C'è chi non ha ancora capito…

Frase anonima dal web
C’è chi ancora non ha apito che le persone a furia di essere ferite, alla fine se ne vanno

Chiedendo in giro, a volte mi rendo conto che alcune persone non hanno capito lo scopo finale del mio blog.  Fosse questo il solo problema, non avremmo di cui preoccuparsi. La vera questione è che molte persone non capiscono perchè sono state lasciate.

La frase di oggi spiega benissimo il concetto

C’è chi ancora non ha apito che le persone a furia di essere ferite, alla fine se ne vanno

Spesso ci sembra che la gente si arrabbi per questioni di poco conto: in realtà, dobbiamo considerare due aspetti

  1. La persona che abbiamo di fronte ragiona in modo diverso dal nostro
  2. Ciò che può sembrare di poco conto per noi può non esserlo per qualcun altro

Se è vero che esiste sia chi si arrabbia con poco, sia chi perde la pazienza dopo molto tempo, è sicuramente vero che non esistono persone che non si sono mai arrabbiate.

Se avete conosciuto una persona buona, probabilmente non l’avrete mai vista arrabbiata, ma può essere capitato che sia uscita dalla vostra vita. Il motivo è semplice: la avete fatta arrabbiare a furia di ferirla.

Spesso questa persona in passato vi ha fatto notare certe cose che le hanno dato fastidio, ma probabilmente voi non le avete prestato attenzione o – appunto – vi sembrava una cosa di poco conto.

Non sorprendetevi se non sentite quella persona da un po’ di tempo, probabilmente non la sentirete mai più, perché se ne è andata dalla vostra vita in punta di piedi.

 

Vuoi cambiare l'Italia?

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Vuoi cambiare l’Italia?

Il titolo del post di oggi sembra un manifesto elettorale: in realtà, è solo la frase che introduce un decalogo proposto sulla pagina Facebook Caffeina.

Vuoi cambiare l’Italia?

Non è una domanda retorica, ma un quesito a cui chi ha scritto il foglio rappresentato nell’immagine fornisce anche un decalogo.

Ecco l’elenco completo delle azioni proposte

  1. Rispettare le file
  2. Essere puntuale
  3. Non inventare pettegolezzi
  4. Svolgere bene il tuo lavoro
  5. Non sprecare acqua
  6. Dire per favore grazie
  7. Non gettare rifiuti per strata
  8. Goderti lo sport per ciò che è: un gioco
  9. Mettere la freccia quando svolti
  10. Parcheggiare correttamente negli spazi consentiti

Fatti salvi gli ultimi due punti, comprensibili solo da chi guida un qualsiasi mezzo a motore, credo saremmo tutti d’accordo sugli altri otto.

Messi in fila, gli obiettivi proposti sembrano piuttosto semplici da mettere in pratica per cominciare ad ottenere quel cambiamento di cui parlavo più di un anno fa.

La conclusione a cui sono arrivato mi pare piuttosto ovvia: non occorre essere politici per cambiare l’Italia, ma basta partire dalle piccole cose.

L’elenco proposto è solo uno spunto, ovviamente: visto che siamo prossimi all’inizio dell’anno nuovo, vi invito a compilare il vostro decalogo personale per cambiare vita anche se, ad essere sincero….io devo ancora compilare il mio!

 

Quando ignorare è sinonimo…

IgnorareSinonimoForzaSaggezza
Quando ignorare è sinonimo di forza e saggezza

Questa mattina, navigando su internet, ho scoperto il blog apri la mente, che ha recentemente proposto un articolo interessante, dal titolo

Quando ignorare è sinonimo di forza e saggezza

Il blogger (o amministratore del sito, che dir si voglia) sostiene che non sempre è necessario rispondere alle domande oppure alle persone, per esempio quando rischiamo di accendere una discussione: in questi casi, si rischierebbe di essere vittime dell’ansia e di perdere la serenità.

L’immagine che ha usato il blogger raffigura una donna che intima il silenzio, un gesto che può sicuramente richiamare ignorare qualcosa.

Se andiamo a leggere cosa significa il verbo ignorare, la definizione che troviamo sembra avvallare la tesi proposta

Fingere di non conoscere, dimostrare indifferenza o disinteresse verso qualcuno

 

Personalmente, credo che il consiglio sia quantomeno frettoloso. Ignorare una domanda significa ignorare anche la persona che l’ha posta. Quanto all’ansia, non mi ci è voluto molto per trovare definizioni psicologiche che rimarcano una cosa

L’ansia è la vita non vissuta

 

Trovo che ignorare una persona sia un modo per non vivere e, pertanto, alimentare l’ansia.

Se non volessimo interagire con nessuno, tanto vale ritirarsi a fare l’eremita, non vi pare?

Certo: occorre anche una risposta dall’altra parte…ma questo è un altro discorso.

Le ragazze non vogliono nè bracciali nè anelli…

RagazzeVoglionoNonBraccialiNonAnelliLetteraHogwarts
Le ragazze non vogliono nè bracciali nè anelli: vogliono la lettera per Hogwarts

Due giorni dopo aver scritto a proposito della pubblicità natalizia di Pandora, mi tocca tornare a parlarne.

Lo faccio grazie all’immagine scattata alla stazione della metropolitana di Cadorna, a Milano, e condivisa dalla pagina Facebook E a te se sei rimasto con Harry fin proprio alla fine.

Provocatoriamente, la frase sul cartello pubblicitario (guarda caso, verde) recita

Le ragazze non vogliono nè bracciali nè anelli: vogliono la lettera per Hogwarts

A parte questo, a livello sociologico, si potrebbe leggere la cosa sotto vari aspetti.

  • Fenomeno mediatico
  • Ironia o satira sociale
  • Effetto Boomerang

Lascio agli esperti questo genere d analisi: non è il mio campo. Io mi occupo di parole, canzoni e immagini, collegandoli alla vita di tutti i giorni. Voglio credere che il ragazzo della coppia ritratta abbia recepito per primo il messaggio. Essendo single, riesco ad immaginare nell’ipotetica scena anche il ragazzo dietro di loro, che sta sospirando, per vedere una scena d’affetto che a lui non capita da tempo.

Indovinare cosa abbiano effettivamente pensato richiederebbe delle doti di lettura della mente che nessuno possiede….ma nessuno ci impedisce di immaginarlo. A me piace immaginare che abbia pensato solo un momento ai regali di Natale, per poi concentrarsi sul momento che stava vivendo insieme alla sua bella….Ma voi potreste avere un’idea diversa dalla mia

Politica o spettacolo?

 

PoliticaSpettacoloRepubblicaBeppeGrillo
Politica o spettacolo?

Oggi è uscito il primo numero con la nuova veste grafica del quotidiano La Repubblica: è un fatto, non una pubblicità.

La pubblicità – quella vera – l’ha giustamente fatta il quotidiano stesso.

I pochi elementi che la compongono costituiscono un messaggio molto complesso.

Per comprenderla, occorre farsi una domanda, che il copywriter ha voluto provocatoria, scegliendo la frase

“Politica o spettacolo?”

Beppe Grillo potrebbe essere definito un uomo politico o un uomo di spettacolo, a seconda del contesto in cui lo consideriamo. Una scelta che spetterà ai redattori a seconda del caso, ma anche noi siamo portati a fare quasi ogni giorno una simile distinzione.

Potrebbe sembrare strano, ma non lo è: tutte le persone possono essere più cose contemporaneamente

  • Un amico può essere anche un collega
  • Uno sconosciuto potrebbe essere anche un compagno di viaggio
  • Un medico potrebbe essere anche parente di un paziente

Sono solo esempi, naturalmente: la lista potrebbe continuare all’infinito.

Al di fuori del contesto pubblicitario e giornalistico, è difficile definire in modo così esatto una persona. Non ci trovo nulla di strano se accade: vi ricordate per caso quando il vostro amico più fraterno è diventato effettivamente tale e non è stato più solamente uno dei tanti? Io stesso non saprei dirvi quando Consolata è passata dall’essere conoscente ad amica.

Non dobbiamo complicarci la vita più di quanto non lo sia già di per sé. Parafrasando ciò che suggerisce Francesco De Gregori in una sua famosa canzone

Prendetela come viene

 

Solo perchè qualcuno è morto…

SoloQualcunoMortoNonAndatoGothikaHalleBerry
Solo perchè qualcuno è morto, non vuol dire che se ne sia andato

Questa mattina mi sono risvegliato con in testa l’immagine della locandina del film Gothika del 2003 con Halle Berry, Robert Downey Jr. e Penelope Cruz.

Acquistai il DVD del film perchè attratto dalla frase sulla locandina, che potete leggere sotto il braccio sinistro della Berry

Solo perchè qualcuno è morto, non vuol dire che se ne sia andato

Se unite l’immagine alla frase, forse vi verrà in mente qualche altra associazione mentale oltre alla morte. Personalmente, penso all’angoscia e alla solitudine che si prova quando non ci sentiamo capiti…e non è necessario essere pazzi come nel film che ho citato.

Se pensate che il non essere capiti dalla maggioranza delle persone equivale, se non ad essere pazzi, quantomeno ad avere problemi psicologici, vi sbagliate di grosso!

Se è vero che viviamo tutti sotto lo stesso cielo, per usare un modo di dire che può non piacere ma che rende l’idea, è anche vero che ognuno di noi valuta il mondo secondo il proprio vissuto.

Questo può portare

  • Litigi
  • Rotture
  • Incomprensioni

In qualsiasi rapporto abbiate intessuto in passato, amicizia inclusa.

A volte mi domando

Si possono sistemare le cose in questi casi?

Non ho ancora trovato una risposta definitiva: di certo, come nella frase che vi ho proposto, possiamo considerare morta (psicologiamente parlando,ovvio) un nostro amico passato, ma non è come se non ci fosse mai stato.

Amare vuol dire…

 

Frase anonima
Amare vuol dire essere al supermercato e pensare: “Questo gli piace. Glielo prendo.”

Se non mi piacessero le immagini, sicuramente non avrei aperto questo blog.

Tuttavia, apprezzo anche la pagina Facebook Vabbè proprio per la sua assenza di immagini e per il fatto che ogni tanto proponga frasi anonime, che permette di concentrarsi solo sul testo

Amare vuol dire essere al supermercato e dire: questo gli piace. Glielo prendo

Vorrei domandarvi:

c’è bisogno di aggiungere altro?

Se è vero che l’amore può manifestarsi sotto molte forme, è anche vero che i gesti più apprezzati sono quelli più semplici

  • Una passeggiata insieme
  • Cucinare il suo piatto preferito
  • Aiutarsi a vicenda nelle faccende quotidiane

L’esempio personale che vi porto è proprio di ieri pomeriggio: stavo passeggiando in centro, perché non avevo nulla di meglio da fare in un grigio pomeriggio milanese. Osservando le persone che frequentavano la zona, sono stato colpito da un fatto: tanti sembravano lì semplicemente perché volevano trascorrere del tempo insieme e non era importante cosa stessero facendo in quel momento.

Fra pochi giorni comincerà l’affannata corsa agli acquisti natalizia. Sicuramente molti di voi si staranno domandando

Cosa gli regalo quest’anno?

La risposta è semplice: partendo dal presupposto che tutte le persone esprimono dei desideri durante l’anno, sicuramente alla vostra compagna o al vostro compagno sarà sfuggita una certa necessità o un certo desiderio. Escludendo che il desiderio corrisponda ad una Ferrari ultimo modello, poco importa il valore economico dell’oggetto: potete anche compralo al supermercato sotto casa. Importa che glielo regaliate, perché si sentirà ascoltata o ascoltato.

La ricerca della felicità

LocandinaRicercaDellaFelicitaWillSmithGabrieleMuccino
La ricerca della felicità

Solo in un caso precedente ho proposto una locandina parlando di un film. Anche in questo caso, lo faccio perché è difficile proporre una scena emblematica a proposito di La ricerca della felicità.

Forse la chiave di tutto sta proprio nella frase che è anche il titolo del film stesso.

A differenza del protagonista del film interpretato da Will Smith, le persone spesso non sanno quale sia per loro il significato della parola felicità. Certo, lo sanno spiegare in termini di vocabolario ma, se chiedessimo a venti persone un esempio di ciò che loro intendono con felicità, nel migliore dei casi otterremo venti risposte diverse, nel peggiore una sola risposta

Non lo so!

Non è difficile capire i motivi

  1. Non siamo mai contenti di ciò che siamo o di ciò che abbiamo
  2. Prendiamo a riferimento le vite altrui come esempi di felicità
  3. Consideriamo la felicità un breve momento che interrompe l’infelicità, quasi fosse uno spazio pubblicitario durante il film che viviamo in prima persona

Una cosa che mi colpisce sempre di questa pellicola tratta da una storia vera, e che dovremmo prendere ad esempio, è che il protagonista ha ben chiaro fin dal principio il suo scopo finale.

Non sempre nella nostra vita abbiamo questa fortuna: credo sia per questo motivo che spesso ci sembra di girare a vuoto, ma non è mai così. Credo fosse questo che intendeva Steve Jobs parlando a Stanford.

Sicuramente, è ciò che intendo io quando parlo di ascoltarsi di più: dobbiamo trovare il nostro scopo finale.

La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall'aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi

Frase di Audrey Hepburn
La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall’aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’amore.  

Che ci crediate o no, conosco di persona la modella che presta il volto alla campagna pubblicitaria della ditta IBC :a meno che la modella non mi dia il suo permesso, non vi rivelerò il suo nome nemmeno sotto tortura, perché tengo molto alla privacy di tutti.

Sinceramente, sull’immagine non c’è nulla da dire: un bel ritratto di una bella ragazza, ovvero ciò che ci vuole per una pubblicità cartacea ben fatta.

La frase usata come payoff merita sicuramente qualche riga in più, anche solo per il fatto che è stata pronunciata da Audrey Hepburn.

La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall’aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’amore.  

Come direbbe il proverbio

Anche l’occhio vuole la sua parte

e deve essere stato semplice per Audrey pronunciarla, dato che la sua bellezza trascendeva gli occhi.

Più degli occhi, comunque importanti, per stabilire un legame con una persona si dovrebbe guardare al suo cuore, ovviamente in senso metaforico, perché è la sede dei sentimenti.

Il problema è che sempre meno persone si aprono spontaneamente agli altri: forse per paura di essere feriti, un po’ meno per il timore di ferire il prossimo. In altre parole, siamo sempre più egoisti.

La soluzione continuo a ripeterla da tempo: aprirsi di più, che non significa solo dire agli altri i propri problemi, ma anche ascoltare quelli altrui e considerare il proprio interlocutore come persona.