Solo i buoni muoiono giovani

 

I più giovani hanno avuto modo di conoscere i Queen in questo periodo grazie al film di Bryan Singer, magari uno o più di quei giovani erano presenti sono tra le vittime della strage in discoteca.  A loro dedico, nel mio piccolo, la canzone di stasera.

Siamo a dicembre, un tempo in cui siamo siamo portati a pensare alle Feste. Un po’ per abitudine, un po’ perché ci lasciamo coinvolgere dal clima festoso, siamo portati a pensare che in questo periodo non possa accadere nulla di male.

I più giovani, poi, dovrebbero essere spensierati per definizione: come si suol dire, hanno tutta la vita davanti. Non pensiamo che anche loro hanno dovuto sopportare degli eventi non certo facili per nessuno, quest’anno o in un passato meno recente

  1. La morte di un caro
  2. Ansia e stress dovute ai doveri scolastici
  3. Problemi personali

I giovani non dovrebbero sopportare tutto questo ma, purtroppo, le difficoltà non risparmiano nessuno. Non posso fare a meno di pensare che ognuno di loro aveva il proprio carattere, magari non proprio confacente alle aspettative genitoriali, ma che rendeva ogni singolo ragazzo unico ed irripetibile, come lo siamo tutti, del resto.

Le famiglie, nei prossimi anni, avranno difficoltà a celebrare le Feste, che cadranno in concomitanza con l’anniversario di un evento tragico, così come accade anche per chi ha perso qualcuno a Piazza Fontana.

Difficile dispensare ottimismo quando una tragedia ci colpisce. C’è – però – una verso  della canzone che ho scelto che, secondo me, è un messaggio per chi resta

Un’altra situazione complicata
Finisco con l’ affogare nel blues
E mi ritrovo a pensare
Bene – cosa faresti tu?

Questo verso ci dice non solo che il ricordo di chi ci ha lasciato non ci abbandonerà mai, anche quando sembra che non ci stiamo pensando. Ci dice anche che anche i più giovani, nella loro breve vita, ci hanno insegnato.

 

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