Super Mega Iper

 

Musicalmente parlando, sono un eclettico: ascolto tuttociò che mi capita a…orecchio.

Credo che ci sia modo e modo di fare rap, così come c’è modo e modo di fare musica: Baby K fa rap e musica in modo intelligente.

Chi – per citare il ritornello di questa canzone  – non vorrebbe una vita super mega iper?

Ognuno può dare una  propria definizione di una vita così: personalmente, credo che sia una vita in cui una persona riesce a coniugare dovere e piacere contemporaneamente. Avete presente quando una persona riesce a fare il lavoro che ha sempre sognato? Ecco, una vita così…

Ho parlato di lavoro, ma il discorso può estendersi a qualsiasi ambito della vita:

  • Famiglia
  • Amicizie
  • Interessi

Non ho citato volutamente il denaro. Se pensate che vi abbandoni con una citazione tipo

Il denaro non fa la felicità

vi sbagliate di grosso!

Vi lascio con un esperimento: scrivete su un foglio di carta dieci vostri desideri. Poi prendete quello che – secondo voi – è più facile o rapido da realizzare…e realizzatelo! Infine, passate al secondo desiderio.

Benvenuti nella vostra vita supermegaiper.

I've become comfortably numb

 

Oggi su Facebook avevo promesso di scrivere a proposito di una frase. L’umore, però non è adatto: credo che questa sera ci vogliano i Pink Floyd.

Nonostante l’album The Wall sia universalmente riconosciuto come la storia di Pink in varie fasi della vita, sembra che Roger Waters e soci abbiano attinto a piene mani dalla mia storia: poiché l’album è uscito il 30 novembre 1979, solo 9 mesi dopo la mia nascita, mi dà una sensazione di preveggenza.

I’ve become comfortably numb

La traduzione del verso sarebbe

Sono diventato piacevolmente insensibile

Sto lavorando per diventarlo: la vita mi sta chiedendo troppo…

"Don't stop me now" dei Queen è la canzone più positiva di tutti tempi

Adoro i Queen, pur non avendo una canzone preferita: non mi piace stilare la classifica dei miei cantanti preferiti.

Navigando sul sito de L’Huffington Post, ho ritrovato questa notizia del 2015

“Don’t stop me now” dei Queen è la canzone più positiva di tutti tempi. La rivelazione in uno studio scientifico

Non c’è dubbio che il ritmo e il testo siano allegri e trasmettano ottimismo.e divertimento. Rispetto alla media di brani più attuali, Don’t stop me now è sicuramente un brano allegro.

Non possiamo negare che ognuno ha il suo cantante e il suo brano preferito. Non importa che sia ottimista o pessimista: l’importante è che ci trasmetta qualcosa. Come dicevo in un altro postciò che conta è il messaggio.

Tutti noi abbiamo la nostra compilation preferita, da cui selezioniamo brani di nostro gusto in base al nostro umore. Abbiamo canzoni per tutte le occasioni:

  • Per svegliarci
  • Per concentrarci
  • Per rilassarci
  • Per ridere
  • Per piangere

Non c’è una classifica musicale o uno studio scientifico che può andare contro al nostro stato d’animoLa nostra percezione è squisitamente personale.

Non diamo molto peso agli studi scientifici: prendiamo del tempo per noi e ascoltiamo la musica che ci va in quel momento.

 

Non c'è più fantasia

 

Questa mattina la riproduzione casuale del mio IPod mi ha regalato il ricordo di Non c’è più fantasia di Eros Ramazzotti.

Questa canzone fu pubblicata nel 1994: parlando solo di fantasia, le cose sono drammaticamente peggiorate. Allora c’era forse ancora qualche speranza di recuperarla, ma oggigiorno la fantasia è morta.

Non so quale sia la causa:

  • Forse l’età mi ha reso meno fantasioso
  • Forse sono rimasto drammaticamente traumatizzato dall’11 settembre 2001
  • Forse…chissà cos’altro?

I programmi televisivi sono tutti uguali, non ricordo quale sia stato l’ultimo film per il quale mi sono emozionato.Fa parziale eccezione la letteratura, ma trovare qualcosa di fantasioso equivale al classico terno al lotto.

Comunque sia, sono anni che spero che la fantasia riprenda il posto che gli spetta in questa società. Economisti e politici si arrabattano per trovare una soluzione alla crisi, la gente comune cerca un modo per continuare a vivere dignitosamente, nessuno sembra riuscire a trovare il bandolo della matassa.

Forse ci vorrebbe un po’ di intuito…Ma come si fa ad intuire qualcosa se non c’è più fantasia?

 

 

Intro: il bello d’esser brutti

Il titolo della canzone scelta per questo post e quello del relativo album possono avere un significato oscuro se ci si lascia trarre in inganno dai pregiudizi. J-Ax non è tra i miei cantanti preferiti, ma trovo molto bella la canzone Intro: rispecchia molto anche me stesso.

Al primo ascolto, il titolo  ed il fatto che sia la prima traccia dell’album Il bello d’esser brutti mi avevano disorientato: mi sarei aspettato una breve Intro esclusivamente strumentale (come, del resto, avevo scritto nella mia recensione su ciao.it), invece si tratta di una vera e propria canzone.

L’accompagnamento non è assolutamente Rap ed il testo sembra un racconto autobiografico molto triste, quasi un diario. Il video che vedete, poi, mi ha emozionato ancora di più. Mi considero milanese d’adozione. Ho viaggiato tanto, ma mai come a Milano mi sento a casa: da fotografo, potrei dire che è il mio set preferito. Da circa un anno, inoltre, faccio il percorso dall’ufficio a casa camminando: una passeggiata di sette chilometri.

A parte questo, cosa c’entra con questo blog? Molto più di quanto si possa immaginare. A tutti può capitare un brutto periodo che ci costringe a ricominciare da zero. Non è facile, ma dobbiamo farlo: non ci sono molte alternative! È capitato anche a me: lasciate che vi racconti….

Circa due anni fa, ebbi dei problemi che mi portarono a bussare alla porta della mia attuale psicanalista. Quel giorno non potevo saperlo, ma oggi posso affermare con certezza che sdraiarmi sul lettino è stato come ricominciare da meno di zero.

Non vi sto incitando a consultare un terapeuta: dovete farlo solo se ne siete convinti. Ricordate, però, che tutti noi abbiamo delle risorse che ci possono aiutare in caso di bisogno. Se vi sembra che le persone che conoscete (amici, parenti, conoscenti, colleghi…) non vi capiscono, trovate del tempo per guardarvi dentro. Non serve necessariamente uno psicologo: è sufficiente che vi dedichiate un po’ di più a voi stessi, lasciando gli altri fuori dalla porta, anche solo per venti minuti al giorno.