Contro tutte le probabilità

Ieri ho acquistato su Amazon un cofanetto con tutta la discografia di Phil Collins da solista, intitolata Take a look to me now, il sottotitolo di una celebre canzone dell’ex Genesis, il cui titolo vero sarebbe Against all odds, ovvero

Contro tutte le probabilità

Leggendo la traduzione, risulta subito chiaro che le probabilità di cui parla il buon Phil siano quelle di un ritorno in amore. Tuttavia non è l’unico ambito della nostra vita con cui abbiamo a che fare con delle probabilità.

In un certo senso, tutto a ha che fare con le probabilità: l’unica cosa sicura nella vita è la morte. Non è nemmeno sicuro che riuscirete a dormire con tranquillità questa notte.  Rinunciare a qualcosa semplicemente perché pensiamo che una certa cosa non sia alla nostra portata, significa – in pratica – non vivere.

Vediamo la stessa cosa da una prospettiva diversa: forse non è alla vostra portata ora, ma potrebbe esserlo in futuro. Non si tratta di affidarsi semplicemente al caso o, se preferite questo termine, alla fortuna. Si tratta di prepararsi bene.

Non sempre le probabilità sono a nostro favore, anzi. Per esempio, se voleste vincere la prossima maratona di New York, dovrete competere con i migliori maratoneti mondiali e riuscire a completare il percorso in poco più di due ore.

Che si tratti d’amore, sport o lavoro, i casi sono solamente due:

  1. Lasciare fare al fato, al destino o a qualunque altra cosa in cui credete
  2. Agire attivamente per conseguire un risultato

Sinceramente, la seconda opzione mi sembra quella con la più alta probabilità di successo rispetto alla prima. La certezza del successo non ve la potrà dare nessuno, ma saprete sicuramente che non vi siete lasciati trasportare dalla catena di eventi che vi hanno condotto fin qui in modo passivo.

Non solo: anche se non avrete avuto successo, avrete comunque imparato qualcosa di nuovo.

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