Banksy colpisce ancora sul muro di un garage

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Ciò che mi colpisce sempre di Banksy è la sua capacità di sbatterci in faccia la sua visione della vita restando nell’anonimato.

Come potete vedere dal video pubblicato dal sito La Repubblica, su un muro di Port Talbot, una città inglese considerata fra le più inquinate del mondo, Banksy ha disegnato un bambino sotto la neve con tanto di slitta. Peccato che la neve non sia tale, ma sia cenere proveniente da un cassonetto in fiamme.

Non spetta a me dire cosa colpisce di questo lavoro: spetta ad un critico d’arte. A me spetta l’ingrato compito di analizzare un punto fondamentale: finché qualcuno non ci sbatte in faccia la realtànon siamo disposti a vederla. Non negherò mai il fatto che la vita – pur tra alti e bassi – sia fondamentalmente bella da vivere. Tuttavia, questo non vuol dire che dobbiamo fregarcene di quanto accade ogni giorno nel mondo.

Se ci concentriamo sul mondo come lo conosciamo oggi, colpisce sicuramente il fatto che – in genere – deleghiamo ai politici quel cambiamento che tanto desideriamo. Tuttavia, dimentichiamo il nostro principio di libertà, che ci permette (anche) di comunicare ciò che – secondo noi – non va nel mondo e, se ne abbiamo la possibilità, di agire concretamente.

Se pensiamo in termini generali, sono più le persone che si limitano a fare una donazione Natalizia a qualche associazione che le persone che (anche da sole, per esempio comunicando, come faccio io) agiscono concretamente.

Il segreto per passare da una parte all’altra della barricata…è un non segreto. Una qualsiasi forma d’espressione, se ben utilizzata, colpisce sempre nel segno. A meno che che non si tengano i propri lavori (di qualsiasi genere) nel cassetto, qualcuno ne verrà a conoscenza.

Non trovate sicuramente meglio dedicare le vostre serate ad un qualsiasi hobby creativo?

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