Tutto vero

Quello che vi dirò di seguito è tutto vero, per citare il titolo di una canzone. Non ho mai fatto mistero che il mio gruppo preferito siano i Nomadi. Li ho scoperti – purtroppo – tardi, anni dopo che Augusto Daolio e Dante Pergreffi se ne andarono.

Ciò non toglie che trovi in molte canzoni di questo gruppo, anche in quelle più recenti, un messaggio: a volte un messaggio che può sembrare tutto di lotta, altre volte un messaggio tutto di speranza, più raramente d’amore, nel senso sentimentale del termine. Ciò non toglie che sia un messaggio che trovo sempre vero.

Come il testo di ieri, anche quello di oggi mi ricorda un consiglio da fratello maggiore: è un fratello maggiore diverso, più grintoso e – forse- incazzato con chi ha smesso di lottare…come, forse, avevo fatto io….Lasciate che vi racconti.

Ho trascorso molti anni cercando affetto e stima (qualsiasi cosa significhino queste parole) da parte di chi mi conosceva: parenti, amici, semplici conoscenti. Per farlo, ho scelto la via che ritenevo più semplice: ho fatto esattamente ciò che mi chiedevano gli altri. Oltre  a non ottenere i risultati sperati, ho avuto anche un problema non secondario: mi ero trasformato in una specie di robot, che eseguiva gli ordini ricevuti…e nulla più.

essuna passione, nessuno svago degno di questo nome: passavo le giornate a lavorare e a lamentarmi della mia vita vuota.

Devo ringraziare qualche persona e alcune cose per avermi salvato:

  • La mia psicanalista
  • Chi ha creduto veramente in me (Consolata, mi stai leggendo?)
  • La fotografia
  • La scrittura
  • I viaggi
  • La musica

Quest’ultima (oltre a fornirmi gli spunti per il blog) mi ricorda sempre che la vita non è fatta solo di doveri, ma anche  – per citare il testo di stasera – di forza e di passione: concetti che ho dimenticato per molto, troppo tempo…e che devo, anzi, voglio riprendermi per continuare a vivere!

 

 

Siamo nati a Milano

 

Quando ancora frequentavo le superiori a Sondrio, una mia compagna di scuola mi invitò a casa sua per ascoltare un po’ di musica. Credo che entrambi siamo nati con la musica nelle orecchie. Mentre la stanza si riempiva delle note della prima canzone, la mia amica disse questa frase:

Nelle canzoni, ciò che conta veramente è il messaggio

Allora, quella frase mi sembrò strana: non capivo cosa intendesse dire. Lo capii con il tempo: il testo di una canzone ha un messaggio. Non un messaggio nel senso semiotico del termine, ma un messaggio più personale, quello che l’autore voleva trasmettere nel testo.

Non importa dove abbiamo sentito una canzone o chi l’abbia cantata: l’importante è che a noi, semplici ascoltatori, un brano trasmetta un messaggio personale.

In questo caso specifico, non importa che Nati a Milano sia stata usata per una sigla televisiva o che a cantarla sia Giorgio Faletti, di cui non conosco certo tutta la discografia. L’importante è che – per me – abbia un messaggio.

Nel mio caso, credo che il destino abbia deciso subito che – un giorno – mi sarei trasferito a Milano. Mio padre ha frequentato l’Università a Milano e ci ha trascorso anche alcuni anni di lavoro, durante la mia infanzia. I suoi aneddoti di questi lunghi periodi mi hanno fatto innamorare di Milano ancor prima di conoscerla.

Anch’io, come mio padre ha fatto prima di me, ho frequentato e frequento Milano: prima come semplice turista, poi come studente fuori sede, attualmente come lavoratore. In tutti i casi, ho scelto io di andare a Milano. Le alternative non sarebbero certo mancate:  per esempio, avrei potuto studiare a Bologna,  tornare a Sondrio dopo la Laurea , trasferirmi all’estero o in qualsiasi altra parte d’Italia . Non ho fatto niente di questo.

Il motivo è semplice da spiegare, difficile da capire: credo che ognuno di noi abbia un suo luogo che raramente coincide con quello di nascita. Parafrasando il linguaggio burocratico, potremmo chiamarlo il luogo di rinascita. Non sappiamo spiegare bene il perché, ma in quel luogo ci sentiamo casa, anche se non siamo a casa.

Per me, ovviamente, quel luogo è Milano.

Intro: il bello d’esser brutti

Il titolo della canzone scelta per questo post e quello del relativo album possono avere un significato oscuro se ci si lascia trarre in inganno dai pregiudizi. J-Ax non è tra i miei cantanti preferiti, ma trovo molto bella la canzone Intro: rispecchia molto anche me stesso.

Al primo ascolto, il titolo  ed il fatto che sia la prima traccia dell’album Il bello d’esser brutti mi avevano disorientato: mi sarei aspettato una breve Intro esclusivamente strumentale (come, del resto, avevo scritto nella mia recensione su ciao.it), invece si tratta di una vera e propria canzone.

L’accompagnamento non è assolutamente Rap ed il testo sembra un racconto autobiografico molto triste, quasi un diario. Il video che vedete, poi, mi ha emozionato ancora di più. Mi considero milanese d’adozione. Ho viaggiato tanto, ma mai come a Milano mi sento a casa: da fotografo, potrei dire che è il mio set preferito. Da circa un anno, inoltre, faccio il percorso dall’ufficio a casa camminando: una passeggiata di sette chilometri.

A parte questo, cosa c’entra con questo blog? Molto più di quanto si possa immaginare. A tutti può capitare un brutto periodo che ci costringe a ricominciare da zero. Non è facile, ma dobbiamo farlo: non ci sono molte alternative! È capitato anche a me: lasciate che vi racconti….

Circa due anni fa, ebbi dei problemi che mi portarono a bussare alla porta della mia attuale psicanalista. Quel giorno non potevo saperlo, ma oggi posso affermare con certezza che sdraiarmi sul lettino è stato come ricominciare da meno di zero.

Non vi sto incitando a consultare un terapeuta: dovete farlo solo se ne siete convinti. Ricordate, però, che tutti noi abbiamo delle risorse che ci possono aiutare in caso di bisogno. Se vi sembra che le persone che conoscete (amici, parenti, conoscenti, colleghi…) non vi capiscono, trovate del tempo per guardarvi dentro. Non serve necessariamente uno psicologo: è sufficiente che vi dedichiate un po’ di più a voi stessi, lasciando gli altri fuori dalla porta, anche solo per venti minuti al giorno.