Carabinieri in servizio con il telefonino: la foto è virale

Carabinieri col telefonino
Fotografia dei Carabinieri pubblicata da “Il Corriere della Sera”

 

Chiedo scusa se non pubblico articoli con regolarità in questi giorni: pur non essendo arruolato nell’arma dei Carabinieri, il lavoro mi assorbe molto tempo.

A quanto riportano Il Corriere della Sera, da cui provengono sia l’immagine che vedete che la notizia pubblicata,  scegliendo il titolo

«Carabinieri in servizio col telefonino»: la foto è virale. E arriva il divieto dal comando dell’Arma

alcuni appartenenti all’arma dei Carabinieri – quella vera – non si fanno troppi problemi ad utilizzare i propri smartphone in servizio. A seguito di questa immagine, il Comando generale dell’Arma ha vietato l’uso dei telefonini di nuova generazione durante il servizio per non compromettere la soglia di vigile attenzione, come è chiamata nella circolare diramata a seguito della vicenda.

La vicenda, forse, sarebbe passata inosservata se avesse riguardato i dipendenti di una qualsiasi azienda privata: anziché prendere un caffè, preferiscono sfruttare una breve pausa per

  • Mandare messaggi
  • Consultare internet
  • Dare un’occhiata ad un qualsiasi social network

Non è sicuramente un bel vedere, ma nessuno dice niente. Non voglio nemmeno dire che quello dei carabinieri è un lavoro che non richiede concentrazione od altri doti. Faccio notare, però, un particolare: chi ha scattato questa fotografia, probabilmente ha osservato solo per pochi istanti i soggetti ritratti. Un tempo troppo lungo lo avrebbe probabilmente tradito. Potrebbe averli spiati forse un po’ di più, ma non potrà mai sapere cosa hanno fatto nelle ore precedenti.

Inoltre, basterebbe cercare qualche informazione in più per sapere che qualunque persona ha un limite nella cosiddetta soglia di attenzione. Nessuno ne è immune. Nemmeno un carabiniere

Vedendo la cosa dal punto di vista dell’Arma dei Carabinieri, la circolare è sensata: in parte perché stiamo comunque parlando di militari, in parte perché si tratta comunque del proprio dovere di superiori far notare ciò che non va. Tuttavia, chi non conosce veramente come stanno le cose, biasima troppo presto.

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