da tante diversità.

 

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