Una nuova categoria, ancor più strana

La nuova categoria post- verità
Post-verità: una nuova categoria e ancor più strana

 

Non so se avete mai capito come scelgo la categoria dei miei post: a volte non è semplice, perché uno stesso concetto può essere espresso sia da un’immagine che da una frase. La cosa mi ha fatto sempre sentire un po’ in imbarazzo, almeno fino ad oggi.

La vignetta ambientata in una biblioteca pubblicata su Facebook dalla mia amica Paola dovrebbe appartenere alla categoria delle barzellette o delle freddure, imperniata di un certo humor britannico, dato che la frase è in inglese, ma io vi darò solo la traduzione

È una nuova categoria e ancor più strana

riferendosi alla corsia dedicata alla cosiddetta post-verità.

Se non fosse una vignetta, anziché ridere ci sarebbe da piangere. Se è vero che internet è una miniera di informazioni, molte di queste sono date da fonti inaffidabili.

Molte persone credono di potersi informare solo tramite la rete, giungendo ad un sapere tanto diffuso quanto democratico. Non solo: basandosi su ciò che io chiamo sentito dire, pretendono anche di scrivere dei libri.

L’esempio classico sono le teorie scientifiche messe in discussione anche quando non ci sarebbe nulla da discutere, dal terrapiattismo in giù.

Non sono contro internet o contro le persone che cercano di conoscere meglio il mondo informandosi in ogni modo che possono: sono contro coloro che escono da questa categoria pretendendo di passare dalla parte degli insegnanti sapendo poco o nulla, ma portano avanti le loro idee con estrema convinzione.  Il motivo è semplice: mi sembra che non ascoltino gli altri.

Potreste pensare (giustamente, poiché siamo in democrazia) che io voglia propugnare una verità non scientifica su queste righe, comportandomi come uno dei tanti leoni da tastiera che popolano il web. Non nego di poter dare quest’impressione, ma sappiate che ciò che scrivo è frutto della mia esperienza di vita diretta.

Per passare dalla categoria dei leoni da tastiera a quella delle persone il segreto è solo uno: vivere sulla propria pelle esperienze belle e brutte. Inoltre, occorre quella curiosità che vi fa sempre dubitare di ciò che sapete, scegliendo – però – solo fonti affidabili. Stabilire quali siano non è difficile, eppure non lo facciamo quasi mai.

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