Caramelle

A tutti noi, in tenera età, sarà capitato che i nostri genitori ci ammonissero di non accettare caramelle dagli sconosciuti. Pierdavide Carone e i Dear Jack hanno usato questo modo di dire per intitolare la canzone che avrebbero dovuto presentare alla prossima edizione del Festival di  Sanremo.

Evidentemente, Claudio Baglioni e gli altri componenti della giuria selezionatrice non hanno apprezzato le caramelle del titolo, visto che il brano è stato escluso dalla competizione. Più probabilmente, hanno giudicato il testo poco idoneo.

Non voglio entrare nel merito della discussione, ma è chiaro che ci sono argomenti della vita di cui non si vorrebbe mai parlare. Trovo invece necessario parlarne. Naturalmente esiste modo e modo per parlarne.

Quando si parla di certi argomenti, il modo è molto importante. Dare ulteriore peso ad un argomento già pesante di suo rischia di essere controproducente. I discorsi faccia a faccia, prendendo in disparte colui al quale vogliamo comunicare una  notizia grave rischia solo di creare disagio ed ansia. Ancor peggio, poi, se tenderemo ad usare la forma imperativa nel nostro discorso.

Qualunque persona disprezzerà una frase che dica

Devi fare così

Molto meglio raccontare la propria storia o, se preferite chiamarla così, la vostra esperienza personale.

La persona che vi sta ascoltando capirà che sapete di cosa state parlando perché l’avete vissuto sulla vostra pelle. Se vogliamo, è proprio la strategia che hanno usato gli autori del testo per parlare della pedofilia.

Se vogliamo, è l’esatto contrario di ciò che si fa a scuola, in cui spesso la maestra non solo vieta (giustamente, anche se il modo non è il più opportuno) di accettare caramelle dagli sconosciuti, ma redarguisce gli scolari che mangiano le caramelle.

Si chiama musica leggera perché si ascolta più facilmente della musica classica, non perché non può parlare di argomenti impegnati!

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