Canzone del bambino nel vento

 

Come scrivevo sul mio nuovo blogoggi è la giornata della memoria. 

Scegliere la canzone di cui parlare è stato semplice:  ho scelto Canzone del bambino nel vento, meglio nota come Auschwitz. Per i miei gusti musicali, preferisco la versione live dei Nomadi che vi propongo anzichè quella dell’Equipe 84.

Mi piace questa versione perchè si sente distintamente il pubblico ripetere il ritornello della canzone.

Se si trattasse di un qualsiasi altro brano, il fatto potrebbe passare inosservato. Tuttavia, come scrivevo il primo marzo scorso

Nelle canzoni, ciò che conta veramente è il messaggio

Perciò, con Auschwitz, il discorso è diverso:

  1. il pubblico canta una tragedia che – forse – non ha vissuto, ma che conosce bene.
  2. Non a caso, il video propone l’incipit  di Se questo è un uomo.
  3. Le fotografie proposte sono eloquenti

Per questo parlare del brano è difficile, soprattutto a livello emotivo: le parole sono chiare, ma colpiscono come un pugno allo sterno. Un pugno allo stomaco – forse – fa più male, ma il dolore passa in fretta: un pugno allo sterno, potrebbe anche perforare il cuore.

 

 

Il pericolo non viene da quello che non conosciamo, ma da quello che crediamo sia vero e invece non lo è

Frase di Mark Twain
Il pericolo non viene da quello che non conosciamo, ma da quello che crediamo sia vero e invece non lo è

Tutti abbiamo paura del pericolo, ma non credo che ci sia una definizione che metta tutti d’accordo.

Chi si è avvicinato di più a definire il pericolo correttamente  è stato Mark Twain

Il pericolo non viene da quello che non conosciamo, ma da quello che crediamo sia vero e invece non lo è

Effettivamente, a parte le malattie mortali, non credo esista una situazione che si possa definire pericolosa all’unanimità: basta prendere le dovute precauzioni.

Le esperienze negative passate possono aumentare le paure: non lo auguro a nessuno ma, se una persona si rompe una gamba la prima volta che indossa gli sci, forse passerà molto tempo prima che decida di affrontare una pista nuovamente.

Credo che il modo migliore per affrontare questa questione emotiva sia seguire l’insegnamento di Mark Twain usando il cervello:

  • Informarsi
  • Allenarsi
  • Essere consapevoli dei propri limiti

Gradualmente, si otterranno grossi risultati.

Dove siamo? Benvenuta fra i miei pensieri…

benvenutaframieipensierimaltempo
Benvenut fra i miei pensieri, scusa per il maltempo

Il 4 agosto 2016, mentre scrivevo uno degli ultimi articoli prima delle vacanze estive, nasceva la pagina Facebook Coma Empiricoma io l’ho scoperta solo oggi.

Mi ha subito colpito la vignetta che vedete: una donna chiede

Dove siamo?

l’uomo interrogato risponde

Benvenuta fra i miei pensieri…scusa per il maltempo

Non so se stupisca più la domanda o la risposta:

  • Perchè la donna si sorprende di essere nei pensieri di qualcuno?
  • Perchè l’uomo si deve scusare di avere brutti pensieri?

Il problema è proprio questo: non so per quale motivo, ma pensiamo che tutti siano felici…Tutti, tranne noi.

Siamo caduti persino nel paradosso di volere la compagnia di qualcuno, ma essere sempre più soli!

Senza voler dare un significato politico al tutto, si fa comunque presto a capire che la società si sta sfaldando…e non è un buon segno.

Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione…

Frase di Charlie Chaplin
Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro.

Questa mattina, mentre stavo cercando il primo argomento per il mio nuovo blog su Milano, ho trovato questa frase

Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro.

Ho sempre considerato Charlie Chaplin un genio….ma non avrei immaginato avesse così tanto da dire!

A parte questo, mi domando: riusciamo effettivamente a seguire questo consiglio?

La reputazione – per quanto importante – è comunque almeno un paio di gradini sotto la coscienza….Ma, come diceva il grillo parlante a Pinocchio nella versione di Walt Disney

La coscienza è quella vocettina interna che la gente ascolta così di rado… Per questo il mondo va così male, oggi!

Ho voluto riportare la definizione integralmente, perchè credo che la seconda parte abbia molto da dirci e da insegnarci.

Non solo ci preoccupiamo del giudizio altrui, ma ci lasciamo influenzare (troppo) dall’opinione altrui, senza tenere presente che anche la nostra opinione conta. Questo è forse, il segreto per andare a letto sereni la notte.

Se non parti, non lo saprai mai

Spot di EDreams
Se non parti, non lo saprai mai

Canzoni e pubblicità televisiva sono un binomio inscindibile almeno da quando esiste il cinema sonoro. Più raramente, una pubblicità è tradotta esattamente in più lingue: è il caso della pubblicità della Apple che – nella versione italiana – è doppiata da Dario Fo.

È la prima volta che – però – vedo il verso di una canzone in inglese tradotto ed usato in forma scritta per una pubblicità.

EDreams ha usato il verso

If you never try you’ll never know 

di Fix you dei Coldplay, lo ha tradotto (correttamente) in

Se non parti, non lo saprai mai

ed ha realizzato la sua campagna pubblicitaria.

Solo il tempo potrà dirci se la pubblicità è stata efficace o no…ma può già insegnarci qualcosa.

Con l’inizio del nuovo anno, si fanno le solite promesse:

  • Dimagrire un po’
  • Dedicarsi di più alla famiglia
  • Non rimandare a domani ciò che hai procastinato per 365 giorni l’anno prima

salvo poi infrangerle a partire dal 2 gennaio. In questo caso, torna ancora utile il protagonista di V per Vendetta, che parla a tutti noi dicendo:

Io so perché l’avete fatto. So che avevate paura.

 

Sicuramente: abbiamo paura delle conseguenze…ma stare immobili non è altrettanto pericoloso?

La famiglia non è sempre una questione di sangue…

Due amiche sorridenti sono una famiglia
La famiglia non è sempre una questione di sangue. Famiglia sono le persone della tua vita che ti vogliono nella loro e che ti vogliono per quello che sei. Sono quelle che fanno di tutto per farti sorridere e che ti amano senza condizioni

Sono single, abito lontano dai miei gentitori da anni, mio fratello ha la sua vita… come potrei mai parlare di famiglia?

Ne parlo perchè non intendo la famiglia in senso giuridico, ma come la intende la frase  condivisa sulla pagina Facebook Pensieri scalzi di L. Scudiero

La famiglia non è sempre una questione di sangue. Famiglia sono le persone della tua vita che ti vogliono nella loro e che ti vogliono per quello che sei. Sono quelle che fanno di tutto per farti sorridere e che ti amano senza condizioni

Per esempio, della mia famiglia fanno parte:

  • Consolata, che mi consiglia sempre: magari un giorno cambierà il nome in Consigliata
  • Paola, con cui proprio stasera ho fatto una di quelle telefonate che solo noi due possiamo capire
  • Flora: non ho mai parlato di lei…ma credo che i nostri rispettivi gestori telefonici debbano farci un piano forfettario, data la lunghezza chilometrica delle nostre chiamate: pagheremmo molto meno
  • Gli scalmanati del gruppo di fotografia: no, non potreste mai dire che è un gruppo normale…

Credo che anche voi abbiate dei famigliari non inseriti nel vostro stato di famiglia. Parafrasando Totò, potremmo chiederci

Siamo uomini o famigliari?

ma forse è una domanda stupida: non è necessario capire quale sia il tipo di rapporto che ci lega l’uno all’altro, l’importante è che esista.

Hai mai conosciuto qualcuno che fosse felice e sano di mente?

Striscia di Charles Schultz
Hai mai conosciuto qualcuno che fosse felice?

Il titolo di stasera può sembrare provocatorio, ma volevo solo riassumemere le due frasi che compongono questa striscia di Charles Schulz.  Come vedete, Linus domanda a Lucy

Hai mai conosciuto qualcuno che fosse felice?

Snoopy di avvicina saltellando e da un bacio alla bambina. L’accaduto fa esclamare a Linus

E che fosse ancora sano di mente, intendo…

Nella vignetta in alto a destra, si nota una data: 18 ottobre 2004. In quel periodo, gli americani stavano ancora combattendo in Iraq: consciamente o meno, tutto il mondo stava con il fiato sospeso nella speranza che non si scatenasse un nuovo conflitto mondiale. Parlare di felicità allora, sembrava una cosa da folli.

Anche se non lo ammettiamo, essere felici può sembrare folle nella maggior parte dei casi ancora oggi: perchè?

Credo che sia una questione di prospettiva: tendiamo a pensare che gli eventi negativi passati possano ripetersi anche in futuro. Questo è vero, però voglio farvi una domanda

Non vi siete forse rialzati e vi siete ripresi dopo un evento negativo?

Certo, occorre tempo…ma ciò non significa che non accada.

Scegliete chi, per disegnarvi, userebbe tutti i colori

Frase dell'utente di Twitter Schivami
Scegliete chi, per disegnarvi, userebbe tutti i colori

Come dicevo ieri, su internet ognuno può esprimere la propria opinione e sicuramente ha influenzato molto la nostra società…ma mai avrei immaginato di vedere un Tweet usato come messaggio pubblicitario.

L’aforisma che leggete è stata riportata su Facebook nella pagina informazione libera. Ovviamente, nella cartoleria in cui è stata esposta aveva un intento pubblicitario ma, da una breve ricerca, sembrerebbe che l’autrice sia la Twittera Schivami

Scegliete chi, per disegnarvi, userebbe tutti i colori

La pubblicità ha fatto sempre leva sui bisogni delle persone, fra cui quello di affetto. Avendo studiato un p0′ l’argomento, posso dire che la cosa è sensataridicola allo stesso tempo:

  • Ridicola perchè demandiamo alla pubblicità il soddisfacimento di un bisogno
  • Sensata perchè credo ci sia sempre meno propensione all’egoismo ed all’egocentrismo

Sembrerebbe che siamo costretti a cercare altrove ciò che non troviamo vicino a noi: ma non vi accorgete che ci stiamo bloccando a vicenda?

Non serve essere ricchi per essere felici…

Frase di Rita Lombardi
Non serve essere ricchi per essere felici, le migliori cose nella vita sono gratis, il sorriso, un abbraccio, una carezza, e tanto amore.

Il bello di internet è che ognuno può dire pubblicamente ciò che vuole: questo blog ne è la prova. Il brutto di internet è che ognuno dice pubblicamente ciò che vuole celato dietro uno schermo.  Sembra quasi che Rita Lombardi abbia voluto usare il mezzo di comunicazione a distanza per eccellenza per proporre una frase che si basa sulla vicinanza

Non serve essere ricchi per essere felici, le migliori cose nella vita sono gratis, il sorriso, un abbraccio, una carezza, e tanto amore.

Ironia della sorte, la frase è stata ripresa dalla pagina Facebook I Stay with me: non credo sia necessaria una traduzione di queste parole, comunque mi ricordano tanto la solitudine.

Forse è proprio la solitudine la malattia di cui soffre la società attuale. Secondo me, molti di noi (soprattutto i single) non si ricordano l’ultima volta in cui hanno ricevuto

  • Un abbraccio
  • Un sorriso
  • Una carezza

Non parliamo, poi, dell’amore: fosse per me, le definizioni del concetto sarebbero le seguenti

  1. Sentimento che molti pretendono ma che pochi danno
  2. Sentimento che abbiamo dimenticato come sia fatto

Non so come siamo arrivati a questo punto, ma forse non è troppo tardi per tornare indietro. Avrei un suggerimento: provare ad utilizzare canali di comunicazione più umani e diretti. Potete procedere per gradi

  • Se vi chiedete che fine abbia fatto una persona, provate a cercarlo su internet
  • Se sentite un vostro amico solo su Facebook, scrivetegli
  • Se usate solo la mail per parlare con gli altri, alzate il telefono
  • Se vi sentite vocalmente, perchè non vedervi anche di persona?

Su quest’ultimo passaggio, la mia amica Francesca avrà sicuramente qualcosa da ridire (o da ridere?): ogni tanto, mi faccio prendere dai troppi impegni…e mi dimentico dei nostri appuntamenti!

Non ti preoccupare, Frà…recupereremo!

Il peggior difetto di chi si crede furbo è pensare che gli altri siano stupidi

Frase dalla pagina Facebook
Il peggior difetto di chi si crede furbo è pensare che gli altri siano stupidi

Ho trovato la frase di oggi sulla pagina Facebook Pazzia, ma non ci trovo nulla di pazzo, anzi

Il peggior difetto di chi si crede furbo è pensare che gli altri siano stupidi

Così, per alleggerire un po’ il discorso, anzichè proporre l’immagine originale, ho optato per la versione proposta – sempre su Facebook – dalla pagina I like Snoopy.

Il cane creato da Schulz è il personaggio adatto per pronunciare un aforisma del genere. Anche se non parla come gli umani, osserva il mondo degli umani, cogliendone pregi e difetti…e proprio di difetti parla la frase.

Tuttavia, non credo sia esattamente un difetto: credo, piuttosto, che sia indice di stupidità. Chi si crede furbo dà per scontato almeno tre cose sul comportamento umano in generale ed altrui in particolare:

  1. Che  sia esclusivamente razionale
  2. Che non sia influenzato da vicende passate
  3. Che tutti ragionino allo stesso modo

Questo è un ragionamento da computer, non da uomini. Un ragionamento più umano sarebbe – forse – quello di porsi una domanda

Chissà perchè si comporta così?

Sarebbe un indizio che ci stiamo interessando del mondo che ci circonda.