Noi non siamo esattamente ciò che tutti vedono…

Frase di Angelo De Pascalis
Noi non siamo esattamente ciò che tutti vedono. Siamo ciò che pochi trovano. E che pochi, pochissimi comprendono

Le mie vacanze ed il mio viaggio a Berlino sono terminate. Potrei parlare di tante cose relativamente a quest’esperienza, ma parlerò solo di una: come avevamo organizzato, io e la mia ex-compagna di Università Giulia ci siamo incontrati, rivedendoci dopo dieci anni.

Nonostante il tempo passato, il feeling tra me e Giulia è rimasto inalterato: sono accadute tante cose, ma ci capiamo ancora al volo. Basta una mezza frase accennata e tutto risulta chiaro!  Putroppo, ciò non accade con la maggioranza delle persone che conosco e che frequanto anche ultimamente.

La frase di Angelo De Pascalis spiega benissimo questo concetto

Noi non siamo esattamente ciò che tutti vedono. Siamo ciò che pochi trovano. E che pochi, pochissimi comprendono

A quanti di noi è capitato di spiegare uno stato d’animo a molte persone, sentendoci subito compresi solo da poche di esse? Forse è questa l’alchimia dell’amicizia: non si può spiegare scientificamente, ma esiste.

Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita

Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita
Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita

Nell’ultimo post avevo promesso di postare un nuovo articolo non prima di lunedì , ma la frase di stasera calza a pennello: domani partirò per Berlino.

Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita

Ho già parlato molto di viaggi: perché scriverne ancora?

Il motivo è racchiuso proprio nella frase: non sarò lo stesso di prima.

Non ho programmato nulla, se non pochi monumenti e musei da visitare, e non sto pensando di cambiare volontariamente. Tuttavia, so che durante il viaggio accadranno varie cose

  • Accadranno degli imprevisti
  • Incontrerò persone nuove
  • Scatterò fotografie
  • Prenderò appunti

Ognuno di questi eventi può capitare a chiunque: quando tornerò, forse, mi sembreranno semplicemente ricordi.

Con il passare del tempo, però, quegli stessi eventi mi condurranno su una strada che io stesso non riesco ad immaginare.

È così per tutti. Permettetemi di proporvi un esperimento: cercate di ricordare l’ultimo giorno in cui avete fatto qualcosa di speciale. Dopo che l’avete ben visualizzato nella vostra testa, fatevi una domanda

Come sarei se non mi fosse capitata questa cosa?

Io non posso rispondere per voi. Di una cosa, però, sono sicuro: sareste diversi.

Ecco, per me i viaggi significano questo….

Music has changed

Music has changed
Music has changed

In questo blog, non parlo molto spesso di pubblicità: preferisco i testi più artistici, sia in caso di frasi, sia in caso di canzoni.

Certe campagne pubblicitarie, però, sono geniali….a volte, fin troppo. Restano scolpite nella mente del potenziale cliente ancor pù del prodotto reclamizzato.

Moma studios e lo studio pubblicitario che ha organizzato la campagna in corso in questo periodo a Milano sono stati geniali.

Nessuna immagine, solo uno sfondo nero a ricordare una lavagna scolastica e la scritta bianca

Music has changed

Lo ammetto: prima di oggi ero convinto che l’unica forma inglese accettabile fosse

Music is changed

Cosa che avrà sicuramente attratto anche altre persone, aumentando l’audience.

Tuttavia, sono accettate entrambe le formeNon traduco le frasi: sono abbastanza comprensibili. La prima forma, però, può farci sorgere una domanda

Cosa ha cambiato la musica?

Dando per scontato che tutti noi siamo almeno degli ascoltatori medi di musica e che sappiamo – almeno per sommi capi – di cosa stiamo parlando, potremmo rispondere facilmente a questa domanda facendocene un’altra

Come sarebbe un mondo senza musica?

Per favore: non trasformatevi in moderni compagni di Ulisse tappandovi le orecchie con la cera calda! Provate, piuttosto, ad immaginare come sarebbe andata a finire se l’uomo non avesse scoperto la musica.

Io ho un paio di risposte…ma credo che la faccenda sarebbe molto più complessa di quanto non la immaginiamo.

 

Le opinioni degli altri non sono la verità. I giudizi che emettono su di te dicono molto di più di loro che non di te stesso

Le opinioni degli altri non sono la verità. I giudizi che emttono su di te dicono molto di più di loro che non di te stesso
Le opinioni degli altri non sono la verità. I giudizi che emettono su di te dicono molto di più di loro che non di te stesso

Per questo blog, internet si sta rivelando la classica manna dal cielo. Per chi scrive, invece, è fonte di un po’ di disagio

La frase di oggi

Le opinioni degli altri non sono la verità. I giudizi che emettono su di te dicono molto di più di loro che non di te stesso

è stata pubblicata sulla pagina Facebook il mio mondo imperfetto, uno dei tanti luoghi virtuali in cui le persone sembrano parlare più a ruota libera e con più sincerità di quanto non facciano nei rapporti umani.

Nella vita reale siamo tutti soggetti al giudizio altrui: purtroppo, siamo criticati anche quando non dovremmo esserlo.

Se è logico e normale essere giudicati

  • Sul lavoro dai superiori
  • A scuola dagli insegnanti
  • In un circolo piuttosto altolocato

Un po’ meno normale è essere giudicati da chiunque per la vita di tutti i giorni. Giustamente, ognuno di noi ha la propria visione del mondo: tuttavia, non esistono prove scientifiche che una determinata visione sia l’unica corretta. Anzi, spesso è vero l’esatto contrario: siamo giudicati da altre persone senza che ci sia stato chiesta la nostra opinione.

Vorrei farvi una domanda:

Vi pare giusto?

Non tutti quelli che vagano si sono persi

 

Non tutti quelli che vagano si sono persi
Non tutti quelli che vagano si sono persi

Non ho mai molto amato il genere fantasy, ma comunque conosco John Ronald Reuel Tolkien e non nego che ogni librocontenga frasi che fanno riflettere.

Se pensiamo alla frase di stasera

Non tutti quelli che vagano si sono persi

potrebbe essere inserita in un qualsiasi racconto di viaggio.

Se pensiamo alla storia, l’uomo è stato nomade per millenni e solo successivamente è diventato stanziale.

Tuttavia, mi piace accostare questa frase soprattutto alla vita. Siccome non possiamo conoscere il futuro, potremmo dire che ogni giorno vaghiamo alla ricerca della nostra identità e di qualche risposta. Eppure, come dice Tolkien, non ci siamo persi.

Non dimentichiamo, poi, le persone che conosciamo ed incontriamo ogni giorno: potrebbero essere loro a fornirci le risposte che cerchiamo.

 

 

 

 

Un mundo novo

Motto delle Olimpiadi di Rio 2016
Un mundo novo

Diversamente dal solito, stasera non analizzerò frasi o immagini storiche, ma un motto: quello delle Olimpiadi di Rio, che cominceranno stanotte, all’una ora italiana.

Un mundo novo

Anche se so che è facilmente intuibile, la traduzione italiana sarebbe

un mondo nuovo

I motti sono un po’ i precursori degli slogan pubblicitari:

  • Brevi
  • Facilmente memorizzabili
  • Efficaci

A volte, velatamente o meno, sono anche giochi di parole: Rio non fa eccezione. Invertendo fra loro la prima e la seconda parola si ottiene, infatti

Un nuovo mondo

Non occorre certo cercare su internet o fare un grosso sforzo mnemonico  per ricordarsi

I colori seguono lo stesso principio. Io spero di poter vedere l’oro, l’argento e il bronzo sul tricolore e poter dire, parafrasando Marco Civoli

Il cielo è azzurro sopra Rio

 

Per anni ho aspettato che la mia vita cambiasse, invece ora so che era lei ad aspettare che cambiassi io

Per anni ho aspettato che la mia vita cambiasse, invece ora so che era lei ad aspettare che cambiassi io
Per anni ho aspettato che la mia vita cambiasse, invece ora so che era lei ad aspettare che cambiassi io

Mia cugina Elisa condivide spesso su Facebook frasi della pagina Ghiandola Pineale – il terzo occhio. Quando ho controllato quale fosse la fonte da cui era stata presa la frase

Per anni ho aspettato che la mia vita cambiasse, invece ora so che era lei ad aspettare che cambiassi io

mi è venuto da sorridere: infatti, è scritta nel romanzo Le prime luci del mattino di Fabio Volo, autore di cui ho scritto anche tre giorni fa. Ciò che mi piace di quest’autore è la capacità di rendere interessanti situazioni di vita quotidiana, che potrebbero interessare ognuno di noi.

È una frase che mi riguarda anche personalmente: chi mi conosce sa che mi sono lamentato spesso di quanto fosse vuota la mia vita. Ad un certo punto, ho avuto praticamente lo stesso pensiero della protagonista di questo romanzo: lasciavo che le cose mi scivolassero addosso, senza farmi prendere da una qualsiasi emozione.

Dobbiamo comunque avere un atteggiamento propositivo: se nella nostra vita non accade nulla, dobbiamo trovare il modo di farlo accadere.

Non esiste un modo specifico per raggiungere questo risultato.L’unico consiglio che vi posso dare è quello di apprezzare anche le piccole cose che accadono ogni giorno e che rendono la nostra vita unica, diversa da quella degli altri.

Secondo me, questa è la base per realizzare anche i grandi progetti.

 

I am currently under construction. Thank you for your patience.

I am currently under construction. Thank you for your patience.
I am currently under construction. Thank you for your patience.

È dal 25 luglioche non pubblico una frase anonima: una di quelle che potrebbe essere pronunciata da ognuno di noi, tanto da essere molto popolare su internet.

I am currently under construction. Thank you for your patience.

che possiamo tradurre dall’inglese con

Sono attualmente in costruzione. Grazie per la vostra pazienza

riguarda – appunto – tutti noi. Purtroppo, pochi si rendono conto che:

  • La vita è in continuo divenire
  • Cambiamo più frequentemente gusti ed opinioni più frequentemente di quanto si pensi
  • Se restiamo troppo ancorati alle idee passate, allora c’è qualcosa che non va

Non mi trovo d’accordo sulla seconda parte della frase: perchè dovremmo ringraziare gli altri della loro pazienza, se anche loro stanno vivendo un percorso di trasformazione?

Sarebbe più opportuno aiutare chi  – invece – è bloccato: talmente ancorato al proprio modo d’essere che ostacola con tutte le sue forze una trasformazione che avviene senza il nostro volere.

Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi
Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Quanti libri ho letto in vita mia? Non lo so, ho perso il conto. Molto spesso mi capita di leggere un libro, dimenticarmene per lungo tempo, per poi ricordarmene quando su internet ne trovo una citazione.

È il caso della frase di stasera, tratta da Il giorno in più, che mi fu regalato nel 2007, poco dopo la sua pubblicazione

Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Dati alla manoun anno è composto da

  • dodici mesi
  • cinquantadue settimane
  • trecentosesssantacinque giorni

Fabio Volo ha ragione: in un periodo di tempo così lungo (che dobbiamo moltiplicare per tutti gli anni della nostra esistenza) accadono molte cose…Eppure ricordiamo solo eventi fondamentali della nostra vita, dimenticando il resto.

Anche ammettendo di ricordare un giorno per ogni anno vissuto, ricorderemmo meno di tre mesi di vita.

Verrebbe da chiedersi

Cosa abbiamo fatto tutti gli altri giorni?

La risposta è abbastanza semplice: abbiamo vissuto, ma eravamo troppo occupati in altre cose per accorgercene.

C'è un solo modo per avere un amico: essere un amico

C'è un solo modo per avere un amico: essere un amico
C’è un solo modo per avere un amico: essere un amico

Prima di scrivere un articolo, controllo sempre l’esattezza di una frase: a quanto pare, però,  qualcuno non fa la stessa cosa.

La frase

C’è un solo modo per avere un amico: essere un amico

Non è stato pronunciato da Oscar Wilde nè, tantomeno, esiste. L’aforisma corretto è

L’unica ricompensa della virtù è la virtù, l’unico modo di avere un amico è esserlo

ed è stato pronunciato da Ralph Waldo Emerson: bastava una ricerca di due minuti con Google per controllare. Non posso negare, però, che questa frase sia profondamente vera.

Tutto si gioca sui verbi ausiliari avere ed essere: avete mai fatto caso che tutti vogliono avere amici, ma pochi vogliono essere amici? Secondo me

  • Avere un amico è avere qualcuno su cui contare nel momento del bisogno
  • Essere un amico è far sì che ci sia uno scambio reciproco (di favori, ma anche d’affetto) fra due persone che si fidano l’una dell’altra

Ciò spiegherebbe la solitudine di cui molti soffrono in questi anni: spesso non interagiamo con le persone da pari a pari, ma le sfruttiamo per i nostri scopi.

Putroppo, chi è sfruttato non se ne rende conto, perchè:

  1. Confonde sfruttamento ed amicizia
  2. Pensa che l‘amico (o lo sfruttatore?) ricambierà, prima o poi

 

Inutile aggiungere che il prima o poi non si concretizza mai.