Marvin Gaye

 

So già che il titolo sia della cazone che del post possono generare confusione: non parlerò di Marvin Gaye, ma dell’omonima canzone in cui il ritornello

Let’s Marvin Gaye and get it on

 

è un incitamento sessuale.

Le immagini del video tolgono ogni dubbio: una festa scialba si accende man mano che Charlie Puth e Meghan Trainor cantano. Un modo ben diverso di trattare l’argomento festa da quello usato da James Blunt, di cui parlai a luglio.

contrasti sono molti: vi invito a trovarli e postarli come commento qui sotto.

A proposito di immagini: se vi state domandando

Dove hanno preso i soldi per realizzare il video?

Vi suggerisco di prestare attenzione alle inquadrature dedicate ad una certa macchina italiana: vi daranno più di un indizio. Nulla di illegale: in gergo, si chiama product placement.

Non considero nè il testo nè il video  volgari: Puth è stato abbastanza intelligente e furbo di scrivere un testo solo velatamente licenzioso ed esplicitamente ironico.

Trovo che l’ironia sia una bellissima qualità: l’importante è non abusarne…e, in questo caso, Charlie Puth non ne ha abusato.

 

Io rivoglio la mia vita…!

Parlo così spesso di vita sul mio blog, tanto da inserire sempre questa parola tra i tag di ogni articolo.

Ognuno ha una propria vita, questo è ovvio. Un po’ meno ovvio è ciò che canta Lighea .

A volte la nostra vita ci sfugge di mano, perchè condizionati da eventi esterni ed opinioni altruialla ricerca di una vita perfetta.

Basta leggere il testo per capire un concetto che riassumerei con la frase

Spesso ciò che è considerato bene non è ciò che ci fa stare bene

A volte, immaginiamo una vita diversa semplicemente cambiando qualche abitudine:

  • Cambiamo frequentazioni
  • Cambiamo lavoro
  • Cerchiamo di adottare uno stile più sano

Pensando ai vantaggi che avremo in futuro. Così facendo, facciamo un errore: cerchiamo un cambiamento di vita radicale, senza distinguere fra ciò che ci fa stare bene da ciò che ci fa stare male.

La verità è un’altra: i cambiamenti avvengono ogni giorno, senza che ce ne accorgiamo. Basta solo seguire un po’ di più l’istinto.

 

Tempo che se ne va….

 

Oggi devo rimangiarmi una frase detta tempo fa

Nelle canzoni, ciò che conta veramente è il messaggio

Mi rendo conto di essere stato troppo razionale, in un certo senso.

A volte, una canzone racconta semplicemente una storia: Tempo che se ne va è una storia semplice, di quelle che si raccontano ai bambini per farli addormentare.

Forse è proprio l’assenza del messaggio ad essere il suo punto di forza: permette alle emozioni di seguire un percorso libero, non prestabilito. Saranno le emozioni a dare un significato al testo.

In questo modo, la canzone avrà un significato diverso per ogni ascoltatore.

Forse è proprio questo che dobbiamo ricordarci nella vita: lo stesso evento avrà un significato diverso per ognuno di noi. Purtroppo, conformisti ed individualisti come siamo,  cerchiamo di convincere gli altri che la nostra visione del mondo sia la sola ed unica corretta.

Lo so: scritto così, il concetto sembra semplice…Ma avete mai provato a metterlo in pratica?

 

Cuore (Heart)

 

Non è un mistero che mi piacciano le cover: un cantante prende un testo famoso del passato e lo propone con un accompagnamento aggiornato, più vicino ai gusti musicali attuali.

È ciò che ha fatto Arisa (i cui testi sono spesso oggetto di rivisitazioni ironiche) con Cuore.

Ma perchè prendere un brano  di cinquantre anni fa?

Non potendo chiederlo alle dirette interessate, mi sono arrovellato il cervello per cercare una risposta.

L’unica risposta convincente che ho trovato è, forse, la più vera: non ascoltiamo più il nostro cuore.

Se allarghiamo la visione dall’amore ai tutti i sentimenti, mi sembra che abbiano fatto la fine di Rita Pavone: non li ascolta più nessuno… o quasi!

Esiste una sparuta minoranza, di cui fa parte anche il sottoscritto, che sa che i sentimenti contano…eccome! Le mie amiche Paola e Francesca (no, non sto leggendo la versione lesbo della Divina Commedia…sono effettivamente i loro nomi!) me l’hanno fatto capire con il tempo: chissà quanto hanno patito affinchè il messaggio giungesse a destinazione!

Ho avuto la sfortuna e l’incoscienza di non ascoltarli per anni, poi i sentimenti si sono fatti sentire…facendomi sdraiare sul lettino.

Non sono una persona che prodiga consigli, ma uno ve lo lascio: ascoltatevi di più!

 

Sempre noi

 

Mi capita spesso di pensare

Caspita, quanto è cambiato il mondo da quando sono nato

Non è necessario andare così lontano nel tempo per stupirsi dei cambiamenti: basta fermarsi agli anni novanta. Del resto, come cantano J-Ax e Max Pezzali in Sempre noi

Vent’anni son volati via in un attimo

In quegli anni:

  • Le fotografie erano solo analogiche
  • La moda era molto diversa
  • L’Iphone non era ancora arrivato

Il testo è volutamente nostalgicoconcentrandosi sugli oggetti di quegli anni. Non credo che, però, la canzone sia materialista, anzi.

La presenza di Mauro Repetto è quasi un simbolo: la classica lacrimuccia che riaffiora pensando alla vita di quegli anni.

Lo ammetto: i miei anni novanta sono stati piuttosto tristi, a causa di varie questioni.Anche io, però, ho dei ricordi piacevoli: le estati dal 1993 al 1996: ogni estate, una vacanza – studio all’estero, sempre nello stesso posto.

Come per i vostri anni novanta, quelle tre estati simboleggiano, per me, tanti ricordi piacevoli.

Nonostante siano passati tanti anni, però, siamo sempre noi.

L'estate sta finendo

 

 

All’inizio dell’estate ho parlato di un tormentone estivo del presente: quale data migliore degli ultimi giorni di agosto per parlare di un tormentone estivo del passato?

Nonostante il testo sia rimasto invariato, preferisco questa cover alla versione originale: ha – ovviamente – un accompagnamento più in linea con i nostri tempi e può contare sull’accompagnamento delle immagini in tema.

Forse i giovani hanno prestato più attenzione alla presenza del marchio di una nota marca di bevande piuttosto che a quella dei Righeira. Parafrasando un vecchio film, potrei dire

È il tempo, bellezza! E tu non puoi farci niente! Niente!

Forse è anche per rimandare al tempo che passa che il video è ambientato al tramonto, la fine della giornata  attiva: scesa la sera, come adesso mentre sto scrivendo ci sarà

  • Chi pensa a rilassarsi
  • Chi si dedicherà alla sua famiglia
  • Chi penserà alla giornata di domani

Non credo sia giusto pensare al domani, così come non è giusto pensare all’autunno: godiamoci queste ultime ore di 30 agosto e questi ultimi giorni d’estate.

 

Che abbia vinto o no

 

Stasera, appena avrò finito di scrivere questo post, mi guarderò il Il ricco, il povero e il maggiordomoche ha inserito nella colonna sonora la canzone Che abbia vinto o no  cantata dai rapper Emis Killa e Antonella Lo Coco.

Il rap  è un genere musicale nato nelle periferie cantato da gente di periferia, che hanno sognato tanto una vita diversa da quella in cui sono stati abituati fin dalla nascita.

Il video della canzone ne è un esempio: ambientato in un’anonima periferia (data l’origine lombarda di Emis Killa, potrebbe trattarsi di Milano, ma non ci giurerei), un ragazzo preadoloscente vive nel sogno di diventare calciatore.

Chi non ha mai avuto un sogno simile? Certamente, pochi sono riusciti a realizzarlo ma, come dice la canzone e mostra il video

I sogni vanno e vengono
ma se faccio un gol per me ok
che abbia vinto o no…

In altre parole: a volte non si raggiunge il sogno desiderato, ma spesso ci si avvicina…l’importante è provarci!

So che qualcuno che mi sta leggendo si starà facendo delle grasse risate, considerando che mi conosce e mi ha sempre considerato pessimista….Ma questa è un’altra storia.

 

Hoppípolla

Ogni tanto, navigando in internet,  mi capita di vedere dei video che usano come colonna sonora delle canzoni che non avevo mai sentito prima: spesso sono inglesi, altre volte italiane, più raramente in una terza lingua.

Fu un video amatoriale a farmi conoscere la canzone Hoppìpolla ed il gruppo islandese Sigur Ròs. Putroppo, il video originale sembra essere sparito da youtube perciò stasera ho dovuto ripiegare su Vimeo.

Rispetto alla media dei video italiani, la vicenda raccontata dalle immagini è molto più aderente al testo, raccontando le avventure di due gruppi di anziani che giocano come bambini.

Non posso negare che – dopo un iniziale sorriso – la vicenda raccontata dalle immagini mi ha fatto molto riflettere: invidio quelle persone che riescono a mentenere uno spirito leggero, nonostante l’età e le avversità. Viceversa, odio profondamente chi finge di essere così.

Tuttavia, non è mai troppo tardi per rimediare: basta avere il coraggio di affrontare le proprie paure e – se necessario – farsi aiutare. Ho capito che ciò può servire anche per relazionarsi con gli altri.

Arriverà l'amore

 

Una sola parola può avere molti significati: una di queste è amore. Siamo così abituati a definire l’amore come

Sentimento di affetto intenso basato sull’attrazione sessuale e sul desiderio di unione affettiva, verso una persona

che spesso ci dimentichiamo che si può provare amore verso:

  • I propri genitori
  • I propri figli
  • I propri amici
  • Persone dello stesso sesso

Senza – per questo – dover per forza andare a letto con tutti loro: basta una persona a condividere quel momento, uomo o donna che sia!

Il video e il testo di Arriverà l’amore ci ricordano proprio queste cose: un promemoria di Emma Marrone che sembra scolpito sulla pietra…e poi scagliato in fronte! Altro che i post-it di Francesco Sole!

C’è un modo giusto per provare l’amore? Sì e no: il modo giusto è quello che due persone consenzienti decidono di condividere reciprocamente. Impossibile dare una definizione univoca: in questo senso, aveva ragione Lao Tzu